Costa riallinea l’UE: “Non ci sono alternative al multilateralismo, dobbiamo rafforzarlo”
Bruxelles – Il vertice dei capi di stato e di governo dell’UE, travolto dalla crisi in Medio oriente innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sarà anche l’ultima volta del segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, al tavolo con i leader europei. In un momento in cui il multilateralismo è sotto attacco su più fronti, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha voluto mettere in chiaro la posizione del club a 12 stelle: “Il sistema multilaterale è uno strumento fondamentale per proteggere l’ordine basato sulle regole internazionali. Non ci sono alternative”, ha dichiarato al suo arrivo a Bruxelles.
Il messaggio di Costa è perentorio, e mette in riga – lui che rappresenta l’Unione all’estero – le diverse posizioni espresse finora dai leader dell’UE sull’ordine mondiale basato sulle regole e sul diritto internazionale. In particolare, bacchetta con vigore Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, che nel suo discorso alla Conferenza degli ambasciatori dell’UE, lunedì 9 marzo, aveva affermato: “L’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che non esiste più e non tornerà”.
Per Costa, “l’alternativa è la guerra in Ucraina, è la concorrenza sleale nel commercio, è la minaccia alla sovranità in Groenlandia e in altre parti del mondo”. In un mondo senza più le garanzie del multilateralismo, a perderci è l’UE, alla mercé della rinnovata aggressività delle grandi potenze: “Se vogliamo preservare la stabilità e la pace, dobbiamo sostenere il diritto internazionale e rafforzare il sistema multilaterale”, ha aggiunto l’ex premier portoghese.
Mentre von der Leyen ha sostenuto l’affossamento del regime in Iran, anche l’Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, sembra aver ben chiari i rischi di appoggiare un confitto di cui “non sappiamo quali siano gli obiettivi” e per il quale “non esiste una base di diritto internazionale per l’uso della forza”. Per tenere in piedi l’ordine basato sulle regole internazionali, e difendere in definitiva le stesse Nazioni Unite da chi le scredita apertamente – Trump e Netanyahu in testa -, bisogna però avere il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome. La guerra in Iran è una guerra “che consideriamo illegale”, ha affermato il premier spagnolo Pedro Sanchez. “L’Europa si fonda sui principi del multilateralismo e, quindi, su decisioni condivise, non unilaterali, sul diritto internazionale, sulla pace e sul rispetto della coesistenza pacifica tra nazioni e società. Ed è proprio questo che viene messo in discussione ancora una volta, con la guerra in Iran”, ha insistito il leader socialista.
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