Aviaria, dopo il primo caso in Italia l’Ue tranquillizza: «No panico, rischio per la popolazione resta basso»
Il caso lombardo è il primo in Unione europea. Negli ultimi circa vent’anni sono stati segnalati circa 200 casi umani e solo due infezioni sono state fatali. «Esistono già vaccini contro l’influenza aviaria, generalmente raccomandati per le persone che lavorano nel settore avicolo» sottolinea la portavoce della Commissione Ue
La notizia del primo caso umano di Aviaria in Italia e nell’Unione europea ha fatto il giro del mondo. Ieri la Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) in una persona fragile, con patologie pregresse, rientrata da un Paese extraeuropeo (Africa) dove avrebbe contratto l’infezione. Si tratta del primo caso umano di questo sottotipo mai rilevato nel territorio europeo.
Oggi è arrivato il commento della Commissione europea che ha commentato così la notizia: «Stiamo monitorando attentamente la situazione e siamo consapevoli del fatto che esiste un primo caso di influenza aviaria trasmessa a un essere umano. Posso assicurare che non c’è motivo di panico. Continuiamo a seguire da vicino la situazione ma il rischio per la popolazione generale resta molto basso».
Sinora in Europa solo un caso di Aviaria nel Regno Unito
Finora c’era stato un solo caso nel Regno Unito, mentre nell’Unione europea non si erano ancora registrati.
«L’infezione è stata trasmessa a un uomo che era un viaggiatore», ha anche sottolineato la Commissione, «aveva già alcuni problemi di salute ed era vulnerabile» ha precisato, ricordando che si trova al momento ricoverato.
I numeri dell’Aviaria
«Per dare qualche cifra sull’influenza aviaria: negli ultimi circa vent’anni sono stati segnalati circa 200 casi umani, provenienti da altri continenti e non dall’Europa, e solo due infezioni sono state fatali».
«L’influenza aviaria può essere una malattia anche completamente asintomatica – ha segnalato la portavoce della Commissione europea -. È simile a un’influenza: dipende molto dai casi. I sintomi possono essere molto lievi oppure più gravi. Tuttavia, esistono già vaccini contro l’influenza aviaria, generalmente raccomandati per le persone che lavorano nel settore avicolo o che sono più esposte al contatto con gli uccelli. Non sottovalutiamo la nostra preparazione sanitaria: abbiamo imparato le lezioni della pandemia di Covid e ci sono già vaccini in fase di preparazione per un eventuale rischio maggiore o per una possibile pandemia».
«Lo dico però con una precisazione: al momento non c’è alcun bisogno di allarmarsi – ha affermato -. Lo sottolineo solo per evidenziare che siamo pronti e che abbiamo già strumenti a disposizione, compresi vaccini che potrebbero essere immessi sul mercato nel caso in cui l’influenza aviaria dovesse diffondersi».
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