Carburanti, Pichetto: “Razionamenti se necessario. Se si blocca tutto, riserve per un mese”
“E’ chiaro che siamo pronti al razionamento” dei carburanti “se necessario. Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire”. Lo afferma, in un’intervista a ‘Repubblica’ in merito allo shock energetico scoppiato con il conflitto in Iran, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Al ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l’emergenza”, sottolinea Pichetto, per il quale “vedremo dove e come intervenire, calcoliamo le possibili misure“, anche se “certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta come cinquant’anni fa”, spiega il ministro, secondo cui “le azioni dovranno essere misurate sulla situazione attuale”. “Noi sappiamo che se tutto si blocca, con le riserve si va avanti un mese“, aggiunge Pichetto riferendosi a una ipotesi “di shock”, di un blocco generalizzato, ma per il ministro “è possibile che le cose vadano diversamente, la penuria potrebbe incidere di più in un settore o un altro, per una risorsa o un’altra”.
Enac: “Situazione complicata per trasporto aereo ma tutto sotto controllo“
“La situazione è complicata, il trasporto aereo vive giorni di fibrillazione, ma è tutto sotto controllo e non vedo criticità tali da far preoccupare i viaggiatori”. Così, intervistato dal ‘Corriere della Sera’, il presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), Pierluigi Di Palma. In merito a potenziali rischi soprattutto in vista delle vacanze estive “oggi non abbiamo problemi e penso che questo sarà valido anche nelle prossime settimane”, spiega Di Palma, anche se “iniziamo a vedere alcuni segnali preoccupanti negli aeroporti in giro per il mondo, penso all’Estremo Oriente e all’Oceania” e quindi “non possiamo fare finta di nulla: questo è un settore interconnesso, quello che accade a migliaia di chilometri di distanza può avere conseguenze anche da noi”. In merito a come gestire le prenotazioni “dipende dal singolo”, spiega Di Palma, per il quale “c’è un elemento soggettivo del rischio che uno di solito prevede quando programma le proprie vacanze. Sicuramente affiancherei al biglietto aereo un’assicurazione sul viaggio, così da restare tranquilli”. “Va anche detto che questa non è una crisi che nasce così, all’improvviso, con la guerra in Medio Oriente e la strozzatura nello Stretto di Hormuz”, aggiunge Di Palma, sottolineando che “da tempo l’Europa ha un problema di quantità di cherosene per aerei che non riesce a stare al passo con la crescita della domanda di viaggio. Anno dopo anno se ne produce meno di quanto servirebbe. Viviamo in un periodo di boom del traffico aereo. E per questo è aumentato il peso delle importazioni di jet fuel, in particolare proprio dal Golfo Persico”.
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