Bonus assunzioni 2026: tutte le novità su giovani, donne e ZES

Mar 11, 2026 - 12:30
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Bonus assunzioni 2026: tutte le novità su giovani, donne e ZES

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Incentivi alle assunzioni: prorogati bonus giovani, ZES e donne con nuove regole nel 2026.


Il sistema degli incentivi all’occupazione rappresenta da anni uno degli strumenti principali con cui il legislatore tenta di sostenere il mercato del lavoro, riducendo il costo contributivo per le imprese che assumono categorie considerate più fragili o strategiche per lo sviluppo economico. Negli ultimi anni, diverse misure hanno seguito questa logica, tra cui gli sgravi contributivi introdotti dal cosiddetto Decreto Coesione (decreto-legge n. 60 del 2024, convertito con modificazioni nella legge n. 95 del 2024).

In questo quadro normativo si inseriscono i bonus destinati all’assunzione di giovani, donne svantaggiate e lavoratori disoccupati nelle aree della Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, strumenti che hanno lo scopo di incentivare l’occupazione stabile e favorire la crescita dell’occupazione in territori o fasce della popolazione caratterizzati da maggiore difficoltà di accesso al lavoro.

Durante il percorso parlamentare di conversione del decreto Milleproroghe, il Parlamento ha introdotto un intervento di rilievo: una modifica all’articolo 14 che proroga e rimodula alcuni di questi incentivi contributivi. L’emendamento, approvato il 19 febbraio dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ridefinisce infatti la durata e l’intensità degli sgravi, introducendo nuove condizioni per l’anno 2026.

Il risultato è un sistema di incentivi che, da un lato, estende nel tempo alcune agevolazioni, ma dall’altro riduce l’intensità di taluni benefici rispetto alla versione originaria prevista dal Decreto Coesione.

Il quadro finanziario: fondi europei e risorse nazionali

Per sostenere la proroga degli incentivi il Governo ha previsto l’utilizzo combinato di risorse provenienti da programmi europei e da stanziamenti nazionali. In particolare, una parte dei finanziamenti sarà reperita nel Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”, mentre ulteriori fondi derivano dagli stanziamenti introdotti con la legge di Bilancio 2026.

Nel dettaglio, circa 417,6 milioni di euro, pari a metà degli 825 milioni destinati agli esoneri contributivi per nuove assunzioni, saranno utilizzati proprio per sostenere la prosecuzione delle misure agevolative.

Bonus giovani: proroga limitata ma incentivo rimodulato

Una delle principali novità riguarda il bonus giovani, previsto dall’articolo 22 del decreto-legge n. 60 del 2024 e disciplinato operativamente anche dalla circolare INPS n. 90 del 12 maggio 2025.

Il beneficio è destinato alle imprese che effettuano:

  • assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 mai occupati con contratto stabile, oppure

  • trasformazioni di rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Con l’intervento del Milleproroghe la misura viene riaperta per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026.

La modifica più significativa riguarda però l’intensità dello sgravio contributivo. Fino al 31 dicembre 2025, infatti, l’esonero era generalmente riconosciuto nella misura del 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro.

Dal 2026, invece, la regola cambia:

  • lo sgravio di base scende al 70%,

  • mentre torna al 100% solo se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto.

Quest’ultimo requisito viene calcolato su base mensile confrontando:

  • il numero dei lavoratori occupati alla fine del mese

  • con la media degli occupati nei dodici mesi precedenti.

Per i rapporti di lavoro part-time, il conteggio viene effettuato in modo proporzionale rispetto all’orario normale dei lavoratori a tempo pieno.

Un ulteriore elemento tecnico riguarda il cosiddetto perimetro occupazionale dell’impresa: ai fini del calcolo dell’incremento occupazionale netto, occorre considerare anche eventuali diminuzioni dell’organico registrate in società controllate o collegate, secondo la definizione prevista dall’articolo 2359 del codice civile.

Restano invece invariati altri aspetti della misura:

  • durata dell’incentivo: 24 mesi

  • massimale mensile: 500 euro per lavoratore, elevato a 650 euro nelle aree ZES.

Proroga delle agevolazioni per la ZES unica Mezzogiorno

Un intervento analogo riguarda il bonus destinato alle microimprese che operano nella ZES Unica del Mezzogiorno, previsto dall’articolo 24 del decreto Coesione.

Questa misura è finalizzata a incentivare l’occupazione stabile nelle aree economicamente più fragili del Paese e si applica alle imprese che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

In origine l’agevolazione prevedeva:

  • esonero contributivo del 100% per 24 mesi,

  • nel limite massimo di 650 euro mensili per lavoratore,

  • con validità fino al 31 dicembre 2025.

Con la conversione del Milleproroghe il beneficio viene riaperto per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2026, ma con una modifica nella percentuale di sgravio.

Anche in questo caso:

  • lo sgravio scende al 70% in via ordinaria,

  • mentre rimane integrale (100%) in presenza di incremento occupazionale netto.

Il criterio di calcolo dell’aumento occupazionale segue lo stesso schema previsto per il bonus giovani: confronto tra il numero di dipendenti a fine mese e la media dei dodici mesi precedenti.

Va inoltre ricordato che l’agevolazione non può essere riconosciuta in caso di trasformazione di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, limitando quindi l’accesso all’incentivo alle sole nuove assunzioni.

Estensione territoriale della ZES e nuovi territori coinvolti

Nel 2026 il quadro territoriale delle agevolazioni viene inoltre ampliato.

Alle tradizionali regioni della ZES Unica del Mezzogiorno si aggiungono infatti Marche e Umbria, che vengono incluse nel perimetro applicativo degli incentivi.

Questa estensione non risulta esplicitata direttamente nella norma primaria, ma è stata riconosciuta in via amministrativa dall’INPS, attraverso indicazioni interpretative contenute nella circolare n. 10 del 3 febbraio 2026 e in precedenti atti applicativi.

Bonus donne: proroga piena fino al 2026

Diverso il trattamento previsto per il bonus destinato all’assunzione di donne svantaggiate, disciplinato dall’articolo 23 del decreto Coesione e illustrato operativamente nella circolare INPS n. 91 del 12 maggio 2025.

A differenza degli incentivi per giovani e ZES, il legislatore ha scelto di non ridurre l’intensità dello sgravio, limitandosi a estenderne la durata.

Con la modifica introdotta dal Milleproroghe, infatti, il beneficio viene prorogato fino al 31 dicembre 2026, mantenendo le condizioni originarie.

L’agevolazione consiste in:

  • esonero contributivo del 100%,

  • per una durata massima di 24 mesi,

  • con tetto massimo di 650 euro mensili per lavoratrice.

La durata si riduce invece a 12 mesi quando l’assunzione riguarda lavoratrici impiegate in settori caratterizzati da marcata disparità di genere, individuati annualmente tramite decreto ministeriale sulla base dei dati ISTAT. Per il 2026, il riferimento è al decreto interministeriale n. 3795 del 2025.

Chi può beneficiare del bonus per l’assunzione di donne

La platea delle lavoratrici che possono beneficiare dell’incentivo comprende donne di qualsiasi età che, al momento dell’assunzione, rientrino in almeno una delle seguenti condizioni:

  • assenza di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, indipendentemente dalla regione di residenza;

  • disoccupazione da almeno 6 mesi con residenza nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno;

  • impiego in professioni o settori con forte disparità occupazionale di genere, individuati annualmente con decreto ministeriale.

Anche in questo caso resta un requisito centrale: l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto, secondo i criteri stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Un ulteriore limite riguarda le trasformazioni contrattuali: l’incentivo non può essere riconosciuto se il rapporto di lavoro deriva dalla trasformazione di un contratto a tempo determinato già esistente.

Un equilibrio tra estensione temporale e sostenibilità finanziaria

L’intervento del Milleproroghe rappresenta quindi un compromesso tra due esigenze: da un lato garantire continuità agli strumenti di sostegno all’occupazione, dall’altro contenere l’impatto finanziario degli incentivi sul bilancio pubblico.

La scelta di ridurre lo sgravio “di base” al 70% per alcune misure consente infatti di mantenere operative le agevolazioni anche nel 2026, incentivando al contempo le imprese che producono effettiva crescita dell’occupazione attraverso il meccanismo dell’incremento occupazionale netto.

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