“Un centro di medicina dello sport nel nuovo stadio Ferraris”, la proposta di Linea Condivisa per evitare “una cattedrale nel deserto”

Genova. “La riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris è un passaggio necessario e condivisibile, come avuto modo di ribadire in commissione e in sinergia con l’impostazione data dall’amministrazione. Ma pensare che basti un intervento architettonico per risolvere i problemi sarebbe un errore”.
Questo il commento sul progetto di rifacimento dello storico stadio di Marassi rilanciato dal consigliere regionale e rappresentante di Linea Condivisa Gianni Pastorino e Filippo Bruzzone, consigliere comunale e rappresentante di Linea Condivisa. Un commento che racchiude una proposta precisa e controcorrente: “Da troppo tempo lo stadio è stato vissuto come una ‘cattedrale nel deserto’: utilizzato solo nei giorni di partita e spesso percepito dai residenti come fonte di disagi, senza una reale integrazione con il territorio. Per questo serve un cambio di impostazione. La nostra proposta è chiara – scrivono in una nota congiunta – affiancare al progetto di riqualificazione la realizzazione di un centro pubblico specializzato nella medicina dello sport all’interno del Ferraris. Un presidio con una funzione concreta e continuativa. Un centro capace di diventare punto di riferimento per tutte le discipline sportive, non solo professionistiche ma anche amatoriali, in grado di promuovere la salute attraverso lo sport e diffondere corretti stili di vita“.
“L’obiettivo è trasformare lo stadio in uno spazio vivo dove sport, cultura, commercio e servizi devono convivere, ma con un elemento in più: una presenza pubblica forte, capace di dare senso e continuità all’utilizzo dell’impianto – sottolineano i consiglieri – Un presidio sanitario di questo tipo, integrato con il servizio sanitario pubblico, permetterebbe di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita, promuovendo una pratica sportiva sicura e accessibile, adeguata alle diverse età e condizioni – concludono Pastorino e Bruzzone – Serve un impegno chiaro tra Comune e Regione per valorizzare uno spazio pubblico strategico. Lo sport non può essere solo spettacolo o business, ma deve diventare uno strumento di salute, inclusione e qualità della vita. Ci mettiamo a disposizione nelle sedi istituzionali per raggiungere questo importante obiettivo. Questa è dunque la sfida: trasformare lo stadio da luogo episodico a presidio stabile per la città”.
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