Giaccherini: "Italia? Conte è l'uomo giusto, ci riporterà ai Mondiali. Con lui vomitavamo in campo, servivano le maschere d'ossigeno"
L'ex calciatore di Juventus e Napoli, fra le altre, descrive Antonio Conte come il CT ideale per far ripartire l'Italia.
L'Italia può ripartire da Antonio Conte ed Emanuele Giaccherini non ha dubbi che sia l'uomo giusto come futuro nuovo commissario tecnico della squadra azzurra.
L'ex centrocampista, ora opinionista per DAZN, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della possibilità di rivedere il tecnico salentino sulla panchina della Nazionale: "È il condottiero a cui aggrapparsi nelle difficoltà. Ti prepara come soldati in battaglia, esattamente quello che servirebbe adesso. Ha un modus operandi che ti entra dentro. Se lo segui, cresci. E per lui i giocatori sputano sangue. Sa creare un’empatia unica con il gruppo".
GLI ALLENAMENTI CON CONTE
Giaccherini descrive le sessioni di allenamento agli ordini di Conte: "Le assicuro che la sua attitudine era la stessa. Riesce a far assimilare le cose in modo molto veloce. In campo sai sempre cosa fare, in allenamento l’hai provato mille volte. Fino allo sfinimento. E poi quanto lavoro: ricordo sedute a Coverciano in cui vomitavamo, servivano le maschere d’ossigeno per arrivare a fine allenamento. Uscivamo stremati. Sia a Torino che a Coverciano le sedute erano massacranti, ma in campo volavamo. Ci disse che fare bene era la nostra missione e che dovevamo essere soldati pronti alla battaglia. Non avevamo campioni, ma è stata la fame a fare la differenza".
E' L'UOMO GIUSTO PER RIPARTIRE?
Giaccherini non ha dubbi: "Assolutamente. È il migliore, ci riporterà ai Mondiali. Ha già dimostrato di saper fare bene in Nazionale. E lo dice la sua storia: ha rifondato con la Juventus, con l’Inter e con il Napoli. E lo farebbe anche con l’Italia, ora più che mai".
COS'E' MANCATO IN BOSNIA?
"Fame e coraggio. E non esiste persona migliore di Antonio per riportarle. I giocatori andrebbero in guerra per lui: non guarda come ti chiami o quanti anni hai, ma solo se ti alleni e se dai tutto. Ti spinge oltre il limite e a credere in quello che si fa. Il lavoro è alla base del suo successo. In più, bisognerà ristabilire un rapporto tra i club e la Nazionale”.
RICORDI
Infine, Giaccherini conclude riportando alla mente alcuni ricordi personali su Antonio Conte: "Dopo l’esordio con la Juventus allo Stadium io ero abbastanza giù di morale. Non avevo giocato bene e non ero soddisfatto, nonostante la vittoria. Sentivo la pressione, mi tremavano le gambe e se ne accorse. Così, tornato a casa, mi mandò un messaggio: 'oggi non era facile, so che puoi dare di più'. Fu inaspettato, mi diede molta carica. Antonio è anche questo, non solo un allenatore da campo. Sa proteggere i suoi giocatori e farli sentire importanti. Proprio quello di cui avremmo bisogno adesso".
ARRIVA ANCHE LA STRIGLIATA - "In Nazionale dopo un’amichevole con la Germania. Perdemmo prendendo quattro gol. E lui ribaltò lo spogliatoio. 'Volevate il livello, eccolo', ci urlò. Fu una lezione. Per giocarcela con i top club dovevamo dare di più. E infatti all’Europeo si è visto".
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