“Chiamatemi Anna”, al teatro Garage la prima assoluta dello spettacolo di Deborah Riccelli

Genova. Il testo inedito “Chiamatemi Anna” di Deborah Riccelli, dedicato ad Anna Kuliscioff, debutta in prima assoluta sabato 18 aprile 2026, ore 21, al Teatro Garage di Genova (via Paggi 43b).
Prodotto da Luce dal Palco con il patrocinio della Consulta Femminile di Genova, è diretto dalla stessa Riccelli che affida il ruolo della politica, giornalista, medica russa a Lucia Vita. Le voci fuori campo di Lazzaro Calcagno e di Riccelli rievocano gli anni giovanili di Kuliscioff e la sua storia d’amore con Andrea Costa, figura centrale insieme a Filippo Turati dei lunghi anni che trascorse in Italia, partecipando attivamente alla costruzione della democrazia nazionale e incarnando la visione della donna emancipata con l’esempio della sua vita.
“Chiamatemi Anna. Anna Kuliscioff: la forza di una donna, la voce di una rivoluzione”, questo il titolo completo, trasporta Kuliscioff (1855-1925) nel nostro presente, offrendone un ritratto che non contempla solo gli aspetti più noti della sua straordinaria vita, quello dell’attivista che ha segnato la storia delle battaglie sociali, ma anche la donna che, con profonda convinzione etica, scelse di stare dalla parte dei più fragili e provò a modificare il destino delle donne.
“Ho sentito il bisogno di scrivere questo spettacolo – spiega Deborah Riccelli – perché Anna Kuliscioff è una figura che, pur avendo inciso profondamente sulla storia italiana è stata spesso relegata ai margini del racconto ufficiale. Molte delle battaglie che Kuliscioff ha portato avanti – il diritto di voto, l’emancipazione femminile, la dignità del lavoro e la parità salariale – risuonano con forza nel nostro presente”.
Venne chiamata la “dottora dei poveri”, perché quando si trasferì a Milano iniziò a esercitare la professione di medico ginecologo, recandosi anche nei quartieri più poveri per fornire assistenza gratuita. Con gli studi sulla febbre puerperale, svolti al fianco di Camillo Golgi, futuro Nobel della Medicina, studiò le cause della febbre puerperale, contribuendo alla scoperta della sua origine batterica che avrebbe salvato milioni di donne dalla morte post partum. Ma è solo uno dei tanti aspetti della sua biografia. Fu a Genova nel 1892, attiva partecipante al congresso che si tenne alla Sala Sivori, che sancì la separazione dei socialisti dagli anarchici e segnò la nascita del Partito Socialista Italiano. Negli anni successivi elaborò un testo di legge per la tutela del lavoro minorile e femminile, che fu presentato in Parlamento e approvato nel 1902.
“Kuliscioff – prosegue l’autrice e regista – non è solo un personaggio storico ma è una donna che ha attraversato conflitti, fughe, malattie, amori, battaglie politiche e lo ha fatto con una forza e una fragilità cruciali. Mi interessava mostrarla nella sua interezza, non come “la compagna di” o una nota a piè di pagina ma come la protagonista di un’epoca e, soprattutto, del proprio destino. A cento anni dalla sua morte mi sembrava giusto restituirle una voce piena, viva, non filtrata dalle etichette politiche e, soprattutto, dalle semplificazioni. Volevo che il pubblico potesse incontrarla, non studiarla. La sua voce, la sua rivoluzione pubblica e interiore, nonostante il secolo che ci separa da lei, continua a parlarci con una sorprendente attualità”.
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