Da Rimini il segnale: la transizione energetica si gioca sull’efficienza, non solo sulle rinnovabili

Key 2026 si chiude con presenze in crescita del 10% e un’agenda convegnistica che ha messo al centro tre assi portanti: efficienza energetica come leva primaria di decarbonizzazione, storage e rinnovabili come infrastruttura di sistema, intelligenza artificiale come strumento operativo per la gestione delle reti
L’edizione 2026 di Key – The Energy Transition Expo si è chiusa con risultati superiori alle attese. Le presenze totali sono cresciute del 10% rispetto all’anno precedente, con le presenze estere in aumento del 9% e una forte componente di investitori.
I numeri confermano una tendenza strutturale: la manifestazione ha cessato di essere una vetrina tecnologica per diventare un luogo di negoziazione tra industria, finanza e istituzioni.
Le coordinate politiche dell’evento sono state chiare fino dall’inaugurazione – come poteva essere altrimenti in questa ennesima fase di crisi geopolitica – quando il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che “la sfida è andare avanti con le rinnovabili, per una ragione energetica e di decarbonizzazione“.
Efficienza energetica: da misura complementare a strumento primario
Il tema che ha attraversato trasversalmente il palinsesto dei 160 convegni è stato l’efficienza energetica, presentata non come complemento alle fonti rinnovabili, ma come prerequisito della decarbonizzazione.
Il programma ha affrontato l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica alla luce del PNRR, le soluzioni per le piccole e medie imprese, il ruolo delle Esco, i Certificati Bianchi, la Misura e Verifica e le nuove prospettive derivate dai contatori di seconda generazione. Una filiera completa che connette la norma tecnica all’investimento privato.
Tra le novità più significative della manifestazione, è stata presentata la prima edizione del Libro Verde della Transizione Energetica, realizzato con il contributo della gran parte delle associazioni italiane dei settori dell’efficienza energetica.
Un documento di posizionamento collettivo che fotografa lo stato del settore e formula raccomandazioni agli interlocutori istituzionali. A Key, inoltre, è stato presentato il primo Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni, a cura di Key e Federcostruzioni. Due strumenti complementari: uno orizzontale, di sistema; l’altro verticale, di settore.
Fotovoltaico, storage e agrivoltaico: la maturità del sistema
Sul fronte delle fonti rinnovabili, il ForumTech di Italia Solare ha catalizzato il dibattito tecnico sul fotovoltaico. L’evento è stato interamente dedicato all’evoluzione tecnologica e normativa del settore, con approfondimenti su digitalizzazione, monitoraggio, gestione intelligente dell’energia e integrazione con i sistemi di accumulo.
Il segnale più significativo, sul fronte espositivo, è stato l’introduzione di un padiglione interamente dedicato a Epc contractor e finanza nell’area solare: un’area che registra l’evoluzione del mercato verso impianti utility scale dove la bancabilità del progetto è determinante quanto la tecnologia installata.
Il programma convegnistico ha fatto il punto sull’agrivoltaico nel panorama nazionale, europeo e internazionale, sull’eolico offshore – dai materiali innovativi ai primi progetti autorizzati in Italia – e sui sistemi di accumulo per la flessibilità e stabilità della rete elettrica nazionale, anche nel settore industriale.
Tre comparti che condividono un ostacolo comune: l’accettabilità territoriale. Key 2026 ha dedicato uno spazio specifico a questo tema, riconoscendo che la velocità autorizzativa dipende anche dalla qualità del dialogo con le comunità locali.
Reti, intelligenza artificiale e la sfida della flessibilità
Tra i contenuti del palinsesto scientifico, l’uso dell’intelligenza artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale.
L’Ai applicata alle infrastrutture energetiche non è più un orizzonte di ricerca: è una componente operativa nella gestione di reti sempre più distribuite e variabili. La domanda che ha attraversato i convegni dedicati non riguardava il “se” ma il “come” – governance degli algoritmi, qualità del dato, interoperabilità dei sistemi.
Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà.
Una formulazione che sintetizza la distanza ancora esistente tra ambizione normativa europea e capacità realizzativa nazionale.
La finanza come variabile abilitante
Key 2026 ha segnato un’ulteriore maturazione nella trattazione degli strumenti finanziari. Grande attenzione ai nuovi modelli di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili, con approfondimenti su green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità.
Il giorno prima dell’apertura ufficiale, Key Choice – Unlock the Future of Ppa aveva già riunito al Palacongressi di Rimini gli operatori specializzati sui Power Purchase Agreement, strumento sempre più strategico per stabilizzare i costi dell’energia nelle imprese industriali e per garantire la bancabilità dei nuovi impianti.
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