Geoscambio, arriva la svolta: il nuovo decreto semplifica le autorizzazioni per la geotermia a bassa entalpia

Una spinta concreta alla transizione energetica e alla riduzione della dipendenza dal gas arriva dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che in data 2 aprile 2026 ha annunciato un nuovo decreto finalizzato a semplificare ed armonizzare il quadro autorizzativo degli impianti geotermici a circuito chiuso (sonde geotermiche) per la climatizzazione degli edifici. Il provvedimento introduce infatti un sistema più semplice, rapido e uniforme su tutto il territorio nazionale, facilitando la diffusione di tecnologie sostenibili come le pompe di calore geotermiche.
L’obiettivo è chiaro: accelerare l’adozione di sistemi di geoscambio, rendendoli accessibili non solo dal punto di vista economico, ma anche burocratico. Fino ad oggi, infatti, uno dei principali ostacoli allo sviluppo della geotermia a bassa entalpia era rappresentato dalla complessità e non uniformità delle procedure autorizzative, spesso differenziate a livello regionale.
Il decreto si concentra su gli impianti a circuito chiuso, ovvero sonde geotermiche verticali che non comportano prelievo di acqua dal sottosuolo ma si limitano allo scambio termico. Per queste soluzioni, considerate tra le più sicure e sostenibili, il decreto innalza le soglie di profondità entro cui non è richiesta la concessione mineraria. Si tratta di un passaggio rilevante, che riconosce il sottosuolo come risorsa termica locale e ne facilita l’utilizzo per applicazioni civili standard.
Tra le principali novità introdotte dal decreto spicca una significativa semplificazione per i piccoli impianti a servizio di edifici singoli o distretti produttivi. In molti casi, questi interventi rientreranno infatti nel regime di edilizia libera o saranno soggetti a una semplice Procedura Abilitativa Semplificata (PAS).
Se questo decreto rappresenta un passo decisivo per la diffusione dei sistemi a circuito chiuso, rimane tuttavia aperto il fronte dei sistemi geotermici a circuito aperto. In tale ambito persistono infatti differenze significative tra le discipline regionali, in particolare per quanto riguarda le autorizzazioni al prelievo e alla reimmissione delle acque sotterranee. Un’armonizzazione a livello nazionale appare quindi necessaria per offrire maggiore certezza agli operatori e favorire lo sviluppo equilibrato di tutte le tecnologie geotermiche disponibili.
Il provvedimento introduce inoltre misure di sostegno per il sistema produttivo e per le Comunità Energetiche Rinnovabili. Sono previsti incentivi specifici per le imprese che intendono decarbonizzare i propri processi termici, con un rafforzamento degli strumenti fiscali a supporto dell’installazione di sonde geotermiche in ambito industriale. Allo stesso tempo, la geotermia viene valorizzata come fonte “baseload”, in grado cioè di garantire una produzione continua e stabile di energia termica, contribuendo a compensare l’intermittenza tipica delle fonti rinnovabili come il solare e l’eolico.
Le ricadute attese sono molteplici. Da un lato, il decreto rappresenta un passo importante verso la riduzione della dipendenza dal gas naturale per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. Dall’altro, offre alle imprese energivore un’opportunità concreta per contenere i costi energetici nel medio-lungo periodo, migliorando al contempo la sostenibilità dei processi produttivi e la sostenibilità ambientale, riducendo la combustione di gas climalteranti.
La diffusione capillare dei sistemi di geoscambio potrebbe quindi contribuire a valorizzare risorse locali spesso inutilizzate, con benefici sia ambientali sia economici.
Il decreto rappresenta anche il risultato di un percorso di confronto istituzionale e tecnico. In particolare, recepisce alcune proposte di modifica al Decreto Legislativo n. 190 del 25 novembre 2024, avanzate nel corso dell’audizione del 28 ottobre 2025 presso le Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati. Un contributo rilevante è arrivato dal lavoro congiunto di Unione Geotermica Italiana, Consiglio Nazionale dei Geologi e della Piattaforma Geotermia, da anni impegnate nella promozione e nello sviluppo del settore.
Con questo intervento normativo, la geotermia si candida a diventare uno dei pilastri della transizione energetica nazionale, offrendo una soluzione efficiente, continua e a basso impatto per la climatizzazione degli edifici.
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