Innovazione sociale, in arrivo 10 milioni ai Comuni: ecco il nuovo bando

Aprile 10, 2026 - 16:30
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Innovazione sociale, in arrivo 10 milioni ai Comuni: ecco il nuovo bando

lentepubblica.it

C’è tempo fino al 23 giugno 2026 alle ore 18:00 per partecipare al nuovo Avviso pubblico dedicato a Comuni capoluogo di provincia e Città Metropolitane che intendono rafforzare la propria capacità di progettare, valutare e orientare le politiche pubbliche sulla base dei risultati prodotti.


Il bando, pubblicato nell’ambito del progetto “Innovazione sociale e impatto delle politiche. Interventi per rafforzare competenze e capacità amministrativa integrata per l’orientamento al risultato”, mette sul tavolo una dotazione complessiva di 10 milioni di euro.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento della Funzione pubblica e realizzata da Formez PA, con l’obiettivo di accompagnare gli enti locali in un percorso che punta a superare la logica dell’adempimento formale per arrivare a una pubblica amministrazione più capace di leggere gli effetti concreti delle proprie decisioni. Al centro del bando c’è infatti il cosiddetto ciclo di gestione dell’impatto, cioè quell’insieme di attività che consente di definire obiettivi, monitorare risultati, misurare cambiamenti e utilizzare i dati raccolti per migliorare progressivamente servizi e interventi.

Un bando che premia le amministrazioni orientate ai risultati

L’Avviso si rivolge agli enti locali che abbiano già avviato, oppure abbiano programmato entro l’anno, forme di collaborazione con soggetti privati, compresi quelli del Terzo settore, in specifici ambiti di policy. Il presupposto è che tali relazioni siano costruite in un’ottica di coproduzione, cioè di collaborazione tra amministrazione e attori esterni per realizzare interventi, gestire servizi o sperimentare modelli innovativi capaci di generare effetti positivi misurabili.

La finalità di fondo non è soltanto finanziare singoli progetti, ma favorire un cambio di paradigma nella macchina amministrativa: non più soltanto attività da svolgere e risorse da spendere, ma risultati da verificare, impatti da documentare e decisioni da assumere sulla base di evidenze. In questo quadro, il bando riconosce e incentiva gli enti che mostrano una concreta propensione all’innovazione e che abbiano già inserito, o intendano inserire, la valutazione dell’impatto sociale come leva strategica dell’azione pubblica.

Gli ambiti di intervento ammessi

Le candidature possono riguardare una o più relazioni di coproduzione collocate in ambiti particolarmente rilevanti per la tenuta sociale e lo sviluppo urbano. Tra questi figurano la gestione del patrimonio pubblico, le politiche abitative, il contrasto alla dispersione scolastica, le politiche giovanili, l’inclusione sociale, lo sviluppo dell’economia sociale, la crescita dell’economia culturale e creativa, oltre al rafforzamento dell’ecosistema socio-ecologico urbano e alla rigenerazione delle città.

Si tratta di settori nei quali, più che altrove, la capacità di misurare l’efficacia degli interventi può fare la differenza tra un’azione pubblica meramente esecutiva e una strategia realmente trasformativa. Per questo l’Avviso si collega a strumenti già previsti dall’ordinamento, come il DUP, il PIAO, gli atti di indirizzo di Giunta o Consiglio, i regolamenti dell’ente e gli istituti di collaborazione previsti dal Codice dei contratti pubblici e dal Codice del Terzo settore.

Che cosa si intende per gestione dell’impatto

Uno degli elementi più innovativi del bando è la centralità attribuita alla cultura dell’impatto. Non si parla soltanto di valutazione finale, ma di un processo continuo che parte dalla definizione degli obiettivi attesi, passa per la progettazione delle azioni, il monitoraggio di output e outcome, e arriva fino alla lettura degli effetti prodotti nel tempo.

L’Avviso introduce anche alcune figure e strumenti di riferimento. Tra questi spicca l’impact manager, individuato come la figura interna chiamata a presidiare il processo di gestione dell’impatto di politiche, progetti e servizi pubblici. A ciò si affianca l’impact framework, cioè un quadro strutturato che mette in relazione attività, risorse, indicatori, dati, risultati attesi e modalità di verifica. In sostanza, un modello che rende il cambiamento non solo auspicabile, ma anche misurabile.

Due cluster, due modelli di maturità amministrativa

Il bando distingue le candidature in due cluster, a seconda del livello di avanzamento del rapporto tra amministrazione, soggetti terzi e logiche di impatto.

Nel Cluster 1 rientrano gli enti nei quali il corrispettivo economico o il vantaggio economico riconosciuto al soggetto privato è collegato, in tutto o in parte, ai risultati di impatto da raggiungere. È il modello più avanzato, perché lega direttamente le risorse pubbliche al conseguimento di esiti misurabili.

Nel Cluster 2, invece, vengono collocate le amministrazioni che hanno già previsto una valutazione ex ante dell’impatto atteso o un monitoraggio ex post dei risultati, ma senza che il pagamento al soggetto terzo sia ancora agganciato formalmente agli esiti ottenuti. In questo caso l’approccio è comunque orientato ai risultati, ma resta su un piano meno evoluto rispetto ai meccanismi di remunerazione basati sull’impatto.

La collocazione nel cluster non viene scelta liberamente dall’ente, ma viene definita dalla Commissione di valutazione sulla base degli elementi contenuti nella candidatura e nel formulario allegato.

Le risorse disponibili e il valore dei contributi

La dotazione finanziaria complessiva ammonta, come detto, a 10 milioni di euro, ma la ripartizione tra i due cluster è differenziata.

Al Cluster 1 sono destinati 4,8 milioni di euro, con un contributo massimo pari a 400 mila euro per ciascun Comune capoluogo o Città Metropolitana ammesso. Al Cluster 2 vanno invece 5,2 milioni di euro, con una soglia massima di 200 mila euro per singolo beneficiario.

Ogni ente può presentare fino a due candidature, ma non potrà ottenere più di un finanziamento per ciascun cluster. Le somme verranno erogate progressivamente, secondo un sistema a tranche collegato al raggiungimento delle milestone previste dal percorso. È inoltre previsto un anticipo iniziale del 20% dell’importo ammesso, seguito da due tranche intermedie del 25% ciascuna e da un saldo finale del 30%.

Un accompagnamento pluriennale fino al 2028

Oltre al contributo economico, il bando offre un vero e proprio percorso di accompagnamento destinato ai dipendenti degli enti ammessi: impiegati, funzionari, dirigenti e figure apicali, purché interni all’amministrazione. Sono esclusi, invece, gli advisor esterni.

Il percorso si svilupperà prevalentemente online e non potrà protrarsi oltre il 30 dicembre 2028. L’impianto è articolato in tre fasi progressive. La prima, denominata Engagement, è dedicata alla costruzione del quadro di impatto o del modello di pagamento legato ai risultati. La seconda, Outcome Team, punta al lavoro congiunto tra amministrazioni beneficiarie e alla costruzione di modelli integrati. La terza, Capacity Building, serve a consolidare quanto sperimentato, favorendo la replicabilità e la scalabilità dell’approccio.

Il passaggio alla fase successiva non è automatico: dipende dal raggiungimento delle milestone e dei target fissati per la fase precedente. È quindi un accompagnamento strutturato, ma anche selettivo, nel quale ogni passaggio deve essere dimostrato con adeguata documentazione e validato dal Comitato di monitoraggio e valutazione in itinere.

Come presentare la candidatura

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente via PEC all’indirizzo impattopa@pec.formez.it, utilizzando la modulistica prevista dall’Avviso. La documentazione comprende il format di candidatura, il formulario, lo schema di convenzione firmato per presa visione e gli allegati richiesti.

L’oggetto della PEC dovrà riportare la dicitura indicata nell’Avviso, con il nome dell’amministrazione proponente. Un elemento da non sottovalutare riguarda i tempi: in caso di parità di punteggio, infatti, l’ordine di ricezione della candidatura può incidere sulla graduatoria finale. Fa fede la data e l’ora di arrivo della PEC, e se vengono inviate più versioni della stessa domanda entro i termini, sarà considerato valido soltanto l’ultimo invio.

Per supportare gli enti nella predisposizione delle candidature è attivo anche un help desk dedicato, raggiungibile all’indirizzo helpdeskimpattopa@formez.it fino al 17 giugno 2026.

Valutazione, punteggi e cause di esclusione

Le candidature saranno esaminate da una Commissione chiamata a verificare prima l’ammissibilità formale e poi il merito della proposta. Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti, mentre la soglia minima per risultare idonei è fissata a 60 punti.

La valutazione si concentra su quattro macro-profili: la coerenza della proposta con l’ambito di policy scelto, la chiarezza con cui viene descritto il ruolo del ciclo di gestione dell’impatto, la rilevanza della relazione di coproduzione e il grado di maturità amministrativa, anche in termini di replicabilità e capacità di apprendimento organizzativo.

Tra le cause di inammissibilità rientrano, invece, la presentazione oltre i termini, l’invio con modalità difformi da quelle prescritte, il superamento del numero massimo di candidature consentite e la sottoscrizione da parte di un soggetto privo dei necessari poteri di rappresentanza.

Un passaggio strategico per la PA locale

Questo Avviso si inserisce in una traiettoria ormai sempre più chiara: quella di una pubblica amministrazione che non si limita a finanziare attività, ma che cerca di capire quali cambiamenti produce davvero. In questo senso, il bando rappresenta un’occasione rilevante soprattutto per gli enti che vogliono rafforzare il legame tra programmazione, monitoraggio e decisione pubblica.

L’aspetto più interessante è probabilmente proprio questo: il finanziamento non premia soltanto la bontà teorica di una proposta, ma la capacità dell’amministrazione di costruire una struttura organizzativa, metodologica e culturale in grado di governare l’impatto. È una sfida che riguarda tanto la qualità delle politiche quanto la tenuta amministrativa degli enti, chiamati a integrare competenze, dati, responsabilità e strumenti di valutazione.

Per Comuni capoluogo e Città Metropolitane il messaggio è dunque chiaro: non basta fare, bisogna anche dimostrare che ciò che si fa produce effetti utili, misurabili e coerenti con i bisogni del territorio. Ed è proprio su questo terreno che il nuovo bando prova a spingere in avanti il rapporto tra innovazione sociale e amministrazione pubblica.

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