Rita’s Soho, il wine bar che supera le etichette
Nel cuore di Soho, dove Londra cambia pelle ogni sera senza mai perdere memoria di sé, Rita’s è diventato in poco tempo uno dei luoghi più interessanti per chi osserva l’evoluzione della cultura del bere in città. Non un semplice wine bar, non un cocktail bar tradizionale, non un bistrot classico: Rita’s è uno spazio ibrido, contemporaneo, che riflette una tendenza sempre più evidente nella capitale britannica, quella di superare le categorie rigide per costruire esperienze fluide, colte ma accessibili. Qui il vino dialoga con i cocktail, il vermouth trova spazio accanto ai calici naturali, e la cucina accompagna senza mai imporsi. È un indirizzo che racconta bene la Londra di oggi, più interessata alla sostanza che all’etichetta.
Soho, laboratorio permanente del bere contemporaneo
Soho è da sempre un terreno di sperimentazione. Quartiere di artisti, editori, musicisti e nottambuli, ha visto nascere mode destinate a durare e altre a scomparire in pochi mesi. Rita’s si inserisce in questo contesto con intelligenza, evitando l’effetto “locale di tendenza” e scegliendo invece una strada più solida: costruire un’identità riconoscibile ma non urlata. Il locale è raccolto, con un’estetica sobria e un’atmosfera che invita alla conversazione. Non ci sono elementi decorativi eccessivi né pose da instagram bar; l’attenzione è tutta rivolta a ciò che arriva nel bicchiere e nel piatto. È un luogo che sembra pensato più per chi vive Londra che per chi la visita una sola volta, e forse è proprio questa coerenza a renderlo credibile nel tempo.
Una carta dei vini pensata per la curiosità
La lista dei vini di Rita’s non punta sull’ampiezza enciclopedica, ma su una selezione ragionata e in continua evoluzione. Il filo conduttore è quello dei vini artigianali e low-intervention, scelti non per moda ma per bevibilità e carattere. Ci sono produttori indipendenti europei, con una presenza significativa dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda bianchi macerati, rossi leggeri e spumanti non convenzionali. Il vino, qui, non è mai trattato come oggetto di culto, ma come strumento di convivialità. Il personale accompagna la scelta senza atteggiamenti didattici, favorendo un approccio istintivo e aperto. Questa filosofia riflette una tendenza più ampia della scena londinese, che negli ultimi anni ha imparato a distinguere tra naturale come linguaggio e naturale come ideologia, privilegiando il primo.
Vermouth e cocktail: l’elemento che cambia le regole
Se la carta dei vini rappresenta la base culturale di Rita’s, il vero elemento distintivo è la convivenza naturale tra vino e mixology. Il vermouth, in particolare, occupa uno spazio centrale, servito liscio o in interpretazioni minimali che rispettano l’identità del prodotto. Non è un vezzo nostalgico, ma un ritorno consapevole all’idea di aperitivo europeo, lontano dagli eccessi zuccherini o dall’alcol troppo invadente. Anche i cocktail seguono la stessa logica: pochi ingredienti, equilibrio, attenzione alla bevibilità. Non si tratta di stupire con tecniche complesse, ma di costruire drink che possano accompagnare la serata senza appesantirla. Questo approccio rende Rita’s un luogo ideale anche per chi ama il vino ma non vuole rinunciare a un buon cocktail, superando quella divisione netta che per anni ha separato i due mondi.
La cucina come estensione del bicchiere
La proposta gastronomica di Rita’s è coerente con tutto il resto. Piatti di bistrò moderno, essenziali solo in apparenza, pensati per dialogare con ciò che si beve. Gli ingredienti sono stagionali, le porzioni favoriscono la condivisione, e il menu cambia con una frequenza che riflette l’idea di cucina come processo, non come manifesto. Non ci sono forzature creative né piatti pensati per stupire a tutti i costi; l’obiettivo è accompagnare, sostenere, amplificare l’esperienza del bicchiere. È una cucina che guarda all’Europa più che alla tradizione britannica, ma senza cadere in citazioni nostalgiche. In questo senso, Rita’s si colloca perfettamente in quella nuova generazione di locali londinesi che hanno abbandonato l’idea di “fine dining” come status symbol per abbracciare una qualità più rilassata e quotidiana.
Un pubblico trasversale e un tempo lento
Uno degli aspetti più interessanti di Rita’s è il pubblico che riesce ad attrarre. Londinesi appassionati di vino, operatori del settore, expat europei, viaggiatori curiosi: il locale diventa un punto di incontro naturale tra mondi diversi, accomunati dalla voglia di bere bene senza formalismi. Non è un posto da consumo rapido né da festa rumorosa, ma uno spazio che invita a restare. Si entra spesso “per un bicchiere” e si finisce per passare l’intera serata, seguendo il ritmo naturale della conversazione. Questo tempo lento, sempre più raro nel centro di Londra, è forse uno dei veri punti di forza di Rita’s, e contribuisce a costruirne l’identità più di qualsiasi scelta estetica.
Rita’s e la nuova cultura del wine bar londinese
Nel panorama dei wine bar di Londra, Rita’s rappresenta una direzione precisa: quella dell’ibridazione. Non più luoghi monografici, dedicati esclusivamente al vino o ai cocktail, ma spazi capaci di adattarsi ai desideri del pubblico e di accompagnare momenti diversi della giornata. Questo modello risponde a un cambiamento culturale profondo, in cui l’esperienza conta più della specializzazione estrema. Rita’s non rinnega la competenza, ma la mette al servizio della convivialità. È un locale che racconta dove sta andando Londra, più che dove è stata, e per questo merita attenzione all’interno di una rubrica dedicata ai wine bar della città.
FAQ – Domande frequenti su Rita’s Soho
Rita’s è più un wine bar o un cocktail bar?
È un locale ibrido: il vino ha un ruolo centrale, ma cocktail e vermouth sono parte integrante dell’esperienza.
Che tipo di vini si trovano da Rita’s?
Principalmente vini artigianali e low-intervention europei, con una buona rappresentanza italiana.
È adatto anche per mangiare?
Sì, la cucina è pensata come accompagnamento al bere, con piatti stagionali e da condividere.
Serve prenotare?
Non sempre, ma negli orari di punta è consigliabile.
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