Etica e formazione nell’era dell’IA: il convegno promosso dall’Osservatorio Formez–PUA–CSI Piemonte
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Come governare l’intelligenza artificiale senza perdere di vista i valori pubblici, la responsabilità istituzionale e il ruolo centrale della persona? È attorno a questa domanda che ruoterà il convegno internazionale “Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale”, in programma mercoledì 10 marzo alle ore 9:00 a Roma, presso la Pontificia Università Antonianum.
L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico, progetto promosso da Formez, dalla Pontificia Università Antonianum e da CSI Piemonte, con l’obiettivo di promuovere un confronto multidisciplinare sulle implicazioni sociali, istituzionali e culturali delle nuove tecnologie digitali.
L’evento rappresenta un momento di riflessione di respiro internazionale dedicato al rapporto tra innovazione tecnologica, governance pubblica e sviluppo umano, in una fase storica in cui l’intelligenza artificiale sta progressivamente trasformando il funzionamento delle amministrazioni, dei sistemi economici e della vita quotidiana.
Un confronto internazionale sul futuro dell’intelligenza artificiale
Il convegno riunirà studiosi, rappresentanti delle istituzioni, esperti di innovazione digitale e protagonisti del mondo accademico per approfondire una delle questioni più delicate del nostro tempo: come orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale affinché rimanga uno strumento al servizio della collettività.
Il dibattito si concentrerà su due dimensioni centrali: da un lato la necessità di definire un quadro etico solido per l’adozione delle tecnologie intelligenti, dall’altro l’importanza di rafforzare la formazione delle nuove competenze digitali, indispensabili per governare processi di trasformazione sempre più complessi.
L’intelligenza artificiale, infatti, non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma un cambiamento profondo che coinvolge modelli organizzativi, processi decisionali e relazioni sociali. Per questo motivo la riflessione sul suo sviluppo non può limitarsi agli aspetti tecnici, ma deve includere anche una dimensione culturale e istituzionale.
L’incontro si propone proprio di offrire uno spazio di dialogo tra discipline diverse — dalla filosofia alla data science, dalle politiche pubbliche alla cybersicurezza — con l’obiettivo di delineare scenari e prospettive per una transizione digitale responsabile e sostenibile.
Il contributo della Mississippi State University
Uno degli elementi di maggiore interesse dell’iniziativa è rappresentato dalla partecipazione della Mississippi State University, partner accademico internazionale dell’Osservatorio.
La presenza dell’ateneo statunitense consentirà di ampliare il confronto oltre il contesto europeo, offrendo uno sguardo sulle dinamiche globali che stanno caratterizzando lo sviluppo della data science e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
Attraverso il contributo dei ricercatori e dei docenti coinvolti, il dibattito affronterà anche le sfide etiche emergenti nelle società digitali, analizzando i rischi connessi all’utilizzo di algoritmi sempre più sofisticati, ma anche le opportunità offerte da strumenti capaci di migliorare i processi decisionali e l’efficacia delle politiche pubbliche.
L’obiettivo è quello di costruire una riflessione condivisa su come conciliare innovazione tecnologica e tutela dei valori democratici, individuando modelli di governance capaci di garantire trasparenza, responsabilità e inclusione.
I protagonisti del dibattito
A moderare i lavori sarà Giuseppe Torre, professore invitato presso la Pontificia Università Antonianum, direttore generale Data Hubs e direttore scientifico dell’Osservatorio 4manager.
Nel corso della mattinata interverranno numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e accademico, tra cui Giovanni Anastasi, presidente di Formez, e Andrea Bizzozero, preside della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum.
Il confronto vedrà inoltre la partecipazione di Jonathan Barlow, professor e associate director del Data Science Academic Institute della Mississippi State University, e di Mimmo Parisi, professor ed executive director dello stesso istituto nonché direttore esecutivo del Roma Center della Mississippi State University.
Tra gli altri relatori figurano anche Antonio Naddeo, presidente dell’ARAN, Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale, Giovanni Melardi dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Julian Colamedici dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e Giampaolo Dimarco di Confprofessioni.
Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Sergio Talamo, direttore della comunicazione, relazioni istituzionali e innovazione digitale di Formez e docente presso la Pontificia Università Antonianum.
Innovazione digitale e valore pubblico
Il convegno si inserisce in un percorso di studio e ricerca che mira a esplorare le implicazioni dell’intelligenza artificiale nella costruzione del valore pubblico, un tema sempre più centrale nel dibattito sulle politiche di innovazione.
L’utilizzo delle tecnologie intelligenti nelle amministrazioni pubbliche, infatti, apre scenari nuovi in termini di efficienza, capacità di analisi dei dati e miglioramento dei servizi ai cittadini. Allo stesso tempo, però, solleva interrogativi rilevanti su trasparenza, accountability e tutela dei diritti.
Per questo motivo l’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico promuove iniziative di confronto capaci di mettere in relazione il mondo della ricerca, le istituzioni e i professionisti impegnati nella trasformazione digitale.
Una sfida globale che richiede cooperazione
La trasformazione digitale in corso non riguarda soltanto l’evoluzione degli strumenti tecnologici, ma investe direttamente il modo in cui le società organizzano i propri sistemi economici, amministrativi e culturali.
Governare questa transizione richiede quindi una cooperazione internazionale sempre più stretta, basata sul dialogo tra competenze diverse e sull’elaborazione di principi condivisi.
In questo contesto, l’incontro di Roma rappresenta un’occasione per rafforzare il confronto tra istituzioni, università e centri di ricerca, contribuendo a costruire una visione comune sul ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo delle società contemporanee.
L’obiettivo è chiaro: promuovere un’innovazione capace di coniugare progresso tecnologico e responsabilità pubblica, mantenendo al centro la dimensione umana in un’epoca caratterizzata da trasformazioni sempre più rapide.
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