Iran, Tajani e Crosetto alla Camera: “Rischio concreto di allargamento del conflitto”
“La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente. Nel pomeriggio c’è anche un momento di bagarre in Senato, quando Tajani attacca l’opposizione sottolineando in latino che “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.
Con 94 sì, 39 no e 8 astenuti il Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza in merito alle comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto sul conflitto in Iran e sul sostegno ai Paesi del Golfo.
Sono in corso, nell’Aula del Senato, le dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni dei ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto. Tre le risoluzioni sulle quali si voterà: una della maggioranza, una unitaria di Pd-M5s-Avs e una di Italia viva.
“La contrapposizione politica è normale e legittima, il rapporto che io e Tajani abbiamo impostato è molto chiaro e trasparente: informiamo il Parlamento del quadro, delle nostre idee e delle difficoltà. Non ci aspettiamo una cooperazione da parte di tutti, ci aspettiamo, però, suggerimenti che possano esserci utili”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle comunicazioni al Senato sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. “L’Italia sta subendo le conseguenze di questa guerra ed è impegnata, come il resto del mondo, a fare in modo che duri il meno possibile – ha affermato -, è impossibile per qualsiasi nazione al mondo finirla, perché non l’abbiamo iniziata. Questi Paesi che hanno attaccato non hanno chiesto il permesso di farla e non si aspettano ora che i nostri Paesi gli dicano cosa fare”. Il ministro ha ribadito al Senato che, al momento, “sulla base degli ultimi dati disponibili, circa l’85% degli attacchi iraniani è stato perpetrato verso i Paesi del Golfo, non verso Israele, colpito tuttavia da più di 180 missili balistici e più di 120 droni”.
“Il caos genera caos, quello che abbiamo davanti è uno dei mesi più difficili che l’umanità abbia avuto negli ultimi 70-80 anni”: quello che sta accadendo dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e la reazione di Teheran “può influenzare la guerra in Ucraina”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle comunicazioni al Senato sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. “Il quadro di caos che si apre con questa crisi – ha affermato – rischia di incrementare altri quadri di caos che sono già aperti”. “Il fronte ucraino può peggiorare con questa crisi, perché Putin è in grande difficoltà in Russia, non perché qualcuno è contro la guerra, ma perché la parte più nazionalista lo critica per non aver ancora concluso la guerra e da mesi lo invita ad alzare il livello delle armi che usa. E allora, in un mondo che aumenta il caos, potrebbe anche cambiare il rapporto che la Russia ha nei confronti dell’Ucraina”, ha sottolineato Crosetto.
“È un momento storico e per questo amareggia la mancanza della Presidente del Consiglio in Aula”. Così Matteo Renzi durante la discussione generale in Senato sulla crisi del Golfo. “La presidente del Consiglio ha parlato di Iran dalle frequenze di RTL 125 e ha scelto di non venire a confrontarsi con i rappresentanti del popolo – aggiunge -, chiedendo o semplicemente subendo un’intervento del vicepresidente Tajani che io trovo raccapricciante per mediocrità”.
La strategia dell’Iran è “scatenare un caos che propaghi l’onda di questo conflitto all’esterno dei contendenti”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle comunicazioni al Senato sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. L’obiettivo dell’Iran, ha ribadito, è creare il “caos”, “la sintesi della tattica ormai si sta chiarendo ed è quella di scatenare il caos, e far sì che non ci sia un paese della zona che abbia o non abbia appoggiato l’iniziativa, che sia o no d’accordo con questi Paesi che hanno sostenuto l’iniziativa americana e israeliana”.
“È inaccettabile che considerino il Parlamento cosa loro, si viene in Parlamento il giorno prima del Consiglio europeo, non quando lo decide il presidente del Consiglio”. Così il capogruppo Pd in Senato Francesco Boccia parla ai giornalisti. “Per l’Iran è urgente, noi lo chiediamo da giorni – aggiunge -. Può venire oggi, domani, questa notte, sabato, domenica, può decidere. Noi siamo sempre qui, stiamo ad aspettare”.
“Che Meloni provi a mettere insieme”, l’11 marzo in Parlamento, “le due vicende”, che sono l’intervento in riferimento al Consiglio Ue e quello sulla crisi iraniana, “fa sorgere il sospetto che nella settimana del referendum non voglia dibattiti in Parlamento”, conclude. “Perché “è preoccupata non per il Paese, non per l’Iran, ma per il referendum”.
“È facile andare nel Golfo per fare conferenze ben pagate, è più difficile tutelare gli italiani”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando al Senato, dopo essere stato interrotto da alcuni dei presenti. “Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”, ha detto in latino, “non capisco perché l’onorevole Renzi si agita così, è un po’ nervoso”. “La salvezza di ogni cittadino italiano è un fatto politico non di cronaca”, ha detto ancora Tajani. “Qualcuno, non conoscendo evidentemente le misure di sicurezza, aveva ironizzato perché abbiamo dato alcune indicazioni di massima per evitare di essere colpiti in caso di attacco, soprattutto in caso di attacco si sa che quando c’è un’esplosione si rompono i vetri e possono entrare nelle schegge dentro, ma anche i vetri che si rompono formano schegge quindi come quando c’è un terremoto si dice di non prendere l’ascensore così abbiamo detto, soprattutto ai giovani che c’erano, di stare lontani dalle finestre e di stare a terra”, aveva detto Tajani prima di essere interrotto.
“Non vorrei infierire sul ministro Tajani, già impegnato ad infierire su se stesso con dichiarazioni e apparizioni televisive che spero non danneggino la credibilità della Farnesina. Per quanto riguarda il Kosovo lo rimando al discorso con il quale il presidente Berlusconi espresse, il 26 marzo 1999, il suo sostegno all’azione del mio Governo, rivendicando anzi che quel sostegno fosse decisivo perché altrimenti, a parer suo, il Governo non avrebbe avuto una maggioranza in politica estera. Chissà se Berlusconi sarebbe lieto di ciò che afferma chi oggi porta i colori di Forza Italia”. Lo ha dichiarato Massimo D’Alema.
“Il problema non è solo la subalternità a Trump, è che non riuscite a scegliere l’Europa”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sulla crisi del Golfo. “Vi dite contrari al superamento dell’unanimità quando servirebbe almeno la cooperazione rafforzata, subito – aggiunge -. Vi dite contrari alla difesa comune. Contrari alla clausola Buy European per rafforzare l’industria europea, che vuol dire continuare a comprare armi da Trump ed essere più dipendenti, non meno dipendenti.
Serve un salto in avanti nell’integrazione europea, altrimenti rimarremo schiacciati e l’Italia dovrebbe essere alla guida di questo processo. Per un’Europa più unita, integrata e autonoma”. “Il ministro Crosetto prima ha affermato che è impossibile fermare gli attacchi di Trump e Netanyahu – prosegue -. Almeno iniziate a chiederglielo però, di fermare questi attacchi. E iniziate a capire che proprio per questo dovreste scegliere l’Europa anziché Trump”. “Mentre il mondo scivola in guerra – conclude – pretendiamo che il governo italiano, in linea con la storia di questo Paese, difenda il diritto internazionale e non ci faccia trascinare dentro una guerra dalle conseguenze incalcolabili, ma si impegni invece a fermarla. A fermarli subito”.
“Stiamo vivendo un momento particolare. Rispetteremo gli accordi presi con gli Usa per quanto riguarda le basi. E per quanto riguarda la richiesta che ci è stata fatta da alcuni Paesi del Golfo sulla difesa aerea ci siamo adeguati al quadro internazionale. Quindi abbiamo voluto informare il Parlamento. In ginocchio da Trump, dalla Merkel e da Xi ci sono andati altri, non noi. Evidentemente la genuflessione nei confronti dello straniero è connaturata al M5S e al loro leader. Noi facciamo quello che è nell’interesse del nostro Paese”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il Consiglio nazionale di FI in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.
Con 179 sì, 100 no e 14 astenuti la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza in merito alle comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto sul conflitto in Iran e sul sostegno ai Paesi del Golfo. È stata respinta invece la risoluzione presentata da Pd, M5S e Avs. Accolte parzialmente quelle di Azione, Iv e +Europa, dopo alcune riformulazioni.
La crisi mediorientale “rischia di allargarsi a livello globale; rischia di far tremare la fragile tregua a Gaza, ma anche di incidere sulla sicurezza energetica europea e sugli interessi nazionali italiani. Per questo, Ministro Tajani e Ministro Crosetto, oggi non basta riferire: oggi serve una linea politica, e non dovevate essere voi a darla, doveva essere qui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e parlare al Paese, che è giustamente preoccupato”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri, Crosetto e Tajani, sulla crisi del Golfo.
“Invece quello che il Paese ha visto fin qui è un governo che non chiarisce qual è la posizione ufficiale dell’Italia – aggiunge -, che si è affezionato al ruolo di mero osservatore che prende atto di ciò che accade e che non ha il coraggio di dire agli alleati quando sbagliano. E qui c’è un’enorme questione di merito: ma è normale che il Ministro Tajani venga qui a fare appelli all’unità mentre la Presidente del Consiglio va alla radio ad attaccare le opposizioni come ha fatto questa mattina? Non ci avete chiamato, non ci avete convocato; abbiamo dovuto apprendere questa mattina il testo persino della vostra risoluzione dalle agenzie di stampa”.
“Qual è la valutazione politica del governo italiano su questi attacchi? – prosegue -. Perché siamo tutti d’accordo che il regime iraniano deve fermare le inaccettabili ritorsioni, ma per noi si devono fermare anche i bombardamenti di Trump e di Netanyahu. Il governo deve impegnarsi per fermare questi attacchi militari. Deve impegnarsi per ottenere un cessate il fuoco immediato. Deve insistere per tornare alla via negoziale politica per scongiurare un allargamento ulteriore della guerra dalle conseguenze incalcolabili”. “Vogliamo sapere come sosterrete le famiglie e le imprese italiane di fronte alle conseguenze economiche di questa nuova guerra e della chiusura dello stretto di Hormuz, perché le borse crollano”, conclude.
“Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in nessun modo questa guerra, che è una guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve lo chiedono ministro, il punto è che dovete dire no, già adesso, e dovete dire no in quest’aula. Perché sarebbe in contrasto con l’articolo undici della nostra Costituzione appoggiare delle azioni militari unilaterali fuori dal diritto internazionale”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sulla crisi del Golfo.
“La presidente Giorgia Meloni mi ha comunicato la sua disponibilità a venire in Parlamento mercoledì 11” marzo, “anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Di questo ho avvisato i presidenti di Camera e Senato per verificare che ci siano le condizioni”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, interpellato in Transatlantico sulla convocazione della conferenza dei capigruppo della Camera al termine della votazione in Aula sulle risoluzioni legate alla crisi in Iran.
“La novità è la reazione dell’Iran, la cosa grave è che questa reazione abbia un impatto che non era stato preventivato da chi ha fatto questo attacco. Stai Uniti e Israele non avevano preventivato la portata della reazione iraniana e il rischio di un allargamento del conflitto”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nella replica dopo le comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo.
“L’impatto sarà drammatico – ha affermato – e non è una cosa dovuta ad una azione del governo italiano. Gli effetti economici della guerra entreranno nelle case di tutti ed avranno un impatto drammatico”.
“La cosa nuova è che gli attacchi principali non sono stati contro Israele, ma hanno cercato immediatamente di colpire un’area molto più vasta – la logica è creare una crisi energetica e un impatto sull’economia del mondo, coinvolgendo i Paesi dell’area che sono snodi centrali dell’economia”.
“L’uso delle basi italiane che concede l’Italia è lo stesso di quello delle basi spagnole, identico, perché il trattato è identico, è lo stesso uso che sta concedendo Sanchez. Quindi noi concederemo lo stesso uso di Sanchez, lui però è l’eroe…”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nella replica dopo le comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo.
“Sono stato io con Boris Pistorius a volere il gruppo E5 e il collegamento tra i ministri della Difesa europei – ha affermato – Ho cercato io la collega spagnola per vedere se su Cipro potevamo fare delle cose nazionali, ma coordinate, e nello stesso tempo con le colleghe francese e olandese, per vedere se potevamo mandare 5 navi insieme e non divise, per creare una sinergia, perché magari 5 navi insieme hanno un valore diverso da cinque navi divise”.
“L’Italia, a differenza di quanto fatto oggi dalla Francia, non ha concesso l’uso delle sue basi militari in Medioriente per azioni di guerra da parte degli Stati Uniti contro l’Iran. Non mi pare che l’Italia sia in prima linea come Paese guerrafondaio, anzi”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera.
“Nessun governo, italiano, europeo o di qualsiasi parte del mondo può fermare l’attacco che Israele e Stati Uniti stanno portando avanti”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nella replica dopo le comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo.
“Dobbiamo gestire le conseguenze – ha affermato – La guerra si è aperta all’insaputa del mondo e come il resto del mondo ci troviamo noi a gestire le conseguenze”.
“La situazione rischia di innescare una reazione a catena e di incendiarne altre – ha aggiunto – La situazione russa può incendiarsi per l’estremismo interno che sta spingendo Putin a farlo, ma penso anche ai Balcani”. “In momenti simili – ha sottolineato – il caos dilaga ed è quello che stiamo cercando di gestire”.
“Mentre c’era un attacco della marina israeliana alla Flotilla ho detto che la prima preoccupazione era evitare danni alle persone e che qualcuno rischiasse la vita. Ho detto: il dibattito in questo momento sul diritto internazionale vale fino a un certo punto perché prima si risolve il problema della vita e poi facciamo un dibattito giuridico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera in merito alla frase sul diritto internazionale che ‘vale fino a un certo punto’ pronunciata nel corso di una puntata di Porta a Porta. “Estrapolare una frase che riguarda una fattispecie concreta è ben diverso da farne un principio”, ha aggiunto.
“Questa guerra ha trovato noi di fronte allo stesso scenario degli altri, non una decisione condivisa, certo che è al fuori delle regole del diritto internazionale”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nella replica dopo le comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo, ricevendo il ‘plauso’ delle opposizioni in aula.
“In questi giorni, il Governo Meloni è stato criticato perché non era stato informato, ma lo stesso scenario ci sarebbe stato con qualsiasi altro governo – ha affermato – perché nessun governo al mondo è stato informato, nemmeno la più alt catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei”.
“Nella mia vita non mi sono mai dovuto vergognare di nulla. Forse qualcun altro deve vergognarsi di chi non ha rispettato il Parlamento mandando aerei a bombardare i Balcani. E’ stato il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un passaggio del suo discorso alla Camera.
“Che l’Iran stesse per costruire la bomba atomica mi pare emerga anche dalle parole di Rafael Grossi”, il direttore generale dell’Aiea. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera. “Un percorso verso l’atomica certamente c’era – ha aggiunto – poi vedremo in futuro se era falso o meno”.
“Di fallimento totale della politica estera italiana ne parla solo l’opposizione, perché in tutto il mondo si dice l’esatto contrario”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera citando “un dato sul commercio interazionale: +3,3% nell’ultimo anno”.
“Sono anni che molte cose accadono fuori dal diritto internazionale perché purtroppo chi lo dovrebbe garantire, ovvero l’Onu, ha nel suo Consiglio di sicurezza un Paese che ne ha invaso un altro non proprio rispettando le regole del diritto internazionale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera.
“Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri della Difesa e degli Esteri in parlamento tra varie approssimazioni e ferie a Dubai”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando con i giornalisti a piazza Montecitorio.
“La realtà che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele che sono in violazione del diritto internazionale – prosegue – e ancora grandi ambiguità sulla concessione delle nostre basi che in questo momento dicono servono per sostenere i paesi amici del Golfo, ma è chiaro che attendiamo la richiesta americana per piegarci anche a questa richiesta. Intanto i cittadini italiani pagano il prezzo di questa crisi con un caro bollette e un caro energia e con l’aumento dell’inflazione”.
“L’Italia di fatto, come è stato già nel conflitto russo ucraino, accoglie tutte le richieste, prima di Biden e oggi di Trump – aggiunge -. Nel Golfo andiamo sempre al rimorchio degli Stati Uniti non riusciamo a esprimere una posizione con la schiena dritta come ha fatto Sanchez per la Spagna: l’Italia non rispetta il diritto internazionale? O quando ci sono gli alleati come Israele e Stati Uniti si piega e non riesce a proferire una parola di condanna? Tutte le conseguenze sono da questa posizione chiara netta che va presa preliminarmente”.
“Procedere con la massima rapidità all’incremento della spesa per la difesa e degli investimenti connessi (industria, ricerca e sviluppo, prontezza operativa, difesa aerea e antimissile, capacità anti-drone, protezione delle infrastrutture critiche), definendo un programma vincolante e coerente con gli impegni assunti in sede UE e NATO, al fine di creare nel più breve tempo possibile condizioni effettive di autonomia militare e strategica dell’Italia e, in parallelo, di contribuire alla costruzione di una capacità europea credibile e interoperabile”. E’ questo il primo impegno indirizzato al governo presente nella risoluzione sottoscritta da Azione e Partito liberaldemocratico, alla Camera, sulle comunicazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in esito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. Il testo impegna inoltre l’esecutivo “a promuovere e sostenere, d’intesa con i partner dell’Unione europea, la rapida costituzione di un pilastro europeo della NATO, rafforzando la pianificazione comune, le capacità integrate e le catene di comando e controllo europee; in tale contesto, a valutare forme di partecipazione italiana a iniziative europee di sicurezza strategica, inclusa la cooperazione con Francia e Germania su programmi avanzati di deterrenza nucleare, nel rispetto dei trattati internazionali vigenti”. Ultimo impegno della risoluzione è quello “a dare corso a tutti gli atti legati agli impegni di difesa comune in ambito Ue, con particolare riferimento alla minaccia su Cipro, e NATO, compresi gli interventi di messa a disposizione dei sistemi di difesa solo se nell’ambito della nostra partecipazione a organismi e missioni internazionali”.
“E’ appena partito un volo con circa 320 italiani dalle Maldive, di cui 60 fragili”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente. “L’Italia è stato il primo paese europeo a introdurre voli speciali”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
“In Iraq stiamo monitorando minuto per minuto gli sviluppi della situazione vista anche la presenza di militari italiani nel Kurdistan iracheno e a Baghdad”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“La stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo assolutamente evitare l’allargamento del conflitto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“L’Italia non è in guerra e non sarà in guerra con nessuno. È questa l’essenza della nostra politica estera, parlare con tutti senza rinunciare mai ai nostri valori. Questo è il senso dell’azione di governo, in Medioriente e sui più importanti scacchieri internazionali”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Prima del conflitto avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente e abbiamo iniziato da prima con gli spostamenti per la messa in sicurezza. Per effetto di questa situazione, nei giorni scorsi, abbiamo preso altre misure”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. “In Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita, dei 321 ne rimarranno 82, in Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita, in Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale – ha affermato – In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni e sono stati trasferiti in altra sede i C27 e 5 elicotteri”.
“L’Italia è l’unico paese con missioni diplomatiche presenti operative in tutta l’area, i nostri militari continuano ad essere dispiegati nella regione per contribuire alla pace e alla stabilità. Stiamo incoraggiando tutte le parti ad esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l’Europa”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Per quanto mi riguarda ho ribadito a Rubio il rispetto degli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente parlando della telefonata avvenuta ieri con il Segretario di Stato americano.
“Il Segretario di Stato americano Rubio ha condiviso una valutazione positiva sull’andamento delle operazioni indicando che le forze” militari americane “stanno raggiungendo rapidamente e con efficacia i loro obiettivi confermando che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“La scomparsa dell’ayatollah Khamenei apre la possibilità di un nuovo Medioriente fondato sulla pace e sul dialogo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multidominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistici. Va dato un segnale anche verso Cipro, porteremo aiuto assieme a spagnoli, francesi e olandesi”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo.
“Ieri ho scritto all’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, proponendo una strategia generale a livello europeo, che non sia di singole nazioni, ma che da un punto di vista militare metta insieme tutta l’Europa. Servono responsabilità e coerenza dentro una visione che l’Europa deve avere”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo.
“Il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico per mitigare l’impatto di questa crisi che è purtroppo già visibile”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente. “Preoccupa il blocco dello stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali, i prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi e i premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati”, ha aggiunto. “Le conseguenze delle tensioni nello stretto di Hormuz rischiano di pesare anche sui prezzi di molte materie prime e su quelle di grano e cereali”, ha detto ancora. “L’attacco a una petroliera americana di stamane certamente non agevola la situazione”, ha concluso.
“Complessivamente sono oltre 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“L’Iran non può colpire con i droni Israele per la distanza tra i due Paesi. E gli attacchi di Teheran stanno dimostrando una strategia diversa dalla volta scorsa: l’obiettivo dell’Iran è creare caos”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. “L’evoluzione è dunque molto diversa – ha affermato – basti pensare che hanno subito molti più attacchi gli Emirati di Israele. Gli attacchi di Teheran si sono concentrati su Paesi non interessati dal conflitto”.
“La Task Force Golfo ha gestito ad oggi oltre 14mila chiamate. Gli italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le aree a rischio sono arrivati a circa 10mila”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Il governo sta operando senza sosta per assistere tutti i connazionali che si trovano nella regione. La loro sicurezza è la priorità assoluta”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Nelle ultime ore purtroppo la situazione ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione non positiva. In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
“Come Pd oggi dobbiamo ribadire la nostra fermezza contro il regime iraniano. Ma dobbiamo anche ribadire che è necessario che l’Italia si assuma la responsabilità nel tentativo di fermare l’escalation militare. La nostra risoluzione unitaria è un fatto positivo. Ma oggi il Governo ci verrà a chiedere impegni. Sulla base di cosa ce li chiede? Dobbiamo sapere quale è la cornice dentro cui ci viene chiesto questo impegno. Per ora il nostro governo si muove accogliendo e condividendo le scelte di Trump. La verità è che Giorgia Meloni scappa dal Parlamento: questa mattina parla in una intervista ma non accetta di venire in Parlamento. Non siamo in guerra ma le conseguenze della guerra che sta incendiando una parte del mondo sta entrando dentro la vita delle nostre famiglie e delle nostre imprese. I costi dell’energia aumentano, le bollette aumentano, il prezzo del carburante è schizzato alle stelle. Con un decreto bollette che è diventato già carta straccia. Credo sia doveroso che Giorgia Meloni venga in Parlamento a spiegare quale è la strategia del governo italiano. Per ora l’Italia è inerme spettatrice, purtroppo insieme all’Europa: ma dobbiamo conoscere quale è la cornice entro cui si muove il governo, cosa fa per difendere gli interessi italiani ed europei, quali sono le misure che metterà in campo per tutelare famiglie e imprese contro gli aumenti dei costi energetici”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenuto all’assemblea dei gruppi del Pd prima delle comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto alle Camere.
“La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di comunicazioni alla Camera in merito agli sviluppi della crisi in Iran e in Medioriente.
Questo articolo Iran, Tajani e Crosetto alla Camera: “Rischio concreto di allargamento del conflitto” proviene da LaPresse
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