Bosnia-Italia, il tocco di mano di Dzeko e il mancato rosso a Muharemovic: polemiche per l'arbitraggio di Turpin, cos'è successo
Proteste dell'Italia per il mancato rosso a Muharemovic e per il goal concesso a Tabakovic
E' un altro disastro per il calcio italiano: la Nazionale manca la qualificazione al Mondiale per la terza volta di fila. Passa la Bosnia ai rigori al termine di una partita in cui l'Italia è rimasta in dieci dal 41' per l'espulsione di Bastoni. Nell'occasione la decisione di Turpin è corretta, ma l'Italia protesta per quanto avviene nella ripresa e nei supplementari: prima sul goal di Tabakovic e poi sulla possibile espulsione di Muharemovic alla fine del primo tempo supplementare per il fallo su Palestra.
PROTESTE SUL GOAL - Sulla rete della Bosnia, all'81', forti proteste dell'Italia per un tocco di mano di Dzeko che salta su Mancini, Donnarumma para e Tabakovic insacca. Prima Turpin, poi il VAR convalidano la rete perché il tocco di mano dell'ex attaccante di Roma e Inter è netto, ma non essendo lui a realizzare la rete, il VAR non considera il tocco in prossimità del goal e convalida.
POSSIBILE ROSSO PER MUHAREMOVIC - Le proteste maggiori, poi, sono al 102'. Tonali lancia Palestra che si invola verso la porta bosniaca, ma viene atterrato al limite dell'area dal difensore del Sassuolo. Turpin estrae solo il cartellino giallo, non ritenendo il fallo passibile di espulsione. Veementi proteste dell'Italia, soprattutto di Donnarumma, ma il VAR conferma la decisione dell'arbitro francese che lascia, però, più di qualche dubbio.
TOCCO DI MANO IN AREA DELLA BOSNIA - Nel secondo tempo qualche accenno di lamentela su un tiro di Pio Esposito deviato ancora da Muharemovic. Sul tiro dell'attaccante il pallone sbatte sull'attaccante, in caduta e di spalle, da distanza ravvicinata. Troppo poco per concedere il calcio di rigore.
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