Nane brune o pianeti giganti? La linea è sempre più sfumata
La verità è che per anni gli astronomi hanno cercato di tracciare un confine netto tra pianeti e stelle mancate, ma senza mai riuscirci. È proprio la realtà a complicare le cose, attraverso oggetti come le cosiddette nane brune, troppo grandi per essere pianeti e troppo piccoli per diventare vere stelle. Sono queste a occupare una zona grigia sempre più ampia, confermata anche da un recente studio del The Astronomical Journal.
Sono stati analizzati 70 corpi celesti con masse comprese tra quella di Giove e quella delle nane brune, considerate al limite dell’innesco stellare. Il gruppo guidato dall’astrofisico Gregory Gilbert della University of California Los Angeles ha cercato di capire se esista una soglia chiara capace di distinguere gli oggetti nati come stelle da quelli cresciuti come pianeti, perché in teoria le differenze dovrebbero essere evidenti.
Secondo quanto abbiamo appreso, le stelle si formano quando una nube di gas collassa su se stessa e nel nucleo si avvia la fusione dell’idrogeno. I pianeti giganti, invece, nascono in modo graduale all’interno del disco di materiale che circonda una stella giovane, aggregando polveri e gas fino a costruire un nucleo massiccio avvolto da spessi strati atmosferici.
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