Nucleare, l'impianto iraniano di produzione di acqua pesante di Khondab non è più operativo

Con un post su X, l’internationaln atomic energy agency (Iaea) ha comunicato che «Sulla base di un'analisi indipendente di immagini satellitari e della conoscenza dell'impianto, l'Iaea ha confermato che l'impianto di produzione di acqua pesante di Khondab, che l'Iran aveva segnalato come oggetto di un attacco il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo. L'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato».
Il 28 marzo l'amministratore delegato del gigante del nucleare russo Rosatom, Alexei Likhachev, ha annunciato che «Altre 163 persone sono state evacuate in Russia dalla centrale nucleare iraniana di Bushehr» e ha aggiunto che «Nessuno è rimasto ferito nell'attacco di ieri alla centrale nucleare. l'attacco ha minacciato la sicurezza nucleare».
Bushehr è l'unica centrale nucleare operativa in Iran. L'unità 1, completata con la partecipazione russa, è stata collegata alla rete elettrica nel settembre 2011. La costruzione della seconda fase, che prevede la realizzazione di due reattori nucleari, è stata sospesa a causa della guerra in Medio Oriente. Secondo l’Iaea, la centrale nucleare è stata attaccata il 17 e il 24 marzo, ma non si sono registrate vittime.
Il Wall Street Journal scrive che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rimane «Generalmente aperto all'idea» di lanciare un raid delle forze speciali contro un sito nucleare iraniano per impossessarsi di circa 450 chilogrammi di uranio arricchito che si ritiene siano lì immagazzinati. Inoltre, Trump ha detto al Financial Times di non escludere la possibilità che le forze americane si impadroniscano dell'isola di Kharg per prendere il controllo delle esportazioni petrolifere della Repubblica islamica: Ad essere sincero, la cosa che preferisco è impadronirmi del petrolio iraniano, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: “Perché lo fai?” Ma sono persone stupide. Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni».
Intanto, il presidente Usa continua a dire che i negoziati diretti e indiretti con l'Iran «Stanno andando estremamente bene» e che Teheran «farà tutto ciò che vogliamo che faccia».
Non sembra proprio, almeno a sentire il deputato iraniano Alaeddin Borujerdi, membro della Commissione per la sicurezza nazionale, che ha detto all’agenzia russa Ria Novosti che «L'Iran potrebbe ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) perché, dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele, un'ulteriore partecipazione sarebbe diventata inutile. L’Iran non sta cercando di sviluppare una bomba nucleare, ma non possiamo allo stesso tempo rispettare le regole del gioco ed essere bombardati. In definitiva, è giunto il momento di ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare».
Da un altro fronte di guerra con centrali nucleari a rischio, anche il presidente Vlodimir Zelensky sembra volersi dorare di armi nucleari: in un'intervista concessa il 27 marzo a Le Monde ha detto che «Quando tutti dicono che l'Ucraina non vincerà questa guerra perché la Russia è una potenza nucleare, allora ditemi, quali garanzie di sicurezza dovrebbe avere l'Ucraina per opporsi? Quali? La NATO? Le armi nucleari? Bene, allora la gente dovrebbe parlare con noi allo stesso modo». Zelensky ha poiu ammesso che «Finora nessuno ci ha fatto questa domanda, Trovo sbalorditivo che nessuno parli della Russia, almeno non negli stessi termini».
E il rischio che qualcuno pensi di risolvere guerre incancrenite utilizzando l’arma atomica è stato denunciato dal diplomatico libanese Mohamad Safa, direttore esecutivo e rappresentante all’Onu della PVA Patriotic Vision, che si è dimesso dal suo incarico accusando le Nazioni Unite di far finta di non vedere che gli Usa e Israele si stanno preparando ad utilizzare armi nucleari in Iran.
Safa scrive: «Non credo che la gente comprenda la gravità della situazione, mentre le Nazioni Unite si preparano a un possibile utilizzo di armi nucleari in Iran. Questa è un'immagine di Teheran. Per voi, falchi guerrafondai ignoranti, che non avete mai viaggiato e non avete mai prestato servizio militare, che vi leccate i baffi al solo pensiero di bombardarla. Non è un deserto scarsamente popolato. Ci sono famiglie, bambini, animali domestici. Persone normali della classe lavoratrice con dei sogni. Siete malati a volere la guerra. Teheran è una città di quasi 10 milioni di abitanti. Immaginate di bombardare con armi nucleari Washington, Berlino, Parigi, Londra o qualsiasi altra città. Ho rinunciato alla mia carriera diplomatica per divulgare queste informazioni. Ho sospeso le mie funzioni per non essere partecipe o testimone di questo crimine contro l'umanità, nel tentativo di prevenire un inverno nucleare prima che sia troppo tardi. Ieri, quasi dieci milioni di persone hanno protestato con lo slogan "No Kings" negli Stati Uniti. La possibilità dell'uso di armi nucleari deve essere presa molto seriamente. È pericoloso. Agite ora. Diffondete questo messaggio in tutto il mondo. Scendete in piazza. Protestate per la nostra umanità e per il nostro futuro. Solo il popolo può fermarlo. La storia si ricorderà di noi».
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




