Claudia Sequi (Assopellettieri): “Ripresa nella seconda metà del 2026”
È previsto in calo del 4,9%, a quota 11,4 miliardi di euro, il 2025 della pelletteria italiana. I dati sul settore hanno accompagnato, come di consueto, la nuova edizione di Mipel, la fiera dedicata proprio alla pelletteria e all’accessorio moda al termine oggi, e in corso da domenica 22 febbraio, presso gli spazi espositivi di Rho Fiera Milano. L’edizione, la numero 129, si tiene all’insegna del concept ‘Reinventing Mipel’ che la vede in sinergia con Micam e in partnership con Lombardini22, che ha ripensato l’esperienza di fruizione delle due manifestazioni.
Più in generale, gli appuntamenti si sono svolti sotto il capello di Fashion Link Milano, il nuovo format annunciato già lo scorso settembre ma per la prima volta operativo questo mese e che riunisce in un unico progetto strategico le più importanti manifestazioni dedicate al lifestyle e al fashion retail internazionale. Alle cinque kermessse già presenti (Milano Fashion & Jewels, Sì Sposaitalia Collezioni e The One Milano, oltre a Micam e Mipel), si aggiungeranno dopo l’estate Lineapelle e Simac Tanning Tech.
Tornando ai dati congiunturali, ha commentato Claudia Sequi, presidente di Mipel e Assopellettieri: “Gli ultimi dati economici ci mostrano un rallentamento della caduta, con una progressiva riduzione del calo nel corso dei trimestri. Una dinamica che disegna un outlook positivo per il 2026, magari per la sua seconda parte, però ci fa intravedere una ripresa dell’entusiasmo, della propensione di acquistare borse, soprattutto italiane italiane e di brand che abbiano ancora un approccio artigianale”.
Il settore viaggia, però, ancora in territorio negativo, con un quarto e ultimo trimestre in flessione del 3,7% (in miglioramento rispetto al calo complessivo del 7% registrato nel primo semestre ma più calante del 2,2% del terzo quarter), come fotografa il preconsuntivo elaborato dal centro studi Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri.
Accompagnato da un segno negativo anche il versante dell’export, che ha accusato un calo stimato del 5,4% nei dodici mesi, fermandosi a 9,68 miliardi di euro, penalizzato dal rallentamento del lusso nei mercati asiatici (Far East a -12,9% e Cina a -20,2%) e dal perdurare delle tensioni geopolitiche. Tengono Stati Uniti (+7,8%) e Medio Oriente (+6,6%), mentre contiene il calo l’Ue (-1,7%), nonostante la poca dinamicità dei suoi mercati, eccezion fatta per la Germania (+16,9 per cento). In flessione, intanto, anche la domanda interna (-1,9%), secondi l’indice Istat del commercio al dettaglio al valore in Italia.
Al centro, comunque, c’è l’efficacia di un modello fieristico rinnovato, racconta ancora Sequi: “Mipel può essere proprio il punto di svolta per intravedere un cambiamento per il settore. Ci presentiamo con questo layout nuovo che non è frutto semplicemente di una scelta di cambiamento di padiglione, ma è la volontà di fare qualcosa di nuovo, di concepire la fiera in modo più moderno, più fluido, che consenta ai visitatori un’esperienza di fruizione più immersiva”.
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