Più rinnovabili, più pace e bollette più basse. La Toscana punta sulla transizione con Legambiente

Mar 29, 2026 - 14:30
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Più rinnovabili, più pace e bollette più basse. La Toscana punta sulla transizione con Legambiente

Nel giorno della grande manifestazione nazionale “No kings Italy” in corso a Roma, contro le guerre e l’autoritarismo, Legambiente Toscana ha portato a Firenze – con la media partnership di greenreport – un Forum Energia di alto livello, mettendo a confronto ecologisti e pubbliche istituzioni per capire come conquistare davvero maggiore sovranità a favore dei cittadini: la soluzione è portare avanti la transizione ecologica investendo sulle energie rinnovabili, in grado di liberarci dal giogo dei combustibili fossili che nel solo 2025 l’Italia ha importato pagando ben 46 miliardi di euro. Un dato mostre che quest’anno è destinato a salire ancora, a causa dell’ennesimo shock energetico innescato dalla guerra scatenata lo scorso 28 febbraio da Usa e Israele contro l’Iran, e ormai allargata all’intero Medio Oriente.

Difendere la transizione energetica, per Legambiente, significa difendere la pace. «Aprire una nuova e generosa fase della transizione energetica è fondamentale per molti buoni motivi: morali, economici, geopolitici e strategici – argomenta Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – Occorre ora contemplare un maggior protagonismo partecipativo per i territori, sapendo che gli impianti dovranno necessariamente declinarsi in ogni provincia toscana secondo vocazioni e idoneità specifiche, luogo per luogo. In queto senso, questa conversione energetica dovrà avvalersi di un sincronismo perfetto tra progetto energetico e progetto di paesaggio».

A che punto siamo? La volontà politica di portare avanti la transizione energetica c’è, come evidenziato in apertura dal governatore Eugenio Giani e dall'assessore David Barontini, a partire dalla fonte che più di ogni altra e da sempre caratterizza la Toscana: la geotermia, grazie al rinnovo ventennale delle concessioni geotermiche accordato nel febbraio 2025 dalla Regione Toscana in favore di Enel green power, a fronte di un accordo industriale che prevede nuovi investimenti da 3 miliardi di euro (che arrivano a 7,4 mld di euro contando anche costi d’esercizio e manutenzione ordinaria), comprensivi di 400 mln di euro in “compensazioni” ai territori interessati, di 200 destinati all’area amiatina.

giordano giani 2026

Sul fronte delle rinnovabili, però, di fatto anche la Toscana avanza ancora al rallentatore. Guardando a eolico e fotovoltaico, i dati Terna mostrano che a fine 2025 c’è un gap di 207 MW non installati rispetto ai pur timidi obiettivi definiti per la nostra regione dal Governo Meloni; la geotermia invece è in attesa che gli ingenti investimenti previsti da Enel green power – il gestore delle centrali, che ha visto rinnovate per vent’anni le relative concessioni minerarie – possano effettivamente dispiegarsi, dato che la questione è finita nel ginepraio dei ricorsi al Tar da parte dei comitati “ambientalisti” contro le rinnovabili (e dunque implicitamente a favore dello status quo fossile).

Il decreto prevede la necessità d’installare +80 GW dal 2021 al 2030 – a livello nazionale ne servirebbero 11 l’anno – di cui almeno 4,25 GW in Toscana. A fronte degli attuali 2,97 GW installati oggi in Toscana, si tratta di raddoppiare in soli 5 anni fino almeno a 6,6 GW di potenza rinnovabile complessiva al 2030.

Si tratta di una partita che si giocherà non solo sulle aree idonee, in fase di definizione in Consiglio regionale, ma soprattutto su quelle “non idonee” dove di fatto è possibile proporre l’installazione d’impianti ma passando attraverso procedure autorizzative ordinarie.

Il motivo è molto semplice, come spiegato dal direttore “Tutela dell’Ambiente ed Energia” della Regione, Andrea Rafanelli: declinare la norma nazionale in Toscana significa non andare oltre al 4% di territorio idoneo per il fotovoltaico e uno 0% spaccato per l’eolico.

bozza aree idonee toscana

La buona notizia? Per traguardare i target al 2030, se per pura ipotesi di lavoro si dovessero concentrare le installazioni solo sulla tecnologia fotovoltaica, basterebbero 40 kmq coperti da pannelli a fronte di circa 23mila kmq di superficie regionale. Come si concilia dunque la necessaria installazione di impianti rinnovabili di grande taglia con la tutela – non l’immodificabilità – dei celebri paesaggi toscani? «Stresso qui solo tre sostantivi, in modo didascalico – snocciola Ferruzza – Perché la risposta meriterebbe molte pagine di riflessione accurata. Le tre parole d’ordine sono, in sequenza: pianificazione, partecipazione, qualità progettuale. Noi dobbiamo trasformare il nostro paesaggio, già ferito da consumo di suolo e crisi climatica, per “migliorarlo”, non certo per sfigurarlo. È un compito difficile, ma merita di esser declinato con le migliori competenze di cui la nostra regione è dotata. Come fecero magistralmente i nostri “mezzadri” per quasi cinque secoli, modellando il meraviglioso paesaggio rurale toscano».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia