A circa un anno dalla sua creazione, il
maxi-pool per le emissioni guidato da
Tesla ha perso due costruttori e non certo di secondo piano. In base alle più recenti liste pubblicate dall'Unione Europea,
Toyota e Stellantis sono ufficialmente usciti dal raggruppamento che in origine comprendeva 17 aziende.
Cos’è il pool per le emissioni
Si tratta di uno
strumento normativo che consente ai costruttori di
unire le proprie flotte di veicoli venduti (sia autovetture M1 sia veicoli commerciali N1) per arrivare a rispettare i limiti medi di CO2 ed evitare le pesanti sanzioni previste da Bruxelles.
Un meccanismo del tutto legale, che permette ai costruttori che non raggiugono i target autonomamente di
acquistare crediti dalle Case più virtuose, come i produttori specializzati in auto elettriche (che hanno emisisoni zero).
Target raggiunti in autonomia
Anche se non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali, la motivazione risiederebbe semplicemente nel fatto che i due costruttori fuoriusciti sarebbero oggi in grado di raggiungere i limiti imposti dall’UE in modo autonomo e non avrebbero più l’esigenza di un accordo con terzi.
Stellantis avrebbe raggiunto gli obiettivi di emissioni grazie a una gamma che punta sulle auto compatte e alle vendite del marchio cinese
Leapmotor.
Toyota rientrerebbe nei limiti grazie ad una gamma con molti modelli
modelli ibridi, che consentono di abbassare la media di emissioni del Gruppo.
Un colpo finanziario per Tesla
A perderci sarebbe invece
Tesla, per la quale la decisione di Toyota e Stellantis potrebbe trasformarsi in un serio
problema finanziario. La Casa americana potrebbe vedere ridursi drasticamente i ricavi provenienti dalla vendita di crediti regolatori, una voce da sempre molto importante nei suoi bilanci.