Lost and Found Co. – Recensione

Quanto può davvero innovare un gioco il cui loop è essenzialmente "Where's Waldo?"? Ci sono sicuramente twist interessanti alla formula, come quello di Crime O'Clock, che però poi scivolava nel caos visivo di mappe/schermate molto grandi e un po' difficile da seguire con attenzione; ci sono iterazioni più tradizionali e meno egocentriche, come quelle degli Hidden Through Time, capaci comunque di aggiungere elementi di valore, come la possibilità di "creare il proprio livello".
Lost and Found Co. unisce invece un paio di elementi, per creare un remix quasi completamente piacevole.
Lost and Found Co. - Recensione
Parlo di "elementi" remixati in Lost and Found Co., e uno di questi è l'estetica, un misto fra asset 2D e 3D che non solo mira ad un mood ovviamente chill e rilassante, come ci si aspetta da questo genere, ma risulta costantemente a suo agio con le ovvie richieste di design, ossia quella di rendere gli oggetti sì nascosti, ma non introvabili, nelle varie mappe da affrontare. D'altronde, anche il ritmo di un hidden object game è un limite un po' dettato dal genere stesso, e con esso arrivano anche uno skill floor piuttosto basso e una certa volontà nel passare decine di minuti su di un singolo angolino di una singola schermata. In base a questi inamovibili pilastri, Lost and Found Co. ricama un prodotto che già visivamente attira a sé. I toni di colore del gioco sono tutti tendenti al pastello ma con una giusta attenzione nel loro utilizzo: il gioco è infatti ben distante dall'omogeneità cromatica di altri giochi del genere hidden object, e affronta ogni nuovo livello con una competenza stilistica che non posso dare per scontata.
Anche la struttura stessa dei livelli è ben orchestrata: se all'inizio dovremo trovare una manciata di oggetti in una piccola singola sezione isometrica al centro del nostro schermo, con il passare del tempo arriveremo a mappe ben più ampie, con anche diversi livelli di altezza. Man mano Lost and Found Co. introduce anche un secondo elemento che trovo stuzzicante, dal punto di vista del design: gli oggetti interagibili. Alcuni degli oggetti che dobbiamo trovare, infatti, saranno nascosti dentro ad oggetti sui quali dovremo cliccare: un vaso può nascondere un calzino, un frigorifero un malaugurato ninja rimasto intrappolato, e un termostato all'interno di una cella frigorifera può aiutarci a scongelare tutto per trovare l'ultimo oggetto del set.
Sono interazioni incredibilmente semplici, ma mettono un po' di frizzantezza al loop di gioco, e questo genere ne ha bisogno.
Sono però soprattutto i livelli e gli obbiettivi extra, quelli che più mi hanno richiesto pazienza e titillato le cornee. Ogni livello ha infatti degli obbiettivi bonus, legati a specifiche interazioni o al recupero di determinati oggetti aggiuntivi. Questi rappresentano, a loro modo, enigmi a sé stanti che richiedono di pensare trasversalmente e di cliccare potenzialmente su un centinaio di oggetti in più, nella disperazione del non trovare quell'ultimo ninja nascosto, l'ultimo peluche, o l'ultimo girasole da annaffiare.
I livelli aggiuntivi sono spesso la massima sfida che Lost and Found Co. ha da offrire, con obbiettivi complessi, oggetti nascosti benissimo, mappe o molto ampie o molto caotiche, e, soprattutto, l'impossibilità di usare gli aiuti che il gioco base offre. Trovando infatti specifici oggetti in ogni mappa (solitamente non più di un paio per livello), riconoscibili per il fatto che glitchano e sono desaturati, sbloccheremo un aiuto supplementare a quello che normalmente ci viene offerto quando clicchiamo sull'oggetto da trovare nella barra in basso sullo schermo. Usando l'aiuto, ci verrà infatti rivelato il luogo preciso nel quale l'oggetto si trova, e avremo facile risoluzione del nostro più recente ostacolo.
La quantità di livelli è elevata, cosa che da un lato si apre ad un consumo del gioco più moderato e rilassato, senza la voglia di correre, e dall'altro rende Lost and Found Co. ancora più un gioco che vuole farti compagnia, più che puramente intrattenerti. Per me stesso, ad esempio, è il mio compagno di merende e di una pausa post-lavoro: si cercano due oggetti, si sorride per le situazioni e le cuteness di alcuni personaggi, poi si chiude e si va avanti con la propria vita fino alla prossima sessione. Non è così scontato, un gioco che non ti risucchi forzatamente l'anima con i suoi loop e meccaniche.
L'impostazione narrativa non è nulla di straordinario, ma credo sia anche sbagliato aspettarsi qualcosa da una storia nata per essere di sfondo al nostro cliccare per ore su oggetti e ambienti. In Lost and Found Co. vestiamo inizialmente i panni di una divinità, ormai relegata a giorni tutti uguali, nell'attesa di smettere di esistere perché, nel mondo moderno, ormai nessuno crede più alla sua esistenza. Dopo aver interagito involontariamente con una influencer e aver salvato un anatroccolo - per poi trasformarlo in un ragazzo umano -, il tempio si reinventa negozio e servizio di ritrovo degli oggetti smarriti.
Il cattivone di turno ci offre una via di uscita dallo scomparire: se riusciremo ad accumulare un buon numero di follower (in realtà all'atto pratico sono like, e ne otterremo uno per ogni oggetto trovato, più quelli bonus degli obbiettivi aggiuntivi) in una breve frazione di tempo, invece che distruggere il nostro tempio e cementare il nostro laghetto, ci lascerà in pace e andrà per la sua strada. Artigianato vs Corporazioni, quasi, ma, come dicevo, non ci sono veri territori narrativi innovativi o interessanti da esplorare, e va benissimo così.
Lost and Found Co. ha anche una grossa fetta di customizzazione, dalla sua parte: usando dei crediti in-game (ma anche solamente giocando) sbloccheremo degli oggetti per abbellire il nostro tempio e l'area immediatamente circostante. Non è un qualcosa sul quale mi sono ritrovato a passare più del canonico quarto d'ora, ma sono sicurissimo che questo sia un aspetto che per una grossa fetta di community potrà fare la differenza fra il comprare e il non comprare questo titolo.
Prima di chiudere, una nota di merito per il lato tecnico: a parte la robustezza del gioco, il supporto ai monitor ultrawide non è qualcosa che mi aspetto, da un gioco così, ma Lost and Found Co. li supporta e, devo ammetterlo, la sensazione di immersività ne é immensamente amplificata. Scomodi per tutto il resto, sti monitor ultrawide, ma... wow.
Conclusioni
Lost and Found Co. è un gioco che nelle sue pianificate ambizioni funziona perfettamente. Bando alle ciance narrative di un genere che di sicuro non fa della storia il suo fulcro, il titolo di Bit Egg Inc. ha un'ottima estetica, tante attenzioni di QoL, e una base di livelli che, in quantità e cura, offre molte ore di gioco (e di rigiocabilità). Le piccole meccaniche aggiuntive aggiungono brio ad un genere in grado di risultare stantio e monotono, tanto da spingere i completisti come me a perdere diottrie e mezz'ore dietro a quell'ultimo ancora introvato obbiettivo bonus. A chiudere il pacchetto di qualità, un atteggiamento quasi reverenziale verso il tempo di chi gioca, al punto da rispettare la voglia e la necessità di far altro, fra una sessione e l'altra: in questo modo, Lost and Found Co. si pone come un compagno di giochi che non ci sta costantemente addosso, ma che è sempre lì quando vogliamo farci un'altra breve, piacevolissima e colorata sessione.L'articolo Lost and Found Co. – Recensione proviene da GameSource.
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