Jessie Buckley agli Oscar: seconda nomination per Hamnet di Chloé Zhao
Jessie Buckley conquista la sua seconda nomination agli Oscar come protagonista per Hamnet di Chloé Zhao, in arrivo al cinema il 5 febbraio.
Jessie Buckley conquista gli Oscar con Hamnet: seconda nomination per l’attrice irlandese
La stagione dei premi ha già una protagonista indiscussa: Jessie Buckley. L’attrice irlandese ottiene la sua seconda nomination agli Oscar, questa volta come miglior attrice protagonista, grazie alla sua intensa interpretazione in Hamnet – Nel nome del figlio, il nuovo film diretto da Chloé Zhao. La pellicola, in arrivo nelle sale italiane il 5 febbraio con Universal Pictures, ha raccolto otto candidature complessive agli Academy Award.
Un percorso trionfale nella award season
La candidatura agli Oscar arriva dopo una serie di importanti riconoscimenti: Buckley ha già conquistato i premi dei critici, il Critics Choice Award e il Golden Globe, confermandosi una delle interpreti più apprezzate del cinema contemporaneo. A quattro anni dalla nomination come non protagonista per La figlia oscura, l’attrice torna dunque al centro della scena con un ruolo ancora più complesso e centrale.
«Ricevere questo riconoscimento dall’Academy è un onore assoluto», ha dichiarato dopo l’annuncio, sottolineando l’orgoglio di condividere la candidatura con artisti che l’hanno ispirata profondamente.
Agnes, un personaggio fuori dal tempo
In Hamnet, Jessie Buckley interpreta Agnes, moglie di William Shakespeare, figura enigmatica e profondamente connessa alla natura, al corpo e alle emozioni. Quando Chloé Zhao, già premio Oscar per Nomadland, le ha proposto il ruolo, l’attrice non conosceva ancora il romanzo di Maggie O’Farrell da cui il film è tratto. La lettura del libro, però, si è trasformata in un’esperienza travolgente, capace di definire il suo approccio al personaggio.
Agnes appare fin dalla prima scena come una presenza quasi mitologica, più vicina a uno spirito della foresta che a una donna dell’Inghilterra rurale del XVI secolo. Guaritrice, sensitiva, capace di “vedere oltre”, incontra Will, giovane insegnante e aspirante scrittore interpretato da Paul Mescal, con cui costruisce una famiglia segnata da un destino tragico.
Il dolore che genera arte
La morte del figlio Hamnet, colpito dalla peste a soli 11 anni, rappresenta il cuore emotivo del film. Agnes resta imprigionata in un lutto profondo e viscerale, mentre Shakespeare si rifugia a Londra, dove la perdita si trasforma lentamente in creazione artistica, fino alla nascita dell’Amleto.
Per Chloé Zhao, il film è un racconto di trasformazione: amore, morte e arte si intrecciano mostrando come l’esperienza umana possa essere rielaborata attraverso la creazione. Una visione condivisa dalla stessa Buckley, che sottolinea come Hamnet parli di vulnerabilità, coraggio e della forza necessaria per amare e, infine, lasciar andare.
Un lavoro di squadra guidato dall’emozione
Il percorso di costruzione del personaggio non è stato lineare. L’attrice descrive le riprese come un viaggio emotivo, fatto di intuizioni, ascolto e fiducia reciproca. Un approccio che la regista sintetizza con parole evocative: lavorare con Jessie Buckley è «in parte stregoneria, in parte miele», un equilibrio tra libertà assoluta e protezione emotiva sul set.
Da Britain’s Got Talent a Hollywood
Nata nel 1989 a Killarney, in Irlanda, Jessie Buckley ha iniziato la sua carriera come cantante, facendosi conoscere nel 2008 grazie a Britain’s Got Talent. Il passaggio al cinema è stato rapido e decisivo, con ruoli memorabili in A proposito di Rose, La figlia oscura, Women Talking e nella quarta stagione di Fargo.
Oggi, la sua carriera è segnata da una scelta precisa: cercare personaggi che richiedano coraggio e totale immersione emotiva. Un percorso che proseguirà anche nei prossimi mesi, con il suo ritorno al cinema nel ruolo della moglie di Frankenstein in La sposa!, nuovo film diretto da Maggie Gyllenhaal.
Con Hamnet, Jessie Buckley non solo consolida il suo talento agli occhi dell’Academy, ma firma una delle interpretazioni più intense e discusse dell’anno, destinata a lasciare un segno profondo nella storia recente del cinema.
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