Caso Piantedosi, Claudia Conte alla collega giornalista: “Basta odio” – Il video
Non si placa la tempesta sorta attorno a Claudia Conte, la giornalista 34enne che non ha smentito la presunta relazione con il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi. Mentre le opposizioni chiedono chiarezza, soprattutto per la nomina di Conte come consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, la giornalista prova a difendersi dagli assalti della stampa.
“C’è un legale che sta tutelando la mia immagine e la mia reputazione, vi ringrazio molto per l’interesse, ma vi prego di rispettarmi. Parleremo il prima possibile, non vi preoccupate che avrete tutte le risposte“, ha detto la giornalista a una cronista della trasmissione di Rete 4 ‘È sempre Cartabianca‘ che l’ha intercettata in strada, prima che potesse salire su un’auto.
Dopo brevi momenti di concitazione e diverbio tra la troupe e alcune persone che accompagnavano Conte, quest’ultima ha aggiunto: “Voglio un po’ di rispetto, basta con l’odio. Voglio mandare un messaggio di pace, siamo a Pasqua. State tranquilli che avrete tutte le risposte”, ha concluso.
Il Partito democratico: “Meloni vada a fondo sul caso Piantedosi”
“Dopo aver chiesto le dimissioni di Delmastro e Santanchè, Giorgia Meloni ha detto che non avrebbe più coperto nessuno. Ora, alla luce di quanto sta emergendo sul caso Piantedosi, ci aspettiamo che la premier vada fino in fondo”, ha affermato la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, in un’intervista a ‘la Repubblica’. “A noi – specifica – non interessa guardare questa vicenda dal buco della serratura, ci interessa invece capire come il ministro ha utilizzato la sua funzione istituzionale, la cui delicatezza impone massima trasparenza”.
“Per l’ennesima volta siamo costretti a occuparci di qualcosa che imbarazza il governo, anziché di come il governo affronta i problemi degli italiani. Ai quali — specie in questo momento — andrebbe data massima priorità”, sottolinea Braga. A suo dire, “gli italiani hanno il diritto di sapere se Claudia Conte ha tratto benefici dal suo legame dichiarato con il ministro dell’Interno e quanto lui ha pesato sugli incarichi ricevuti, alcuni dei quali connessi al ruolo svolto da Piantedosi al Viminale: una docenza alla scuola di perfezionamento della polizia, la consulenza alla Camera, per non tacere della Rai, utilizzata per avvantaggiare persone vicine alla maggioranza”. Secondo Braga, inoltre, “il fatto che siano stati usati soldi pubblici è soltanto uno degli aspetti. Bisogna capire se gli incarichi nei ranghi dello Stato o del para-Stato sono stati assegnati in base a professionalità e competenze di chi li ha svolti o per altre ragioni. E se sì, quali”.
Presenterete un’interrogazione in Parlamento? “Sì, proprio per chiarire tutti questi risvolti. Stiamo parlando di un ministro che sovrintende alla sicurezza pubblica, coordina le forze di polizia, sul quale non possono esserci ombre: ne va della credibilità delle istituzioni prima che delle persone coinvolte”.
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