Oggi le
auto elettriche montano quasi tutte pacchi
batterie agli ioni di litio. È una tecnologia matura, con filiere produttive consolidate e costi che negli ultimi anni sono calati drasticamente. Il problema è che il litio resta una materia prima geograficamente concentrata (l'85% della raffinazione mondiale avviene in tre soli paesi) con costi (ma anche l’accesso stesso) soggetti a pressioni geopolitiche e di conseguenza di mercato difficili da controllare. Sono infatti proprio questi i motivi principali per cui il settore guarda con interesse crescente alle
batterie allo stato solido: una tecnologia che però appare ancora lontana dalla possibilità di essere diffusa su larga scala.La Cina sta puntando sulle
celle agli ioni di sodio. Sono più facili da sviluppare, più stabili alle basse temperature e
potenzialmente più economiche. Secondo
Li Shujun, direttore generale di Hina Battery (azienda cinese nata come spin-off dell'Accademia delle Scienze di Pechino), la parità di costo con il litio potrebbe arrivare già nel 2027.
I numeri

Il ragionamento di Li si basa sulla situazione attuale nella quale i
costi del sodio scendono mentre quelli del litio subiscono pressioni al rialzo. Oggi le celle al sodio si collocano in una forbice tra 0,073 e 0,102 dollari per Wh, quelle al litio tra 0,044 e 0,073. Secondo Li i prezzi si allineeranno già nel 2027 e a quel punto le batterie al sodio saranno
potenzialmente più convenienti. Il 2028, secondo il manager, rappresenterebbe un punto di svolta con l'avvio di una diffusione su scala industriale.I dati presentati riguardano i
test delle celle “Haixing” utilizzate su camion pesanti con un range operativo da -40°C a 60°C, oltre il 90% della capacità di scarica mantenuta a -20°C e oltre 8.000 cicli di ricarica rapida. I camion alimentati con queste celle hanno registrato
consumi per chilometro inferiori di circa il 15% rispetto agli equivalenti al litio, con un'
autonomia superiore di circa il 20% in condizioni tipiche. Secondo Hina Battery, questi risultati segnano il passaggio dalla validazione tecnica alle prime applicazioni commerciali.

Sul fronte della densità energetica, Hina Battery prevede di
superare i 180 Wh/kg con i prodotti di prossima generazione, mentre dopo il 2028 la produzione potrebbe raggiungere la scala delle centinaia di GWh annui con costi di cella intorno a 0,044 dollari/Wh. Non è un progetto isolato. CATL, per esempio, ha già lanciato
la piattaforma Naxtra con densità di 175 Wh/kg, destinata sia ai veicoli passeggeri sia allo storage stazionario, con il primo veicolo passeggeri sviluppato insieme a Changan atteso nella
seconda metà del 2026.
BAIC, invece, ha sviluppato un prototipo con densità di oltre 170 Wh/kg e ricarica completa in 11 minuti. BYD punta a portare la durata verso i 10.000 cicli entro il 2027.Il
MIT Technology Review (la rivista del Massachusetts Institute of Technology) ha inserito le
batterie al sodio tra le dieci tecnologie breakthrough del 2026. Cosa significa? Il MIT Technology Review pubblica ogni anno una selezione delle dieci tecnologie considerate più promettenti e destinate a cambiare in modo significativo industria e società nel corso dell'anno. Inserire le batterie al sodio in questa lista nel 2026 significa che una delle istituzioni accademiche e giornalistiche più autorevoli al mondo in campo tecnologico considera questa chimica non più una curiosità di laboratorio ma una
tecnologia matura abbastanza da avere un impatto reale nel breve periodo.
Quello che i numeri non dicono

Le dichiarazioni e le previsioni vanno prese con la
dovuta cautela. Contrariamente a quanto spesso comunicato in passato, le batterie al sodio oggi costano ancora più di quelle al litio. La parità nel costo, se arriverà, non è un punto di partenza ma un traguardo ancora da raggiungere.Anche per quel che riguarda la
densità energetica è giusto fare chiarezza. Anche rispettando le previsioni, queste batterie avranno una densità minore rispetto alle migliori celle agli ioni di litio NMC.Nonostante i progressi pensare che queste celle arriveranno a
essere così conveniente nel 2027 resta una valutazione. Che si porta dietro diversi dubbi. Anche perché le incertezze e le sfide, anche quelle che possono incidere sui costi e sugli sviluppi industriali, sono sempre tante e con un peso significativo.