Quello 2026 è stato il quarto marzo più caldo mai registrato, con temperature del mare tornate a livelli quasi record

Aprile 11, 2026 - 01:30
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Quello 2026 è stato il quarto marzo più caldo mai registrato, con temperature del mare tornate a livelli quasi record

Avete patito, un paio di settimane fa, per un’ondata di freddo anomala per i primi giorni di primavera? Ebbene, sappiate che nonostante quell’abbassamento repentino delle temperature, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali. A segnalarlo è il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). Il C3S conferma inoltre che il mese che ci siamo da poco lasciati alle spalle ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño.

Le giornate di freddo che hanno caratterizzato gran parte dell’Italia alla fine del mese scorso sono state registrate anche in altri paesi del continente, ma nonostante questo in Europa si è registrato complessivamente il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni.

Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati.

Spiega Carlo Buontempo, che è il direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf. «I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici. Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico, ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima».

Leggendo nel dettaglio i dati relativi alla temperatura dell’aria superficiale e alla temperatura superficiale del mare, si apprende che la prima è stata di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020 (l marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024). La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025.

Al di fuori dell'Europa, le temperature più elevate rispetto alla media sono state più marcate negli Stati Uniti – dove un’ondata di caldo prolungata ha colpito la parte occidentale del Paese – in gran parte dell'Artico, nella Russia nord-orientale e in alcune zone dell'Antartico. Al contrario, condizioni insolitamente fredde si sono verificate in Alaska, nella maggior parte del Canada, nella Groenlandia meridionale e nella Siberia nord-occidentale.

Per quanto riguarda poi la temperatura superficiale del mare, gli esperti segnalano 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese (il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l’ultimo fenomeno di El Niño). Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell'anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024.

Queste temperature impattano anche sul ghiaccio. Nell’Artico, l’estensione media del ghiaccio marino nel mese di marzo è stata del 5,7% inferiore alla media, la più bassa mai registrata per questo mese, sebbene solo leggermente al di sotto del precedente record di marzo stabilito nel 2025 (5,6% inferiore alla media). L’estensione giornaliera del ghiaccio marino artico ha raggiunto il massimo invernale più basso in assoluto, eguagliando il record negativo stabilito nel marzo 2025.

A livello regionale, la copertura di ghiaccio marino è risultata maggiormente inferiore alla media nel Mare di Barents settentrionale e nella regione delle Svalbard, oltre che nel Mare di Ochotsk, e durante il mese per entrambi sono state registrate condizioni molto più calde della media.

In Antartide, l’estensione mensile del ghiaccio marino è stata del 10% inferiore alla media di marzo, collocandosi al di fuori delle dieci più basse per il mese, dopo quattro anni di anomalie negative molto più marcate nel mese di marzo (dal 20% al 33% al di sotto della media).

Inevitabile l’impatto anche sulla situazione idrologica. Gran parte dell’Europa continentale ha registrato condizioni più secche della media. Al contrario, l’Islanda, il nord del Regno Unito, gran parte della Scandinavia, molte regioni del Mediterraneo e del Caucaso sono state più umide della media. In alcuni casi, le forti precipitazioni, spesso associate al passaggio di tempeste, hanno causato inondazioni.

Al di fuori dell’Europa, le regioni extratropicali più umide della media hanno incluso gli Stati Uniti orientali e occidentali e il Canada, gran parte dell'Australia, il Cile meridionale, il Brasile orientale, alcune zone del Medio Oriente e parti dell'Asia orientale e dell'Africa sud-orientale. Le regioni più secche della media hanno incluso gli Stati Uniti meridionali e il Messico settentrionale, la Cina sud-orientale, alcune zone del Sud America e l'Australia occidentale.

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