Golosa ma senza effetti collaterali sulla bilancia: la bellezza gourmand conquista con la sua voglia di dolcezza, e piace proprio a tutte
Non più solo profumi gourmand: il fenomeno della foodification investe il comparto cosmetico ormai in modo globale, tanto che bellezza e cibo sono spesso associati al punto da diventare l’una lo specchio dell’altro, con contaminazioni e riferimenti costanti.
Bellezza gourmand: il trend ieri e oggi

Story from Jam Press (Rice Face Mask) – Foto IPA
Che beauty e food abbiano un legame non è una novità assoluta, basti pensare al boom di Aquolina nei primi Anni 2000, o al successo più recente di brand come The Organic Shop. Se in passato erano però soprattutto i prodotti corpo ad evocare una dimensione di comfort, sia tattile che olfattivo, oggi è tutto il beauty case a farsi gourmand.

Ha il sapore di un torta alla fragola la Lip Sleeping Mask di Laneige, da acquolina in bocca (Courtesy Press Office).
Nelle ultime stagioni sono state soprattutto le fragranze a fare la parte del leone in questo senso. Un trionfo di vaniglia, cioccolato, caramello, zucchero filato e affini, mentre il make up scopriva il potere dei lip gloss effetto specchio, che oltre a illuminare e idratare le labbra avevano anche un ottimo sapore.
Fragola, ciliegia, lampone, pesca, frutti che solo a immaginarli evocano polpe mature e una dolcezza innata, che inevitabilmente è diventata anche protagonista delle campagne pubblicitarie. Tra le ultime, ad esempio, c’è quella firmata da Jeanne Lucas per Dior, dove lip oil e profumi sono associati a sontuose torte e invitanti glasse: come si fa a resistere?
Se la bellezza diventa una zona di comfort
Il potere del marketing, per quanto forte, non è però l’unica spiegazione possibile al successo di prodotti che puntano sull’appetibilità, che è tattile, olfattiva e, soprattutto, evocativa. Innegabile la dimensione confortante della bellezza gourmand.
Come il rossetto rosso è il classico acquisto da tempi di crisi (non è un caso che tra i trend del momento ci sia anche quelle del make up colorato e dei lipstick decisi, che ci accompagneranno anche il prossimo inverno, come decretato dalle passerelle) creme e trucco dal fascino edibile consentono di rintanarsi in una zona di comfort.
Davanti allo specchio, o nell’intimità di un bagno, il momento della bellezza diventa così coccola autentica, che rimanda a una dimensione innocente e giocosa, complici texture e profumazioni anche un po’ infantili, confortanti per antonomasia.
Un’altra possibile chiave interpretativa: la crisi della body positivity
Un’altra ragione legata al successo della bellezza gourmand è riconducibile alla crisi della body positivity. Dopo anni di discorsi focalizzati sull’accettazione di sé, sull’unicità di ogni corpo, e (impossibile negarlo) anche di una diffusa ipocrisia che definiva curvy corpi visibilmente obesi, adesso il peso in eccesso – per alcuni – sta diventando di nuovo un problema.

La voglia di cose buone conquista il beauty case, con prodotti invitanti e succosi, come Eden Sweet Peach 35 di Kayali (Courtesy Press Office).
I dati parlano chiaro: negli ultimi anni c’è stato un aumento a livello globale dell’utilizzo di Ozempic e di altri farmaci simili, spesso utilizzati a scopo dimagrante, complice non solo la capacità di stabilizzare la glicemia e abbassarla, ma anche di controllare il peso. Stando a una ricerca di KFF Health Tracking Poll pubblicata nel 2024, solo negli Stati Uniti questo farmaco viene utilizzato da una persona su otto, per un totale di circa 15 milioni di individui. E se certi piaceri non sono più nel piatto, va da sé che si cercano altrove. Creme&co, insomma, sono dei surrogati di quello che ci togliamo a tavola. Piccole gratificazioni ad alto tasso (ideale) di zuccheri, senza però nessuna conseguenza sulla bilancia.
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