Guerra in Iran, nell’Ue i costi dei consumi dei veicoli a benzina e diesel saliranno cinque volte più di quelli delle auto elettriche

Mar 18, 2026 - 04:00
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Guerra in Iran, nell’Ue i costi dei consumi dei veicoli a benzina e diesel saliranno cinque volte più di quelli delle auto elettriche

I conducenti di auto a benzina subiranno un impatto economico notevolmente maggiore a causa degli aumenti dei prezzi del petrolio legati al conflitto in Iran, rispetto a chi guida veicoli elettrici. Con i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile, il costo aggiuntivo per il rifornimento di un veicolo a benzina, nell’Ue, è stimato essere cinque volte superiore rispetto al costo extra per la ricarica di un’auto elettrica. Ecco quanto emerge dalla nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti.

Proprio i veicoli elettrici saranno in cima all’agenda della riunione odierna dei ministri dell’Ambiente dell’Ue a Bruxelles. Il dibattito si concentrerà sulla proposta della Commissione europea, presentata lo scorso dicembre all’interno del Pacchetto per il settore automobilistico, di indebolire i target climatici per le nuove autovetture e furgoni, riducendo l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di CO₂ al 2035 dal 100% al 90%.

L’argomento è di strettissima attualità anche perché dopo l’avvio dei bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz messo in atto da Teheran come forma di ripercussione, il carburante sta facendo registrare aumenti che potrebbero costare fino a 3,80 euro ogni 100 Km. Anche questo dato emerge dal nuovo studio realizzato da T&E. L’organizzazione ha analizzato il possibile impatto del conflitto in Iran sui prezzi dei carburanti nell’Ue e ha rilevato che, in media, il rifornimento di un’auto a benzina costerebbe 14,20 € per 100 km, con un aumento appunto di 3,80 euro. Per la ricarica di un veicolo elettrico, il costo medio si attesterebbe a 6,50 euro ogni 100 km, un incremento di 0,70 euro dovuto all’aumento dei prezzi dell’elettricità a causa del gas più caro. L’analisi di T&E presuppone che i prezzi medi della benzina alla pompa rimangano alti, a livelli intorno a 2 euro al litro, come accaduto l’ultima volta con la crisi energetica del 2022, quando i prezzi del petrolio si sono mantenuti intorno a 100 $/barile. In media, ciò significa un aumento del 24% per i prezzi della benzina rispetto alla media Ue del 2025. L’impatto sarebbe ancora più significativo per le auto aziendali, che percorrono più chilometri: si prevede un aumento di 89 euro al mese per ogni auto aziendale a benzina. Al contrario, il costo aggiuntivo mensile per la ricarica delle auto aziendali elettriche sarebbe di soli 16 euro.

Spiega Andrea Boraschi, direttore T&E Italia: «I conducenti di auto a benzina subiscono pesanti aumenti ogni volta che si verifica uno shock petrolifero. Le auto elettriche sono la migliore garanzia che ciò non accada più. Tuttavia, Merz e Meloni vogliono rallentare la transizione, prolungando così la nostra dipendenza dal petrolio. In un mondo in cui tensioni geopolitiche come quelle tra Stati Uniti e Iran possono far salire rapidamente il prezzo del petrolio, dipendere dal vento e dal sole, anziché dalle fonti fossili, è l’unica soluzione sicura».

L’analisi rileva anche che nel 2025 l’Ue ha importato 1 miliardo di barili di petrolio destinato alle auto, per un costo di 67 miliardi di euro. Nello stesso periodo, gli 8 milioni di veicoli elettrici che già circolano sulle strade europee hanno generato un risparmio aggiuntivo di 46 milioni di barili di petrolio nello stesso periodo, pari a un valore di 2,9 miliardi di euro.

Nel suo Pacchetto automobilistico presentato lo scorso dicembre, la Commissione europea ha proposto di indebolire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per le nuove auto e di fissare obiettivi di elettrificazione per le flotte delle grandi aziende. L'industria automobilistica e alcuni leader dell’Ue che già hanno fatto ingranare una retromarcia a livello comunitario, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni, auspicano un ulteriore indebolimento degli standard di CO2 e si oppongono agli obiettivi sulle flotte. Questo indebolimento ritarderebbe l'adozione dei veicoli elettrici in Europa, prolungando la dipendenza dal petrolio. Al contrario, l'analisi di T&E mostra che aumentare l’ambizione del Pacchetto automobilistico incrementerebbe la diffusione dei veicoli elettrici, riducendo le importazioni di petrolio di 45 miliardi di euro tra il 2026 e il 2035 rispetto alla proposta della Commissione.

Oggi i ministri dell'Ambiente discuteranno la proposta della Commissione europea di allentare gli obiettivi di CO2 per il 2030 e il 2035 per i carmaker. T&E ha esortato i ministri a difendere i cittadini dagli aumenti dei costi del carburante, mantenendo lo stimolo ai produttori affinché aumentino l’offerta di veicoli elettrici. Un recente report di T&E ha rilevato che nel 2025 il prezzo medio di un’auto elettrica nell’UE è sensibilmente diminuito, per la prima volta dal 2020, proprio grazie all’arrivo sul mercato di modelli più economici da parte delle case auto, stimolate dagli obiettivi climatici europei a vendere più zero emission.

T&E ha anche affermato che i legislatori dovrebbero aumentare l’ambizione della proposta della Commissione per decarbonizzare le flotte di veicoli delle grandi aziende. Gli attuali obiettivi proposti sono in linea con la tendenza del mercato e non rappresenterebbero uno stimolo ulteriore per le aziende per elettrificare le loro flotte più velocemente. Le flotte aziendali sono la fonte principale di veicoli per il mercato dell'usato. Aumentare l’ambizione degli obiettivi proposti per le flotte potrebbe immettere sul mercato dell’usato 3,6 milioni di veicoli elettrici usati aggiuntivi entro il 2035, garantendo così risparmi energetici anche agli acquirenti di auto di seconda mano.

Sottolinea ancora Boraschi: «I legislatori hanno il potere di accelerare la diffusione dei veicoli elettrici e di proteggere un numero maggiore di cittadini dagli aumenti dei prezzi del petrolio. Gli standard di CO₂ per le auto richiedono ai produttori di offrire sempre più veicoli elettrici accessibili al mercato di massa. Una legge ambiziosa sulle flotte aziendali elettriche, inoltre, accelererà l’elettrificazione e garantirà la disponibilità di auto elettriche economiche anche per chi acquista veicoli usati».

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