La biodiversità sorprende ancora: in Trentino è stata scoperta una nuova popolazione di salamandra di Aurora

Mar 18, 2026 - 15:30
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La biodiversità sorprende ancora: in Trentino è stata scoperta una nuova popolazione di salamandra di Aurora

Fino a oggi, questa sottospecie endemica delle Prealpi era stata registrata solo in un’area di pochi chilometri. Tra areali che crescono e ritorni inattesi, non è la prima volta che la natura si rivela più resiliente del previsto

Una notizia che cambia le conoscenze scientifiche su una delle specie più rare d’Italia arriva dal Trentino: un team di ricerca guidato dal Museo delle Scienze di Trento, in collaborazione con il Cnr e le università di Oviedo, Firenze e Genova, ha individuato una nuova popolazione di salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) in Val di Sella.

Esemplare di salamandra di Aurora durante il monitoraggio – Immagine di Federica_Daldon – Muse

Si tratta di un risultato di rilievo per l’erpetologia e per la conservazione della biodiversità, anche perché fino a oggi si credeva che questa sottospecie endemica delle Prealpi sud-orientali vivesse solo in un’area di pochi chilometri, tra Veneto e Trentino, dove era stata osservata per la prima volta nel 2008.

La sottospecie prende il nome da Aurora, moglie del primo descrittore Luigi Trevisan. Ora, il ritrovamento di una femmina gravida ha confermato che anche in Val di Sella questa salamandra di circa dieci centimetri è ben ambientata.

La segnalazione è partita da un gesto semplice, ma fondamentale: la fotografia scattata da un cittadino e condivisa tramite social network con un custode forestale, che ha permesso di attivare le verifiche scientifiche sul campo nel corso dell’estate del 2025.

Grandi ritorni per la fauna italiana

Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi anni, diverse eventi analoghi hanno riportato l’attenzione su alcune specie fragili (ma più dinamiche e resilienti di quanto spesso si pensi), in diverse zone d’Italia.

Nel corso del 2025, per esempio, numerosi avvistamenti di foca monaca mediterranea (Monachus monachus) nel Tirreno e nell’Adriatico – supportati da video condivisi sui social network, perlopiù da pescatori e diportisti – hanno riacceso l’attenzione su una specie considerata per decenni in grande difficoltà nel nostro Paese.

Studi recenti suggeriscono anche possibili segnali di riproduzione conclusa con successo, un evento che non si registrava da molto tempo.

Un altro caso significativo è quello della lontra europea (Lutra lutra): secondo un report pubblicato dal Wwf Italia nel 2024, la specie è in espansione e sta lentamente riconquistando nuovi territori anche al di fuori delle aree storiche del Sud Italia, con una popolazione stimata tra 900 e 1.200 individui.

Ancora una volta, sono importanti per monitorare la crescita della popolazione gli avvistamenti condivisi online, soprattutto da fotografi naturalisti e da volontari che frequentano oasi e parchi naturali.

Una delle scoperte più emozionanti risale al 2022, quando durante un monitoraggio promosso proprio dal Wwf è stato scoperto un nuovo nucleo lungo il fiume Garigliano, in provincia di Frosinone. Nel 2000, la lontra era stata dichiarata estinta in tutta la regione Lazio.

Questo discorso non vale solo per gli animali: nel gennaio 2025 durante un’escursione didattica dell’Università di Pavia un gruppo di studenti ha scoperto quasi per caso una piccola popolazione spontanea della rarissima pianta acquatica Isoetes malinverniana a Molino Isella, nel Parco del Ticino.

Il ritrovamento di sette esemplari di Isoetes ha confermato la presenza della specie in quella zona dopo circa 10 anni senza avvistamenti.

Conoscere le specie a rischio per poterle proteggere

Tutti questi ampliamenti di areale evidenziano sia la capacità di adattamento delle specie sia l’importanza delle attività di monitoraggio e conservazione.

Nel caso della salamandra di Aurora, i prossimi passi sono già definiti: nel 2026 verranno approfonditi gli studi sulla distribuzione della sottospecie, mentre dal 2027 partirà un programma strutturato di monitoraggio per analizzare l’andamento della popolazione nel tempo.

Intanto, l’avvistamento dell’estate 2025 ha modificato ciò che si pensava sull’habitat della salamandra di Aurora. Fino a oggi era stata osservata infatti solo in boschi misti ben strutturati, con abete bianco, faggio e abete rosso, su versanti esposti a sud.

In Val di Sella, invece, è stata trovata in ecosistemi diversi, tra rocce e su pendii esposti a nord. Le analisi microclimatiche indicano che questi nuovi siti si collocano ai margini delle condizioni ambientali finora considerate ideali per la specie.

Inoltre, la presenza di barriere naturali che separano la Val di Sella dalle aree storiche di presenza rende questa popolazione particolarmente interessante dal punto di vista scientifico e genetico.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia