Meloni da Fedez: “Non ho elementi certi sulle tesi Usa riguardo all’Iran”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è ospite di Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr. Marra. Diversi i temi al centro della puntata tra cui la guerra in Medio Oriente e il referendum sulla Giustizia.
Meloni: “A lavoro su de-escalation”
Sul discorso Medio Oriente-Trump “la posizione ufficiale dell’Italia è quella che abbiamo già portato in Parlamento: è che l’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran, che non intende partecipare. Quello che noi cerchiamo di fare, chiaramente date le condizioni, è lavorare a una de-escalation“, ha detto la premier.
“Stiamo aiutando a difendersi i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici, ma soprattutto perché nell’area ci sono decine di migliaia di italiani oltre a 2.000 soldati di stanza. Dopodiché ovviamente lavoriamo per cercare di rispondere alle conseguenze del conflitto, che sono soprattutto per noi delle conseguenze che possono essere legate alla sicurezza e sono le conseguenze di carattere economico che bisogna cercare il più possibile di affrontare e minimizzare”.
Meloni: “Non ho elementi certi sulle tesi Usa”
“Il punto è che io, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, non ho elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran. Quindi, continuo a perseguire” la “strada che, secondo me, è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo”, ha detto ancora Meloni.
Meloni: “Più pericolosa una guerra per lo stop al nucleare o attacco di Teheran domani?”
“Il punto di vista di chi sta al governo rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi, lo scenario diventa un po’ più complesso”, ha aggiunto la leader di Palazzo Chigi.
“Se la domanda è che cosa si pensa dell’attacco americano e israeliano nei confronti dell’Iran, la questione è abbastanza complessa, perché chiaramente io sono molto preoccupata da una evidentissima crisi del diritto internazionale che ormai è sotto gli occhi di tutti, che viene da un lungo percorso e che però ha dei fatti che sono stati particolarmente determinanti e che produce un mondo nel quale si continuano a moltiplicare le decisioni unilaterali, le iniziative unilaterali, quello che accade fuori dai vincoli e dai perimetri del diritto internazionale“.
“Il punto è che noi stiamo vivendo in un mondo nel quale ti trovi a scegliere tra posizioni, tra scenari che sono tutti poco rassicuranti. Nel caso specifico dell’Iran, quello che dicono gli americani è che non è stato possibile chiudere un accordo con l’Iran sul nucleare iraniano. Ci sono diversi esperti indipendenti che dicono che l’Iran è arrivato a una capacità di arricchimento dell’uranio che viaggia intorno al 60%“, che “è molto superiore a quello che serve per l’uranio a scopi civili e molto vicino a quello che serve per produrre una bomba nucleare”.
“Quindi, diventa uno scenario che devi calcolare sia per quello che ovviamente fronteggi con la guerra sia per la possibile alternativa. Il punto è che chiaramente la guerra non piace a nessuno però qual è il possibile scenario alternativo? Chiaramente, penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota ad una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi”.
Meloni: “Usa erano determinati a trovare accordo, non girarsi dall’altra parte”
“Tutte le volte che io ho parlato con gli americani di questo loro erano determinati a trovare un accordo” mentre “con gli iraniani non c’è un dialogo così franco”, ha dichiarato Meloni.
Giustificare le azioni del presidente Usa, Donald Trump? “Io non penso che sia una questione di giustificare, io penso che sia una questione di verificare. La domanda non è: ti piace la guerra o ti piace la pace? La politica estera una cosa un po’ più complessa. Quindi, anche se tu avessi fatto finta di niente o anche quando dici ‘Condanniamo perché noi abbiamo la certezza che bisogna condannare l’attacco’, senza sapere se effettivamente ci sia la possibilità o meno” di un accordo “o se fosse realistico. È vero che questo accordo con l’Iran si cerca di fare da qualche decennio“, ma “non ci si è riusciti”.
“Del resto, non avrebbe senso che tu arricchissi l’uranio fino al 60% se ti serve per scopi civili. Quindi, oggettivamente, un problema ce lo abbiamo. Anche se noi ci giriamo dall’altra parte e facciamo finta di niente un problema ce l’abbiamo o no?”, ha aggiunto. Prendere una posizione contro gli Stati Uniti? “Anche quello è uno scenario pericoloso ed è pericoloso per te, non per gli americani”, ha detto in un botta e risposta con Mr. Marra.
“Nella mia posizione di presidente del Consiglio mi permetterete che se non ho queste certezze, atteso che è sempre la sicurezza dei cittadini italiani che è a repentaglio, non è perché sono vigliacca o perché non sono lucida o perché non ho il coraggio, ma perché devo fare delle valutazioni più complesse di quelle che chiaramente possono fare tutti gli altri. Perché se tutti gli altri sbagliano valutazione non ci sono conseguenze, io se sbaglio una valutazione le conseguenze ce le ho e le pagano gli altri”.
Meloni: “Russia non vuole nessun tipo di accordo”
Meloni ha parlato anche di un altro conflitto, quello tra Ucraina e Russia. “Che Zelensky non voleva nessun tipo d’accordo mi pare un po’ forte, allo stato attuale mi pare che la Russia non vuole nessun tipo di accordo“, ha affermato la premier.
“Referendum? Votare No non è un affarone, non mi dimetterei“
“Ho detto che se anche il No vincesse, non mi dimetterei, perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani e farmi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto”. Quindi, “temo che se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni e ti ritrovi che ti tieni sia la Meloni e pure una giustizia che non funziona, a me non sembra un affarone. Io consiglierei: intanto porti a casa una giustizia efficiente, indipendentemente da chi andrà al governo il prossimo anno e il prossimo anno ti fai la tua bella campagna elettorale per mandare a casa la Meloni”, ha aggiunto. “Separando le carriere, superi il rischio di condizionamento” dei magistrati. “Vuol dire che, come prevede la Costituzione, di cui gli altri si dicono grandissimi custodi ma non mi pare che lo siano così tanto, rafforzi il giudice, che deve essere terzo e imparziale. Poiché gli argomenti scarseggiano contro una” riforma “di assoluto buon senso, si dice: ‘C’è la deriva illiberale, in Italia attentato alla Costituzione’. Dopodiché tu ti guardi intorno e scopri che in Europa ci sono almeno 21 su 27 membri dell’Unione europea nei quali c’è la separazione delle carriere. E allora io non capisco più, perché a me hanno detto una vita che mi dovevo avvicinare all’Europa, perché non ero abbastanza europeista e, una volta che sono europeista io, mi gridano alla deriva illiberale. Allora non ho capito: sono tutti illiberali in Europa o siamo noi che siamo rimasti indietro? Io penso che siamo noi che siamo rimasti indietro e che è ora di andare avanti”, ha aggiunto.
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