Materazzi: "Ai rigori con la Francia c'era chi si nascondeva. Zidane? Ecco cosa mi disse prima della testata. Gattuso ci porta ai Mondiali"
Le parole del protagonista di Germania 2006
Marco Materazzi, storica bandiera dell'Inter e Campione del Mondo con l'Italia ai Mondiali di Germania 2006, ha concesso un'intervista a Donatella Scarnati su Vivo Azzurro TV.
L'ex difensore ha raccontato dei retroscena su quella storica vittoria ai rigori contro la Francia parlando anche del rapporto con Gennaro Gattuso, oggi ct degli Azzurri che a fine marzo si giocherà la vitale qualificazione ai prossimi Mondiali 2026.
Impossibile poi non parlare dell'espulsione di Zidane con la testata rifilata proprio nei suoi confronti. Ecco le sue parole
AI RIGORI C'ERA CHI SI NASCONDEVA
“Arrivati ai rigori c’era qualcuno come Rino (Gattuso, ndr) che si era già tolto le scarpe Iaquinta girava a largo, Fabio (Cannavaro, ndr) aveva detto che avrebbe battuto il sesto, ma secondo me lo avrebbe tirato prima Buffon di lui. Quindi non eravamo rimasti in tanti. Io li ho sempre tirati i rigori e me la sentivo, pur avendo la fissazione che se fai goal durante la partita poi lo sbagli. Ma quando arrivi lì non puoi tirarti indietro”.
LA FAMIGLIA
“Sono una persona che si è fatta dal niente, che ha una famiglia bella. È la cosa più importante, al di là di quello che posso aver vinto o perso. La malattia di mio fratello (ha la SLA ndr.) è stato un fulmine a ciel sereno”
NESTA E MALDINI I PIÙ FORTI
“Come pulizia e intelligenza tattica Nesta è stato il più forte insieme a Maldini. Giocando accanto a loro mi sentivo un po’ in soggezione, di Cannavaro non dico lo stesso perché lo vedevo più vicino, sembravamo due scugnizzi che giocavano al parco. I difensori di oggi sono cambiati, ma è cambiato il calcio. Ai nostri tempi la prima cosa era marcare e non prendere gol, ognuno faceva il suo mestiere. Oggi il difensore deve quasi prima saper ‘maneggiare’ il pallone con i piedi – e non che io non lo sapessi fare – che stare in marcatura per non perdersi l’uomo. Penso sempre che il difensore debba fare il difensore, il centrocampista il centrocampista e l’attaccante l’attaccante”.
LE MAGLIE DEL CUORE
“La maglia azzurra, quella del Perugia, che è la squadra che mi ha permesso di arrivare in Nazionale, e quella dell’Inter: ho vinto il Triplete con alcuni dei compagni – Toldo, Cordoba e Zanetti – con cui avevo vissuto la disfatta del 5 maggio 2002, è la dimostrazione che se perseveri per ottenere quello che hai lasciato per strada alla fine ce la fai. Il 23 di Jordan? Mio padre diceva che avrei dovuto giocare a basket, fortunatamente non gli ho dato retta”.
L'ESPULSIONE DI ZIDANE
“Quando Buffon fa quella parata sul colpo di testa di Zidane, Rino mi voleva ammazzare perché non lo avevo marcato. In realtà stavo marcando Trezeguet, ma in certi casi con Rino era meglio non disquisire su quello che era successo. Poco dopo nella stessa situazione l’ho tenuto un po’ per la maglia, volevo far sì che non saltasse. Gli ho chiesto scusa due volte, poi la terza volta in cui mi ha ripetuto "se vuoi la mia maglia dopo te la do" qualcosa gli ho detto… Ma niente di più di quello che ci dicevamo tra ragazzini quando giocavo sul lungomare di Bari”.
GATTUSO CI PORTERÀ AL MONDIALE
“Quel che so è che Rino venderà cara la pelle per portarci al Mondiale. Ha preso il ruolo più difficile che potesse assumere, la qualificazione diretta era praticamente compromessa. Sta cercando di trasmettere il suo entusiasmo alla squadra. Non incontreremo squadre fantastiche ma toste, deve fare in modo di lasciare i ragazzi tranquilli. Ci sarà da spingere forte, sono convinto che stia lavorando con la massima professionalità. Ed è la cosa più importante per arrivare pronti a questi due appuntamenti così difficili”.
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