Bce: rischi al rialzo su prezzi e al ribasso su Pil, tassi fermi al 2%
Roma, 19 mar. (askanews) – La guerra in Iran e il quadro conflittuale in Medioriente “hanno aumentato in maniera rilevante l’incertezza sulle prospettive, creando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”. Lo afferma la Banca centrale europea, secondo cui i rincari dell’energia innescati dal conflitto “avranno un impatto consistente sull’inflazione nel breve termine”.
In questo quadro i tassi di interesse dell’area euro restano fermi al 2%, riporta il comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo Bce. Il livello attuale dei tassi è stato raggiunto con un taglio operato lo scorso giugno. La decisione di oggi è in linea con le attese.
I diversi scenari analizzati dai tecnici della Bce sulle possibili ricadute del conflitto in Iran “suggeriscono che un danno prolungato agli approvvigionamenti di petrolio e gas porterebbe a inflazione superiore alle previsioni di base e a una crescita economica inferiore”. Inoltre “le implicazioni per l’inflazione nel medio termine dipendono essenzialmente dalla portata degli effetti indiretti e di secondo livello di uno shock energetico più forte e più persistente”, spiega la Bce.
Nelle sue future decisioni, il consiglio direttivo manterrà un approccio decisionale basato sui dati e in cui le scelte vengono compiute volta per volta, per determinare quale sia la linea più appropriata. “Il Consiglio non si vincola a alcun percorso predeterminato dei tassi”.
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