Meloni e Crosetto al Quirinale da Mattarella, e il voto del Parlamento sugli aiuti militari al Golfo

Mar 6, 2026 - 01:30
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Meloni e Crosetto al Quirinale da Mattarella, e il voto del Parlamento sugli aiuti militari al Golfo

L’incontro al Quirinale è arrivato in una delle fasi più delicate della crisi in Medio Oriente. Prima il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: a distanza di circa un’ora entrambi sono saliti al Colle per due colloqui separati con il capo dello Stato Sergio Mattarella, capo supremo delle Forze armate. Sul tavolo gli scenari militari e le possibili scelte del governo italiano mentre il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad allargarsi.

La situazione viene descritta con toni molto preoccupati. Negli ambienti del Quirinale si parla di una crisi «grave», mentre Crosetto avrebbe definito il quadro internazionale «il momento più difficile degli ultimi decenni». La doppia visita al Colle arriva alla vigilia di una giornata parlamentare decisiva: oggi il governo riferirà alle Camere e chiederà il via libera a una risoluzione che offrirà la cornice politica per eventuali aiuti militari agli alleati del Golfo colpiti dalla risposta iraniana agli attacchi di Washington e Tel Aviv.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore di ieri, il colloquio tra Crosetto e Mattarella è servito soprattutto a illustrare il quadro tecnico. L’evoluzione del conflitto, i rischi di escalation e le possibili implicazioni per l’Europa. La premier, invece, avrebbe delineato al presidente le valutazioni politiche dell’esecutivo e le richieste di sostegno arrivate da alcuni Paesi dell’area, in particolare Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait.

La crisi è stata al centro anche di un vertice di governo convocato in mattinata a Palazzo Chigi, con la partecipazione dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dei sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e dei vertici dell’intelligence. Il confronto si è concentrato sugli sviluppi militari e sulle possibili conseguenze economiche del conflitto, mentre cresce la preoccupazione per un ulteriore allargamento dello scontro nella regione.

In questo quadro si inserisce anche il primo contatto diretto tra Roma e Washington dall’inizio della crisi: una telefonata tra il ministro degli Esteri Tajani e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il colloquio ha alimentato indiscrezioni su un possibile utilizzo delle basi militari statunitensi presenti in Italia, anche se fonti di governo assicurano che dagli Stati Uniti non è arrivata alcuna richiesta formale.

Il tema resta comunque sullo sfondo del confronto politico. Secondo quanto trapela, l’Italia potrebbe concedere l’utilizzo delle basi per finalità logistiche – come manutenzione o supporto tecnico alle operazioni – mentre appare molto più difficile immaginare un via libera per missioni offensive dirette contro l’Iran.

La giornata di oggi sarà dunque decisiva anche sul piano parlamentare. Tajani riferirà alla Camera alle 10 del mattino, mentre Crosetto parlerà al Senato nel pomeriggio. Al termine delle comunicazioni sarà votata una risoluzione di maggioranza che dovrebbe autorizzare il governo a fornire aiuti militari difensivi ai Paesi del Golfo sotto attacco.

Secondo fonti parlamentari, il documento si concentrerà in particolare su sistemi di difesa: supporto anti-drone, munizioni e, se necessario, il dispiegamento di un sistema Samp-T per la difesa aerea. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche il possibile invio di una fregata della Marina militare italiana nelle acque di Cipro, Paese membro dell’Unione europea che nelle ultime ore è stato coinvolto indirettamente nelle tensioni regionali.

La scelta di passare attraverso una risoluzione parlamentare – e non con un decreto legge – consentirebbe al governo di ottenere un mandato politico dalle Camere mantenendo un margine di flessibilità operativa. Le eventuali decisioni operative dovrebbero comunque essere comunicate al Copasir, il comitato parlamentare che vigila sui servizi di intelligence.

Il voto però si inserisce in un quadro politico non privo di tensioni. Nella maggioranza la Lega invita alla cautela e insiste sulla necessità di lavorare per una de-escalation del conflitto, mentre le opposizioni promettono battaglia soprattutto sul nodo delle basi militari e sul rischio di un coinvolgimento diretto dell’Italia nelle operazioni militari.

Per ora l’esecutivo prova a mantenere una linea di equilibrio: sostegno agli alleati e protezione delle infrastrutture strategiche, ma evitando passi che possano trasformare il ruolo italiano da partner logistico a parte attiva nel conflitto. Una linea che nelle prossime ore dovrà passare dal vaglio del Parlamento, mentre la crisi regionale continua a evolversi rapidamente.

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Redazione Redazione Eventi e News