L’Iran ha colpito una petroliera al largo di Dubai

Questa mattina una petroliera carica di greggio è stata colpita da un attacco al largo di Dubai, in uno degli episodi più significativi dell’escalation in corso nel Golfo Persico. Secondo il New York Times, la nave kuwaitiana Al-Salmi «ha preso fuoco dopo essere stata attaccata mentre era ancorata al largo della costa di Dubai». Le autorità del Kuwait attribuiscono l’azione all’Iran. L’attacco arriva in un momento di forte tensione nella regione, aggravato dalle minacce degli Stati Uniti e dal rischio di una chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale.
La petroliera era completamente carica al momento dell’attacco. La compagnia nazionale kuwaitiana ha spiegato che «lo scafo della nave ha subito danni» e che questi «potrebbero portare a una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti», sollevando timori ambientali oltre che energetici. A bordo, secondo le ricostruzioni, c’erano circa due milioni di barili di greggio.
Nonostante la violenza dell’esplosione e l’incendio che ne è seguito, non si registrano feriti: «nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito», hanno fatto sapere le autorità di Dubai, aggiungendo che le squadre antincendio sono riuscite a domare le fiamme dopo l’attacco, probabilmente condotto con un drone.
L’episodio si inserisce in una fase di crescente instabilità. Il New York Times sottolinea che l’attacco è arrivato «il giorno dopo che Donald Trump ha minacciato di colpire infrastrutture iraniane» se Teheran non accetterà le condizioni statunitensi, alternando aperture diplomatiche a minacce dirette. Questa strategia ha contribuito a rendere estremamente nervosi i mercati: il prezzo del Brent ha superato brevemente i centosedici dollari al barile prima di ridimensionarsi.
Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli attacchi contro obiettivi civili e militari nella regione, con missili e droni intercettati tra Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Il traffico nello stretto di Hormuz, da cui passa una quota fondamentale del petrolio mondiale, risulta ormai fortemente ridotto.
L’attacco alla Al-Salmi conferma questa tendenza: le petroliere sono diventate obiettivi diretti di una guerra che si sta progressivamente spostando anche sul piano economico ed energetico. E il rischio, oltre a quello militare, è ora anche ambientale, nel caso in cui i danni allo scafo dovessero causare uno sversamento in mare.
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