Grecia e Francia si mobilitano per difendere Cipro dopo l’attacco a una base britannica nell’isola

Mar 4, 2026 - 09:30
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Grecia e Francia si mobilitano per difendere Cipro dopo l’attacco a una base britannica nell’isola

Bruxelles – Dopo la Grecia, anche la Francia ha annunciato che mobiliterà il proprio arsenale militare per rafforzare la difesa di Cipro, avamposto dell’Unione Europea affacciato sul quel Medioriente dove infuria la guerra scatenata dagli alleati USA e Israele contro l’Iran. L’attacco – lanciato probabilmente da Hezbollah – alla base britannica di Akrotiri, nel sud dell’isola, ha innescato la reazione a catena: Nicosia ha chiesto aiuto, Atene ha dispiegato due fregate e due caccia F-16, Parigi invierà una fregata e sistemi anti-drone. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha affermato di essere in contatto anche con Friedrich Merz e Giorgia Meloni. E ha spronato l’UE a seguire la strada intrapresa da Grecia e Francia.

In un punto stampa congiunto con il ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, che si è recato immediatamente a Cipro, Christodoulides ha ringraziato Atene per una “mossa che apre la strada anche all’Unione europea, perché la sua risposta immediata è seguita anche da altri Stati membri”. Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha espresso “il fermo sostegno e la solidarietà dell’UE a Cipro” in una telefonata con Christodoulides, e ha ringraziato il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs “per il rapido sostegno militare fornito dalla Grecia a Cipro“. Ursula von der Leyen, già nella giornata di ieri (2 marzo), a margine di un colloquio telefonico con il presidente cipriota aveva affermato: “Siamo collettivamente, fermamente e inequivocabilmente al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”.

Sono i trattati stessi a legare indissolubilmente gli Stati UE in caso di aggressione armata. L’articolo 42(7) del Trattato sull’Unione europea introduce la cosiddetta clausola di difesa reciproca, che obbliga i Paesi dell’UE ad assistere “con tutti i mezzi in loro possesso” uno Stato membro “vittima di un’aggressione armata sul suo territorio”. Uno scenario finora mai nemmeno ipotizzato, che però oggi non è più così lontano. La scelta di Stati Uniti e Israele di attaccare su larga scala l’Iran rischia di trascinare a poco a poco tutto l’Occidente in una logorante guerra. A partire dall’Europa meridionale, il fronte geograficamente più immediato.

La dinamica la si è già intravista proprio con l’attacco alla base britannica a Cipro: il Regno Unito ha acconsentito alla richiesta americana di utilizzare le propri basi per colpire siti missilistici iraniani. Poche ore dopo, droni partiti dalle coste del Libano – nella zona sotto il controllo di Hezbollah, alleato di Teheran – hanno puntato la base della Royal Air Force nel Paese membro dell’UE. Ed ora, Londra starebbe valutando l’invio di un cacciatorpediniere della Royal Navy a Cipro.

Il rischio di escalation è altissimo. Anche perché la strategia della Repubblica Islamica sembra quella di ampliare il più possibile il conflitto, nel tentativo di renderlo insostenibile alle economie occidentali. “Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta“, ha avvertito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Parole infuocate sono arrivate anche dal segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha parlato di un “ampio consenso in Europa” per l’operazione militare contro il regime degli ayatollah e assicurato che l’Alleanza atlantica “difenderà ogni centimetro del suo territorio“.

Per ora, a smorzare i toni ci prova la Commissione europea: “Non ci sono state discussioni specifiche sull’attivazione della clausola di difesa reciproca“, ha affermato oggi (3 marzo) la portavoce capo, Paula Pinho, sottolineando che “l’incidente verificatosi ieri riguardava un attacco mirato contro una base britannica ad Akrotiri”. L’obiettivo iraniano, insomma, non era un Paese membro. Se dovesse succedere, “spetterebbe allo Stato membro dell’UE vittima di un presunto attacco armato effettuare la valutazione giuridica e politica prima di attivare la clausola di difesa reciproca”, ha precisato Pinho.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia