Ora anche Confindustria critica il governo Meloni: «Il decreto fiscale penalizza le imprese, tradita la fiducia»

Mar 30, 2026 - 21:30
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Ora anche Confindustria critica il governo Meloni: «Il decreto fiscale penalizza le imprese, tradita la fiducia»

Il governo ha tradito la fiducia delle imprese. A denunciarlo è Confindustria, che con una nota e con una serie di dichiarazioni delle sue figure di vertice sottolinea tutte le disposizioni penalizzanti introdotte dall’esecutivo nel nuovo decreto fiscale. Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale alla fine della scorsa settimana e non ci è voluto molto a Viale dell’Astronomia per capire tutte le criticità insite nel documento, a cominciare dal fatto che il decreto introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il provvedimento prevede infatti un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto e inoltre, come sottolineato in una dichiarazione del vice presidente per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare: «Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso».

A generare ancora più irritazione in Confindustria nei confronti di Palazzo Chigi c’è il fatto che a novembre gli industriali avevano avuto rassicurazioni dal Governo sul fatto che le cosiddette imprese “esodate” del 5.0 avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano Transizione 5.0, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. «Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia».

Ecco perché il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che pure in questi mesi non ha fatto mancare il suo consenso per le politiche del governo Meloni, ha chiesto «con urgenza» già per questa settimana l’apertura di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. «È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale. La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi».

La posizione di Confindustria richiama esplicitamente le rassicurazioni ricevute nei mesi precedenti, evidenziando una discontinuità tra quanto annunciato da Palazzo Chigi e dai vari ministeri e quanto invece è previsto ora nel decreto. Il tema si sposta dunque dalla singola misura a un problema più ampio di affidabilità del quadro normativo. «Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia», è il messaggio dei vertici confindustriali. Che ora chiedono un intervento rapido già nel passaggio parlamentare del decreto, per riallineare le misure agli impegni assunti. Tra l’altro, se dal Mimit hanno fatto sapere che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento, che le imprese stanno aspettando da tre mesi la cui piena operatività sembra ancora lontana, la risposta di Confindustria è chiara: prima si paghi iI debito con le imprese esodate del 5.0. Conclude Nocivelli: «Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia