Il governo porta il caso Bartolozzi in Parlamento e apre lo scontro con i giudici

Il caso Bartolozzi arriva in Parlamento e apre un nuovo fronte politico-giudiziario per il governo. La Camera sarà infatti chiamata a votare la prossima settimana sulla proposta di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma, di fatto uno “scudo” per l’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Come riferisce l’Ansa, la decisione è stata presa dall’ufficio di presidenza di Montecitorio e riguarda la vicenda legata al generale libico Almasri. L’uomo, accusato di torture, era stato arrestato in Italia e poi rimpatriato con un volo dei servizi segreti.
In precedenza il Parlamento aveva bloccato l’indagine del tribunale dei ministri nei confronti del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Nordio e Matteo Piantedosi. Ora però la procura di Roma sarebbe pronta a chiedere il rinvio a giudizio proprio per Bartolozzi, accusata di aver fornito false informazioni ai magistrati. I giudici avevano definito la sua versione «inattendibile» e «mendace», aprendo così un nuovo capitolo giudiziario che ora rischia di trasformarsi in scontro istituzionale.
La proposta di conflitto di attribuzione rappresenta quindi un passaggio delicato: se approvata, segnerebbe una presa di posizione del Parlamento contro l’iniziativa della magistratura, con possibili conseguenze anche sul piano politico.
Il tutto avviene mentre il ministero della Giustizia è alle prese con una riorganizzazione interna dopo le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della stessa Bartolozzi, arrivate all’indomani del referendum. Le deleghe sono state redistribuite: al leghista Andrea Ostellari va il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e la polizia penitenziaria, mentre al viceministro Francesco Paolo Sisto vengono affidati il dipartimento informatico e la magistratura onoraria.
Parallelamente è stato nominato anche il nuovo capo dell’ufficio legislativo, Nicola Selvaggi, accademico e professore ordinario di diritto penale: una scelta che, sottolineano fonti del ministero, segna per la prima volta l’ingresso di una figura non proveniente dalla magistratura in quel ruolo.
Non si placano però le tensioni politiche. L’opposizione continua ad attaccare il governo chiedendo chiarimenti su altri aspetti della vicenda, tra cui la presenza di vertici del Dap a una cena finita al centro di polemiche. Dal governo si parla di semplici polemiche, ma il clima resta acceso.
Intanto, mentre si apre questa nuova fase al ministero della Giustizia, restano sul tavolo anche i dossier legislativi sospesi, dalla riforma della prescrizione alle nuove norme sul sequestro degli smartphone. E il voto della Camera sul caso Bartolozzi rischia di diventare un ulteriore banco di prova nei rapporti, già tesi, tra politica e magistratura.
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