Intervista con Francesca Gentile, al cinema con “Malavia”: “Il mio personaggio, Cira, sembra forte e supporta i suoi amici, ma al contempo sta ancora cercando se stessa”

Mar 27, 2026 - 13:00
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Intervista con Francesca Gentile, al cinema con “Malavia”: “Il mio personaggio, Cira, sembra forte e supporta i suoi amici, ma al contempo sta ancora cercando se stessa”

“Il mio personaggio è una ragazza solare, espressiva, sempre presente per i suoi amici e pronta a sostenere Sasà nel suo sogno di diventare rapper. Sembra sicura di sé, forte, decisa, in realtà però nasconde tante fragilità”. Francesca Gentile è tra i protagonisti del film “Malavia” con la regia di Nunzia De Stefano, prodotto da Matteo Garrone con Archimede e Rai Cinema, nelle sale a partire dal 26 marzo.

Nel film la giovanissima attrice, classe 2009, tra i talenti più brillanti della PM5 Talent di Peppe Mastrocinque, interpreta il ruolo di Cira, che si ritrova a vivere la sua adolescenza, tra incertezze, dubbi e accettazione, in compagnia dei suoi inseparabili amici, Sasà (Mattia Francesco Cozzolino), che sogna di diventare un rapper famoso e cambiare la sua vita, e Nicolas (Junior Rodriguez). Una storia che si basa sui valori dell’amicizia e si sviluppa nel contesto del rap napoletano.

Francesca, nel film “Malavia” interpreti Cira, cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Cira è una ragazza adolescente, fluida, è la migliore amica, insieme a Nicolas, del protagonista Sasà. Non ha i genitori, vive con i nonni che essendo molto all’antica fanno fatica a capire il suo modo di essere, il suo stile, che è molto particolare”.

Hai trovato dei punti in comune con lei?

“Per quanto riguarda il modo di vestirsi siamo molto diverse. A livello caratteriale, invece, abbiamo qualche punto in comune. Cira è una ragazza solare, espressiva, sempre presente per i suoi amici e pronta a sostenere Sasà nel suo sogno di diventare rapper. Sembra sicura di sé, forte, decisa, in realtà però nasconde tante fragilità. Sta vivendo una fase in cui cerca ancora di capire chi è davvero, cosa prova e come si vede. Ha delle insicurezze, soprattutto legate al suo corpo e alla sua identità e questo la porta a non essere molto sincera con i suoi amici, ai quali non confessa quello che prova per paura di non essere accettata, di non essere capita. Nel film scopriamo invece che raccontando loro le sue difficoltà verrà supportata ugualmente. Spesso Cira si crea delle paranoie, come faccio anch’io, perché sono solare, espressiva, però non mostro tanto il mio lato più fragile. Mi è piaciuto questo suo contrasto, il fatto che sembra forte ed è presente per gli altri, ma al contempo sta ancora cercando se stessa. E’ un personaggio molto vero, che rappresenta una fase dell’adolescenza in cui si cresce, ci si mette in discussione, si cercano le proprie risposte”.

L’amicizia è uno dei temi centrali del film, per te cosa rappresenta?

“L’amicizia è molto importante, perché oltre ai genitori ci deve essere qualcuno che ti supporta. E’ bello avere un confronto con ragazzi e ragazze della tua età, che affrontano i tuoi stessi problemi e che vivono le tue esperienze, con cui crescere insieme. Per me però sono sempre più importanti i genitori. Ovviamente poi ci sono casi differenti. Per esempio Cira non avendo la mamma e il papà conta di più sugli amici”.

Qual è il tuo rapporto con la musica?

“Ascolto musica 24 ore su 24, quando studio, quando leggo o cammino per strada. Spazio dal reggaeton al funk alla musica latinoamericana che ti fa muovere e ballare. Preferisco la musica ritmata rispetto a quella statica”.

credit foto Gianni Fiorito

Nel film Yodi dice a Sasà “non dovete rincorrere i treni ma dovete essere voi il treno”. Quanto sei d’accordo con questa affermazione?

“Sono d’accordissimo. Dobbiamo essere noi il treno e avere un obiettivo e crederci così tanto da diventare noi stessi quell’obiettivo. E’ un bellissimo messaggio per i ragazzi e le ragazze di oggi. E’ importante seguire i propri sogni e non mollare mai, anche quando ci sono delle difficoltà. E poi bisogna rimanere sempre con i piedi per terra”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Vorrei diventare un’attrice nazionale e internazionale, però il mio sogno più grande è viaggiare per il mondo. Sono molto curiosa di scoprire le altre culture e una volta che avrò visto tanti posti nuovi deciderò dove andare a vivere. Vorrei infatti comprare una casa all’estero insieme ai miei genitori, perché soffriamo molto l’essere distanti e quindi vorrei portarli con me”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“Fin da piccola ho avuto questa indole, ma non ne ero ancora cosciente, non ho mai approfondito questa passione. Ho praticato invece diversi sport, come la ginnastica ritmica, l’equitazione, il karate. Un giorno il destino ha portato da me questo mestiere. Facevo parte del coro delle voci bianche del Teatro San Carlo ed è arrivato il mio primo provino, poi ho superato vari casting e ho avuto modo di conoscere il mio attuale coach di recitazione che mi ha notato e proposto di entrare nella sua accademia, la PM5 talent, che frequento da quattro anni”.

Per quanto riguarda i prossimi progetti, stai già facendo nuovi provini?

“Subito dopo Malavia, ho girato “Avemmaria” con Fortunato Cerlino, in cui ho fatto una piccola parte. Spero in futuro di avere altre possibilità”.

C’è un regista in particolare con cui ti piacerebbe lavorare?

“Vincenzo Salemme, adoro i suoi film, da Cose da pazzi a L’amico del cuore, da SMS – Sotto mentite spoglie a Volesse il cielo, apprezzo il suo modo di porsi con le persone e quella vena comica che mi piacerebbe sviluppare”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Virginia Maresca

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