La crisi della RAM non è finita, ma si intravede uno spiraglio
A scanso di equivoci: la crisi della RAM non è finita. Anzi, secondo qualcuno il peggio deve ancora arrivare. Eppure qualche timido segnale di un'inversione di tendenza c'è. Un nuovo report di DigiTimes afferma che, dopo un anno intero di continui rincari, nel segmento consumer si è registrata una diminuzione del 5% per quanto riguarda il costo dei banchi DDR4 da 16 GB. E se due indizi fanno una prova, forse c'è da sperare in un'evoluzione positiva del settore, dopo che a metà marzo era stato notato un primo flebile calo dei prezzi.
LA CRISI DELLA RAM NON È ANCORA FINITA, MA...
Nulla che possa cancellare i rialzi degli ultimi mesi, ma rimane pur sempre un indicatore del mercato. Dal febbraio 2025 gli aumenti hanno toccato un +2.200%, la flessione di questi giorni non risolve nulla, ma è il capovolgimento del trend ciò che importa. Vale anche per le DDR5, giù fino al 30% considerando i tagli da 32 GB distribuiti in alcuni canali specifici come Amazon e i rivenditori cinesi.
Il discorso cambia prendendo in considerazione il settore OEM in cui si sottoscrivono contratti di medio e lungo termine per la fornitura di componenti. Lì, le previsioni più recenti per il secondo trimestre 2026 continuano a prospettare rincari tra il 58% e il 63% per i moduli DRAM e tra il 70% e il 75% per quelli NAND Flash. Ricordiamo che la crisi interessa le memorie a tutto tondo.
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