Da testo a fiducia: la chiarezza linguistica migliora il rapporto con i cittadini
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La scrittura chiara nella Pubblica Amministrazione riduce errori e contenziosi e distanza dei cittadini. Scopri il metodo pratico per migliorare i servizi e aumentare la fiducia nella PA.
La Pubblica Amministrazione opera sulla base di norme, regolamenti e procedure. Questo è ineludibile. Ma spesso, il linguaggio che usiamo per comunicare queste regole si trasforma da strumento di chiarezza a vero e proprio muro di carta tra l’Ente e il cittadino.
Non parlo solo di stile, ma di fiducia. In un’epoca in cui il rapporto tra Stato e cittadino è costantemente messo alla prova, ogni atto amministrativo, ogni bando, ogni comunicazione ufficiale è un punto di contatto che può rafforzare o distruggere questa fiducia. E la sua qualità dipende interamente da come è scritto.
Se la PA parla una lingua che solo gli addetti ai lavori capiscono, non sta semplicemente mancando di chiarezza: sta minando le fondamenta della sua stessa credibilità. La chiarezza linguistica non è un’opzione soft o un vezzo stilistico (come abbiamo visto parlando del potere delle metafore); è un dovere istituzionalee un investimento strategico.
Il costo non calcolato del burocratese
Molti funzionari e impiegati pubblici, pur riconoscendo la pesantezza del linguaggio amministrativo, lo considerano un male necessario, una difesa contro l’errore o il contenzioso. In realtà, il burocratese ha un costo altissimo, ma spesso invisibile nel bilancio:
A. Il Costo della Rilavorazione (per la PA)
Un testo ambiguo o oscuro genera:
- aumento delle richieste di informazioni: sportelli intasati, call center sovraccarichi, email di chiarimento infinite;
- errori nelle pratiche: il cittadino non capisce cosa deve fare (o non fare) e sbaglia la compilazione, costringendo gli uffici a lunghe e costose attività di verifica e correzione;
- contenzioso potenziale: l’ambiguità è il terreno fertile per i ricorsi e le dispute legali. Un testo chiaro (e coerente, come visto la settimana scorsa) è la migliore difesa legale.
B. Il Costo Sociale (per il cittadino)
Il cittadino che non capisce si sente escluso e frustrato. Questo è il danno più grande per la fiducia:
- ridotta partecipazione: il cittadino rinuncia a partecipare a bandi o concorsi (ne ho già parlato qualche settimana fa: scrittura come forma di trasparenza) perché non comprende le istruzioni;
- percezione di ostilità: la complessità linguistica viene percepita come una intenzionale opacità, rafforzando l’immagine di una PA lontana e nemica.
La scrittura chiara nella PA è un KPI di servizio pubblico
La scrittura chiara nella PA è imprescindibile. Quando la chiarezza è assente, anche i principi fondamentali della buona amministrazione, come la trasparenza (ne abbiamo già parlato qui), risultano vuoti.
La scrittura chiara trasforma i principi astratti in azioni concrete ed è un indicatore chiave di prestazione (KPI):
- dovere di lealtà e trasparenza: un testo che si sforza di essere compreso da tutti non è solo legale, è leale. Dimostra rispetto per il tempo e l’intelligenza del destinatario.
- orientamento al cittadino: scrivere in modo chiaro sposta il focus dall’autore (l’ufficio che deve ‘mettersi al sicuro’ con formule complesse) al lettore (l’utente che deve agire). Se il testo è strutturato per l’azione e per farsi capire subito, il servizio è migliore.
- semplificazione e sintesi: la vera competenza amministrativa non risiede nell’uso di formule latine o frasi ottocentesche, ma nella capacità di sintetizzare la complessità. Quando si riesce a dire molto con poco, si dimostra di padroneggiare la materia.
I 5 pilastri per riconquistare la fiducia
Per invertire la rotta, è necessario adottare un approccio metodico e professionale alla scrittura.
Ho sviluppato un mio metodo, che ho chiamato non a caso metodo SCRIVERE LA PA, per valutare la qualità del testo su cinque pilastri.
Per quanto mi riguarda, un testo istituzionale deve essere:
- chiaro: il lettore capisce immediatamente l’obiettivo del testo e cosa deve fare;
- breve: niente parole inutili, niente formule riempitive come “in merito a quanto sopra“;
- ordinato: la struttura guida la lettura e non la disperde;
- coerente: il tono e lo stile sono uniformi in tutti i canali di comunicazione dell’Ente (sito, email, bando);
- accessibile: il testo è fruibile da tutti, anche da chi non ha competenze specialistiche.
Un testo che rispetta questi cinque criteri non è un testo semplificato, ma un testo di alta qualità. È un testo che, per sua natura, produce meno domande, meno errori e, di conseguenza, più fiducia.
Scrittura chiara nella PA: la missione strategica dei tuoi testi
La Pubblica Amministrazione non ha bisogno di riscrivere le leggi, ma di riscrivere il modo in cui le comunica.
La tua competenza linguistica, che tu sia un funzionario o un istruttore, è oggi un asset strategico per il tuo Ente. È attraverso le tue parole che la PA può finalmente smettere di essere percepita come un labirinto burocratico e diventare l’alleato affidabile del cittadino.
Adottare un metodo di scrittura chiara nella PA è l’investimento più efficace per ricostruire quel capitale di fiducia che è indispensabile per il buon funzionamento della democrazia amministrativa
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