L’Ucraina recupera 400 chilometri quadrati e inceppa la macchina russa

Mar 17, 2026 - 10:30
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L’Ucraina recupera 400 chilometri quadrati e inceppa la macchina russa

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Institute for the Study of War, le forze ucraine hanno recuperato oltre 400 chilometri quadrati nelle direzioni di Oleksandrivka e Hulyaipole, nell’oblast di Dnipropetrovsk, da fine gennaio a inizio marzo 2026. Nella settimana successiva al 9 marzo, ulteriori penetrazioni tattiche hanno portato le truppe di Kyjiv a entrare a Sichneve, raggiungere le periferie orientali di Voskresenska e conquistare Rybne.

Secondo l’analista militare ucraino Kostyantyn Mashovets, elementi della 39ª Brigata fucilieri motorizzati russa (68° Corpo d’armata, Distretto militare orientale), operanti a est del fiume Vovcha, saranno probabilmente costretti a ripiegare sulla linea Voskresenka-Maliivka. Le forze russe nella direzione di Oleksandrivka hanno già abbandonato le operazioni offensive attive in favore di una difesa attiva. Segnale di crescente pressione tattica.

A nord-ovest di Hulyaipole, le controffensive ucraine avanzano su Hirke, Staroukrainka e Sviatopetrivka, complicando le operazioni della 5ª Armata interarmi (Distretto militare orientale). Mashovets precisa che le avanzate ucraine non hanno ancora sufficientemente minacciato le retrovie dei reparti russi da costringerli a interrompere le operazioni offensive, ma il margine si restringe: il ritmo di avanzata russo è sceso a meno di 1,2-1,5 chilometri a settimana.

La pressione ucraina sta logorando anche le riserve di Mosca. L’Institute for the Study of War segnala il rischieramento di elementi della 40ª Brigata e della 120ª Divisione di fanteria navale della Flotta del Pacifico verso le aree di Oleksandrivka e Hulyaipole. Più significativa la ricomparsa del 656° Reggimento fucilieri motorizzati (29ª CAA), non osservato sul campo dall’agosto 2025: la sua attivazione nei pressi di Hai suggerisce che il comando russo stia attingendo a unità tenute in serbo per l’offensiva primaverile-estiva 2026.

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito ieri, in conferenza stampa con l’omologo keniota Musalia Mudavadi, che Mosca rifiuta qualsiasi accordo anche qualora Kyjiv riconoscesse le «realtà sul terreno» e cedesse formalmente il Donbas. Lavrov ha definito le eventuali truppe europee di peacekeeping «forze di occupazione» e il governo ucraino democraticamente eletto «causa profonda» del conflitto, reiterando le condizioni massimaliste del Cremlino: neutralità ucraina, smilitarizzazione, cambio di regime. Posizioni che, secondo l’Institute for the Study of War, Mosca non ha pubblicamente abbandonato nemmeno nei negoziati trilaterali con Washington.

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Redazione Redazione Eventi e News