Anche negli Usa l’integrazione di solare e batterie sta rendendo obsoleto il ricorso ai combustibili fossili

Mar 4, 2026 - 06:30
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Anche negli Usa l’integrazione di solare e batterie sta rendendo obsoleto il ricorso ai combustibili fossili

Nonostante la spinta data da Donald Trump all’industria delle energie fossili e nonostante anche i bastoni tra le ruote messi dallo stesso presidente americano ai settori eolico e fotovoltaico, l’Institute for energy economics and financial analysis (Ieefa) segnala che la crescita delle rinnovabili stia progressivamente espellendo il carbone e il gas dal mix energetico degli Stati Uniti. «Il ritmo frenetico dello sviluppo dell’energia solare e dello stoccaggio in batterie sembra destinato a continuare almeno per i prossimi due anni, consentendo alle energie rinnovabili di continuare a conquistare quote di mercato a scapito del carbone e del gas nei mercati energetici statunitensi», si legge nell’ultimo report pubblicato dall’istituto che analizza mercati e politiche energetiche a livello globale.

Basandosi sugli ultimi dati forniti dalla stessa Energy information administration (Eia), i ricercatori della Ieefa evidenziano che la generazione elettrica negli Usa crescerà del 4% entro la fine del 2027, ma ciò non sarà un problema perché le rinnovabili, e soprattutto il settore del fotovoltaico, copriranno l’intero aumento della domanda e anche oltre, aggiungendo 201 milioni di MWh entro la fine del prossimo anno, portando la quota di mercato di eolico, solare e idroelettrico al 27%. «La crescita delle energie rinnovabili non è solo un fenomeno passeggero limitato a due anni», si legge tra l’altro nel report. «La combinazione dei totali annuali dal 2022 al 2025 con le proiezioni fino al 2027 conferma questa tendenza. I dati dell’Eia mostrano che, nel corso del quinquennio, l’aumento della produzione da queste fonti rinnovabili raggiungerà un totale di 367 milioni di MWh, coprendo anche tutto l’aumento previsto della domanda totale». E questo, mentre la quota dei combustibili fossili nella produzione energetica degli Stati Uniti è in costante calo, viene sottolineato, nonostante l’aumento della domanda di energia.

I ricercatori Ieefa sottolineano in particolare che il solare è di gran lunga la risorsa rinnovabile in più rapida crescita, con una produzione totale da impianti su scala industriale che dovrebbe superare i 418 milioni di MWh entro la fine del 2027, con un aumento di 275 milioni di MWh in soli cinque anni e una quota di mercato che sfiorerà il 10%. Tra l’altro dai dati registrati emerge che la crescita del solare, a lungo concentrata in Texas e California, sta ora aumentando rapidamente in tutti gli Stati americani. Scrivono i ricercatori Ieefa: «Ciò è particolarmente evidente nel sistema Midcontinent independent system operator (Miso), che si estende dalla Louisiana nel sud al Minnesota e al Michigan nel nord. Fino a poco tempo fa, il solare era stato relativamente trascurato in tutto il sistema». Nel 2023 la produzione solare copriva appena l’1% della domanda totale del Miso e solo sei volte in quell’anno aveva superato il 2% della domanda giornaliera del sistema. Passando al 2025, la quota di energia solare sulla produzione totale del Miso è aumentata, raggiungendo una media del 4,5%. Secondo le statistiche di fine anno del Miso, l’energia solare ha generato il 6% o più della domanda del sistema durante cinque mesi dell’anno, con un forte aumento rispetto alla produzione del 2023. In regioni storicamente legate ai fossili, il solare ha raddoppiato la sua quota in soli due anni, contribuendo al 55% dell’aumento della domanda locale e spingendo al ribasso la quota di carbone e gas del 3%.

L’altro fattore che sta facendo da traino alle rinnovabili e sta contribuendo al calo della quota di gas e carbone è la rivoluzione dello storage. I ricercatori Ieefa sottolineano che le batterie si stanno confermando come la tecnologia più trasformativa, rendendo il solare una risorsa affidabile e programmabile. Sebbene California e Texas detengano i due terzi della capacità attuale dei sistemi di stoccaggio, dai calcoli dei ricercatori risulta che entro il 2030 almeno 12 Stati americani avranno superato la soglia di 1.000 MW di capacità di storage installata. «Questa previsione probabilmente sottostima anche la quantità di capacità di accumulo delle batterie che sarà installata entro tale data. La tecnologia è relativamente facile da collocare, poiché spesso può essere installata presso siti di generazione o sottostazioni esistenti. I componenti sono inoltre facilmente reperibili e hanno un costo stabile o in calo, a differenza delle turbine a gas, difficili da acquistare e sempre più costose», concludono i ricercatori.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia