Le famiglie europee aumentano i consumi mangiandosi i risparmi
Bruxelles – I cittadini dell’eurozona iniziano a intaccare le proprie riserve. Secondo i dati diffusi oggi (9 aprile) da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, il tasso di risparmio delle famiglie nell’area euro è sceso al 14,4 per cento nel quarto trimestre del 2025, segnando un calo rispetto al 14,8 per cento del trimestre precedente. Il fenomeno è spiegato da una dinamica precisa: nel quarto trimestre del 2025 i consumi individuali sono aumentati a un ritmo più sostenuto (+1,2 per cento) rispetto alla crescita del reddito lordo disponibile (+0,8 per cento). In un contesto dove l’indice del costo della vita ha toccato il 2,5 per cento a marzo, le famiglie europee sembrano dover privilegiare la spesa corrente, pur mantenendo una leggera crescita nel tasso di investimento (principalmente nell’acquisto e ristrutturazione di abitazioni), passato dall’8,7 per cento all’8,8 per cento.
Se le famiglie spendono, le imprese rimangono prudenti. I dati di Eurostat mostrano che il tasso di investimento delle società non finanziarie è sceso al 21,4 per cento (dal 21,9 per cento del trimestre precedente), raggiungendo il livello più basso registrato dal terzo trimestre del 2015. Questo calo è dovuto a una contrazione della formazione lorda di capitale fisso dell’1,7 per cento, a fronte di un valore aggiunto lordo che è comunque cresciuto dello 0,8 per cento.
Nonostante il freno agli investimenti, la redditività delle aziende resta solida. La quota di profitto delle imprese nell’area euro è rimasta stabile al 39,5 per cento nel quarto trimestre del 2025. La stabilità è il risultato di un equilibrio tra l’aumento dei costi del personale (salari e contributi) e la crescita del valore aggiunto, entrambi attestatisi allo 0,8 per cento. Eurostat precisa che questi indicatori economici si inseriscono in un quadro di incertezza geopolitica ed economica: come già evidenziato dalle stime preliminari di marzo, l’esplosione dei prezzi dell’energia (+4,9 per cento) legata alle tensioni internazionali sta alimentando una nuova spirale inflazionistica.
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