La sola acqua che placa le nostre ansie e paure
Tutti noi abbiamo una sete nella nostra vita. Non solo la sete dell’acqua per il corpo, ma una sete più profonda, radicata, un desiderio di felicità e pienezza che in qualche modo sono il richiamo del nostro Spirito. Non basta il cibo, né l’acqua, per saziarci, ma abbiamo necessità di conoscere, di sapere il senso profondo della nostra vita.
Il Vangelo della Samaritana di questa terza domenica di Quaresima ci parla di questa sete profonda, che non è altro del bisogno che abbiamo di trovare “il senso” delle cose che viviamo, dei fatti della nostra vita. Come la sete della donna Samaritana riceve dall’incontro con Cristo una risposta, un senso, così avvenire per noi quando nella nostra vita avviene questo incontro.
Il dialogo di Gesù con la Samaritana riproduce il modo con cui il Signore porta la salvezza nella nostra vita, risvegliando in noi la ragione e il desiderio di lui. La Samaritana, scrive Sant’Agostino, una donna straniera, rappresenta la Chiesa, la sposa del Verbo, cioè noi stessi; così come con noi, è Gesù che prende l’iniziativa, perché vuole condurla alla salvezza: il Signore ha sete della sua fede.
Sant’Agostino, commentando questo incontro scrive, commentando il dialogo di Gesù con questa donna: «Chiede da bere, e promette da bere. È bisognoso come uno che aspetta di ricevere, ed è nell’abbondanza come uno che è in grado di saziare. Se conoscessi – dice – il dono di Dio. Il dono di Dio è lo Spirito Santo. Ma il Signore parla alla donna in maniera ancora velata, solo a poco a poco penetra nel cuore di lei» (Commento al Vangelo di Giovanni, 15).
L’acqua richiama il nostro Battesimo: lo abbiamo ricevuto proprio per rispondere a questa sete di vita vera, piena e felice, che abbiamo tutti noi nel profondo: forse non ci abbiamo mai pensato, come la Samaritana, che non capisce subito cosa Gesù le stai dicendo. Forse anche noi quando ci è stato annunciato che Gesù è la risposta a questa sete, abbiamo pensato che la fede fosse solo essere più buoni e bravi, compiere qualche rito o devozione.
Invece, il Signore ci rinnova questa domenica una promessa: «Chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
Viviamo un tempo di difficoltà, di paura e di guerra. Non possiamo fare nulla? Si ognuno di noi può fare molto, contribuire a ricercare la Pace, ritornando veramente alla Sua fonte che è Cristo.
Siamo in un tempo liturgico, quello della Quaresima, che ci dona delle Grazie speciali per ritornare al Signore, per ricevere da Gesù quest’acqua, la sola che può placare le nostre ansie e paure, per “portatori” della Pace di Cristo.
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