Recensione HP OmniBook Ultra Flip 14: OLED 3K touch, Lunar Lake e tanta autonomia

Mar 14, 2026 - 11:00
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Recensione HP OmniBook Ultra Flip 14: OLED 3K touch, Lunar Lake e tanta autonomia

Dal punto di vista estetico HP ha scelto una strada elegante e minimalista. L'OmniBook Ultra Flip 14 è costruito interamente in alluminio con finitura sabbiata, una superficie liscia e molto piacevole al tatto che trasmette immediatamente una sensazione di prodotto premium. Il colore della nostra unità è Atmospheric Blue, una tonalità scura e raffinata che rimane piuttosto discreta ma che cambia leggermente riflesso a seconda della luce.

La superficie tende a trattenere qualche impronta, come spesso accade con finiture di questo tipo, ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare e nel complesso il portatile mantiene facilmente un aspetto pulito.

La qualità costruttiva è davvero convincente. La scocca è molto rigida e durante l'uso non abbiamo percepito flessioni né nella zona della tastiera né nel coperchio del display. È un aspetto particolarmente importante per un convertibile, dove la struttura deve sopportare sollecitazioni maggiori rispetto a un classico laptop.

La cerniera a 360 gradi è solida e ben calibrata. Permette di utilizzare il dispositivo nelle modalità laptop, tenda, presentazione e tablet, mantenendo sempre una buona stabilità. Anche ruotando completamente lo schermo non si ha mai la sensazione che la struttura sia fragile o poco solida.

Il peso è di 1,34 kg. Non è tra i più bassi in assoluto nella categoria degli ultrabook da 14 pollici, ma il bilanciamento è molto buono e nell'uso quotidiano non si percepisce come un portatile pesante, soprattutto considerando la costruzione interamente in metallo e la batteria da 64 Wh.

Interessante anche la disposizione delle porte, che HP ha scelto di posizionare in modo piuttosto originale. Le due Thunderbolt 4 si trovano infatti negli angoli posteriori del portatile, con un'inclinazione che permette di collegare facilmente i cavi senza intralciare i lati del dispositivo. La terza porta USB-C si trova invece sul lato destro. È una soluzione insolita ma che, nella pratica, si è rivelata sorprendentemente comoda nell'uso quotidiano.

La dotazione comprende:

  • 2 Thunderbolt 4 (USB-C, 40 Gbps, DisplayPort 2.1, Power Delivery, HP Sleep and Charge)
  • 1 USB-C 10 Gbps (DisplayPort 1.4a, Power Delivery, HP Sleep and Charge)
  • jack combinato cuffie/microfono

Non è una connettività particolarmente ricca, ma è perfettamente in linea con quella che oggi troviamo sulla maggior parte degli ultrabook sottili di fascia premium.

HP ha fatto un buon lavoro anche sulla parte di input, un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che nell'uso quotidiano fa davvero la differenza.

La tastiera è comoda e ben riuscita. La corsa dei tasti non è dichiarata ufficialmente, ma nell'uso pratico offre un'escursione soddisfacente e un feedback molto piacevole, con una risposta precisa e abbastanza morbida da risultare confortevole anche durante sessioni di scrittura prolungate. È una di quelle tastiere su cui si riesce a prendere ritmo abbastanza velocemente.

Il layout è ANSI con tasti italiani, una soluzione un po' atipica ma che ormai si vede sempre più spesso sui laptop. Non è presente il tastierino numerico, una scelta comprensibile considerando il formato compatto da 14 pollici.

Interessante anche la gestione dei tasti funzione, che di default attivano direttamente le funzioni secondarie, come regolazione della luminosità, apertura della calcolatrice o controllo della retroilluminazione, senza dover premere il tasto FN. È una configurazione che molti utenti preferiscono perché rende più immediato l'accesso alle funzioni più utilizzate.

Il tasto Esc integra anche un lettore di impronte digitali per usare il sistema di sblocco Windows Hello. Non è dei migliori mai provati, ma con un po' di pratica riuscirete a usarlo "bene".

La tastiera è inoltre retroilluminata con luce bianca, uniforme e visibile anche in ambienti poco illuminati.

Molto convincente anche il trackpad, che è ampio e molto piacevole al tatto. La superficie sembra essere in vetro e scorre bene sotto le dita, ma la particolarità è un'altra: il clic è aptico. In pratica non c'è un vero meccanismo fisico che si muove, ma un feedback aptico che simula la pressione, un po' sulla falsa riga del Force Touch dei MacBook.

Il risultato è molto interessante perché il clic risulta sempre uniforme su tutta la superficie del trackpad e la sensazione di pressione è precisa e ben calibrata. Dopo pochi minuti di utilizzo ci si abitua completamente e l'esperienza risulta davvero piacevole.

Uno dei punti di forza dell'HP OmniBook Ultra Flip 14 è senza dubbio il display. HP ha scelto un pannello OLED da 14 pollici con risoluzione 3K (2880 × 1800 pixel), una combinazione che oggi rappresenta una delle soluzioni più interessanti per gli ultrabook premium. Il pannello è protetto da un vetro edge-to-edge Corning Gorilla 5

La qualità dell'immagine è eccellente. Come ci si aspetta da un buon pannello OLED, i neri sono perfetti, il contrasto è praticamente infinito e i colori risultano molto vividi senza apparire artificiali. Anche la definizione è molto elevata grazie alla risoluzione 3K, che su una diagonale da 14 pollici restituisce testi estremamente nitidi e un'ottima resa generale dell'immagine.

Il display supporta inoltre un refresh rate variabile fino a 120 Hz, che rende l'interfaccia di Windows e lo scorrimento delle pagine molto più fluidi rispetto ai classici pannelli a 60 Hz. Non è un laptop pensato per il gaming, ma la maggiore fluidità si percepisce chiaramente anche nelle attività quotidiane. C'è anche un ottimo tempo di risposta di appena 0,2 ms.

Si tratta ovviamente di uno schermo touch, come ci si aspetta da un convertibile, e l'esperienza con il tocco è precisa e reattiva. Nelle modalità tenda o tablet risulta quindi perfettamente sfruttabile per navigazione, streaming o utilizzo più casual.

L'unico vero compromesso è rappresentato dal fatto che la superficie è lucida. Non è una sorpresa su un convertibile con pannello touch e OLED, ma significa che in ambienti molto luminosi o all'aperto i riflessi possono diventare abbastanza evidenti. Non è un problema grave nella maggior parte delle situazioni, ma è un aspetto da tenere in considerazione. Si parla di 400 nit in SDR, 500 nit in HDR e un rapporto di contrasto display di 1000000:1. Non male neanche la copertura degli spazi colore (P3 99,8%, sRGB 100%, Adobe RGB 1998 97%, DCI-P3 100%). L'assenza di GPU non lo rende adatto a creatori di contenuti foto/video, ma il pannello in tal senso riuscirebbe a stargli dietro.

Molto buona anche la sezione audio. Il portatile integra quattro altoparlanti con supporto DTS:X Ultra, tecnologia HP Audio Boost e ottimizzazione Poly Studio. La resa è convincente per la categoria: il volume è elevato, il suono rimane abbastanza pulito anche a livelli più alti e la separazione tra le frequenze è buona per un laptop così compatto.

Non è ovviamente un sistema pensato per sostituire casse dedicate, ma per contenuti multimediali, streaming o anche qualche sessione di gioco occasionale l'esperienza è più che soddisfacente. È uno di quei portatili che si possono usare tranquillamente senza cuffie nella maggior parte delle situazioni.

A bordo troviamo anche una webcam da ben 9 megapixel con shutter fisico per quando non la usate e microfoni digitali dual-array integrati. Mi hanno forse sorpreso di più i microfoni della webcam. Quest'ultima, come tutte le webcam (incluse quelle che usa Apple), senza un'illuminazione decente non ottiene grossi risultati, ma se non altro HP ha integrato un tool software che usa il display come fosse un LED Ring per illuminarvi il volto. I microfoni invece sono appunto meglio del previsto.

Sotto la scocca dell'HP OmniBook Ultra Flip 14 troviamo una piattaforma hardware di fascia alta basata sui nuovi processori Intel Core Ultra di ultima generazione (Lunar Lake). La configurazione che abbiamo provato è equipaggiata con Intel Core Ultra 9 288V, uno dei modelli più potenti della serie.

Si tratta di un processore progettato con un obiettivo molto preciso: offrire buone prestazioni mantenendo consumi contenuti, una filosofia che si riflette anche nei valori di potenza impostati da HP. Il PL1 è di 30W, che corrisponde di fatto al TDP dichiarato da Intel, mentre il PL2 arriva a 37W. In altre parole non siamo di fronte a una CPU progettata per spingere al massimo i consumi come accade nei laptop più votati alle prestazioni pure, ma piuttosto a un chip pensato per mantenere un ottimo equilibrio tra potenza ed efficienza energetica.

La nostra configurazione include 32 GB di RAM LPDDR5X. È importante sottolineare che la memoria è integrata direttamente nel package del processore, quindi non è espandibile. Nel caso specifico si tratta di otto moduli da 4 GB, che permettono al sistema di lavorare in quad-channel, offrendo una larghezza di banda molto elevata che aiuta in particolare la GPU integrata a esprimersi al meglio.

Lo storage è affidato a un SSD NVMe da 1 TB, che nei nostri test con CrystalDiskMark ha raggiunto oltre 7000 MB/s in lettura e circa 6500 MB/s in scrittura, valori perfettamente in linea con un SSD PCIe Gen4 di fascia alta.

Per quanto riguarda le prestazioni pure, i benchmark confermano il posizionamento di questa piattaforma. In GeekBench 6 il processore ha ottenuto 2940 punti in single core e circa 11.300 punti in multi core, mentre la GPU integrata Intel Arc raggiunge circa 32.000 punti nel test GPU. In Cinebench 2024 abbiamo registrato 120 punti in single core e circa 580 punti in multi core, risultati che collocano questo processore tra le soluzioni più veloci nel panorama degli ultrabook a basso consumo.

Anche i test più orientati all'uso reale restituiscono un quadro coerente. In PCMark 10 Extended il portatile ha totalizzato circa 7900 punti, con risultati particolarmente elevati nelle attività quotidiane (oltre 10.000 punti nella sezione Essential e circa 13.000 in Productivity), confermando l'ottima reattività del sistema nelle attività di tutti i giorni. Buono anche il comportamento nella creazione di contenuti digitali, con oltre 10.500 punti nella sezione Digital Content Creation.

La GPU integrata Intel Arc si comporta meglio rispetto alle generazioni precedenti di grafica integrata Intel, come dimostrano i risultati in 3DMark: Night Raid supera i 33.900 punti, mentre nei test più pesanti come Time Spy e Fire Strike abbiamo registrato rispettivamente 4080 e 8250 punti. Anche il test Port Royal dedicato al ray tracing, dove ha ottenuto 2080 punti, mostra come queste nuove GPU integrate siano ormai in grado di gestire carichi grafici più complessi rispetto al passato.

Come test limite lo abbiamo provato con ARC Raiders. La GPU non riesce a gestirlo, ma è comunque possibile farlo girare a 30/40 fps con dettagli bassi e tutte le tecniche possibili di frame generation (quelle di AMD si possono usare anche con chip Intel) e upscaling (XeSS). Se vi accontentate di titoli meno recenti potreste ottenere grosse soddisfazioni, a patto di non giocare al massimo della risoluzione consentita dal display.

Insomma, non si tratta di un laptop pensato per il gaming, ma le prestazioni della GPU integrata sono più che sufficienti per editing fotografico, qualche progetto creativo leggero e anche per qualche gioco occasionale.

Scheda tecnica – HP OmniBook Ultra Flip 14

  • Processore: Intel Core Ultra 9 288V (architettura Lunar Lake, NPU integrata per funzionalità AI)
  • Grafica: GPU integrata Intel Arc
  • RAM: 32 GB LPDDR5X (integrata nel package della CPU, configurazione quad-channel, non espandibile)
  • Archiviazione: SSD NVMe da 1 TB
  • Display: 14" OLED touch, Risoluzione 3K (2880 × 1800), Formato 16:10, Refresh rate variabile 48–120 Hz, Luminosità fino a 400 nit
  • Connettività wireless: Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4
  • Porte: 2× Thunderbolt 4 (USB-C, 40 Gbps, DisplayPort 2.1, Power Delivery, HP Sleep and Charge), 1× USB-C 10 Gbps (DisplayPort 1.4a, Power Delivery), jack audio combinato 3,5 mm
  • Audio: Quattro altoparlanti con DTS:X Ultra, HP Audio Boost, Poly Studio
  • Webcam: 9 MP con sensore IR e funzioni AI per Windows Hello
  • Batteria: 64 Wh (6 celle), ricarica tramite USB-C con alimentatore da 65 W, 50% di ricarica in circa 45 minuti
  • Sistema operativo: Windows 11
  • Peso: 1,34 kg
  • Dimensioni: 31,37 x 21,62 x 1,49 cm
  • Materiali: scocca in alluminio con finitura sabbiata, colore Atmospheric Blue

La piattaforma Intel Lunar Lake è progettata per lavorare con consumi relativamente contenuti, e questo si riflette anche nel comportamento termico dell'HP OmniBook Ultra Flip 14.

Durante il nostro stress test combinato con Prime95 e FurMark 2, quindi con CPU e GPU sotto carico contemporaneamente, il portatile ha mostrato un comportamento molto stabile. Dopo circa 20 minuti di carico continuo, la temperatura media del package della CPU si è stabilizzata attorno ai 62°C, con un picco massimo di 84°C. Nel funzionamento normale durante lo stress la temperatura oscillava tra 61 e 65°C, senza alcun episodio di thermal throttling.

Sono valori decisamente buoni per un convertibile sottile come questo.

Anche le temperature superficiali rimangono piuttosto contenute. La zona dove si poggiano i polsi resta fresca, con valori tra 26 e 29°C, mentre la tastiera arriva a circa 34°C, quindi appena tiepida al tatto. Il punto più caldo è la fascia metallica tra tastiera e display, che può raggiungere circa 37°C, ma è una zona che normalmente non si tocca durante l'utilizzo.

La scocca inferiore arriva invece attorno ai 40°C, una temperatura che si percepisce chiaramente se si tiene il portatile sulle gambe durante carichi pesanti. Nulla di anomalo, ma in queste condizioni l'uso in grembo non è l'ideale.

Dal punto di vista energetico il sistema, durante il test combinato, ha mostrato consumi complessivi attorno ai 60W di media. In questo scenario la sola CPU lavora mediamente attorno ai 20W, mentre il resto del consumo è dovuto alla GPU integrata e alla NPU, entrambe attive durante il carico.

Nell'utilizzo quotidiano l'HP OmniBook Ultra Flip 14 si comporta esattamente come ci si aspetterebbe da un ultrabook di fascia alta. Le prestazioni offerte dal Core Ultra 9 288V e dai 32 GB di RAM permettono di lavorare con grande fluidità anche con molti programmi aperti contemporaneamente, tra browser con numerose schede, applicazioni da ufficio e software di produttività. Durante l'uso normale il sistema rimane sempre reattivo; solo sotto carichi molto pesanti può capitare di percepire qualche rallentamento se si prova a fare altro in parallelo, ma è uno scenario piuttosto estremo.

Le ventole entrano comunque in funzione anche durante attività leggere, ma lo fanno in modo discreto e poco invasivo. Il rumore rimane contenuto e difficilmente diventa fastidioso durante l'uso quotidiano.

Per quanto riguarda l'esperienza convertibile, la modalità tenda è probabilmente quella che si presta meglio all'uso reale: è comoda per guardare contenuti multimediali, per presentazioni o per utilizzare il touch in modo più naturale. Il touchscreen è preciso e reattivo, anche se nella pratica questo tipo di utilizzo resta un po' di nicchia per molti utenti. Va anche detto che HP offre una penna digitale opzionale, acquistabile separatamente, che potrebbe rendere più interessante l'utilizzo in modalità tablet o tenda, ma non abbiamo avuto modo di provarla.

Dal punto di vista software il portatile arriva con Windows 11 Home, con tutti i pregi e difetti che ormai conosciamo: un sistema maturo e ricco di funzionalità, ma non sempre perfettamente coerente in ogni sua parte.

HP aggiunge poi alcune proprie applicazioni preinstallate. Tra queste troviamo ad esempio HP AI Companion, una sorta di assistente conversazionale con funzionalità avanzate. Nella pratica però molte delle sue capacità si appoggiano comunque al cloud, quindi l'impatto diretto della NPU integrata nel processore è piuttosto limitato.

Interessante invece HP Enhanced Lighting, una funzione che sfrutta il display come se fosse una sorta di LED ring virtuale per migliorare l'illuminazione del volto durante le videochiamate, una soluzione semplice ma sorprendentemente efficace quando ci si trova in ambienti poco illuminati.

Nel complesso il software HP non è particolarmente invasivo: sono strumenti che si possono usare oppure ignorare senza problemi, lasciando semplicemente spazio all'esperienza standard di Windows 11.

Per quanto riguarda invece le funzionalità AI integrate nel sistema, come Windows Studio Effects, il comportamento è buono e gli effetti funzionano bene durante le videochiamate. In generale però l'impressione è che l'ecosistema Windows sia ancora solo parzialmente pronto per sfruttare davvero queste capacità: molte funzioni, come lo stesso Copilot, si appoggiano ancora pesantemente al cloud e quindi non sfruttano appieno la potenza della NPU integrata nel processore. Non è un limite specifico di questo portatile, quanto piuttosto dello stato attuale della piattaforma.

Uno degli aspetti su cui la piattaforma Intel Lunar Lake promette molto è l'efficienza energetica, e l'HP OmniBook Ultra Flip 14 conferma in buona parte queste aspettative.

Il portatile integra una batteria da 64 Wh a 6 celle, una capacità piuttosto generosa per un convertibile da 14 pollici, che permette di ottenere risultati molto interessanti in termini di autonomia.

Nel nostro test con PCMark 10 (Battery Test) in idle, con luminosità del display al 25%, retroilluminazione della tastiera disattivata e profilo Windows impostato su risparmio energetico, il portatile è riuscito a rimanere acceso per oltre 24 ore. È ovviamente uno scenario limite, ma dà bene l'idea dell'efficienza della piattaforma.

In scenari di utilizzo più realistici si parla di fino a 16 ore di utilizzo medio e fino a 20 ore di riproduzione multimediale, valori che risultano coerenti con l'approccio della piattaforma Lunar Lake, progettata proprio per privilegiare autonomia ed efficienza. Magari non ci arrivate a 16 ore, ma una giornata lavorativa piena riuscite a farla senza grossi drammi.

La ricarica avviene tramite USB-C, una scelta obbligata visto che la dotazione di porte include esclusivamente tre USB-C (due Thunderbolt 4 e una USB-C a 10 Gbps) oltre al jack audio. In confezione troviamo un alimentatore compatto da 65W, già piuttosto comodo da portare in giro, ma volendo è possibile utilizzare anche caricatori USB-C ancora più piccoli per massimizzare la portabilità, o addirittura powerbank specifici, che potrebbero garantirvi ore aggiuntive di lavoro anche lontani dalla corrente.

La ricarica è inoltre abbastanza rapida: HP dichiara che è possibile arrivare al 50% della batteria in circa 45 minuti, un risultato utile soprattutto quando si ha poco tempo per rimettere in carica il portatile prima di uscire di casa o dell'ufficio.

HP OmniBook Ultra Flip 14 copre una fascia di mercato piuttosto ampia, perché esiste in diverse configurazioni che cambiano soprattutto per processore, quantità di RAM e capacità dell'SSD. Il consiglio è quello di guardare attentamente la versione prima di procedere con un eventuale acquisto.

Le versioni più accessibili montano Intel Core Ultra 7 256V, 16 GB di RAM e 1 TB di SSD e si trovano online anche attorno ai 1099 euro, mantenendo comunque lo stesso display OLED touch e lo stesso design del modello più costoso.

Salendo di configurazione troviamo varianti con Core Ultra 7 258V e 32 GB di RAM, generalmente proposte tra 1350 e 1500 euro, mentre le versioni con 2 TB di SSD arrivano attorno ai 1620 euro sul sito ufficiale HP.

La configurazione più spinta, come quella che abbiamo testato con Intel Core Ultra 9 288V e 32 GB di RAM, si colloca naturalmente nella parte più alta della gamma. Sul sito HP, ad esempio, una versione con 2 TB di SSD si trova in sconto attorno ai 1710 euro.

Nel complesso si tratta quindi di un portatile che compete direttamente con altri ultrabook convertibili premium da 14 pollici, come ASUS Zenbook, Lenovo Yoga o Dell XPS nella fascia medio-alta del mercato.

Il punto interessante è che HP è riuscita a mantenere un buon equilibrio tra qualità costruttiva, schermo OLED e piattaforma hardware moderna, rendendo l'OmniBook Ultra Flip 14 una proposta che può essere interessante sia nelle configurazioni più accessibili sia in quelle più complete.

In questa fascia di prezzo è praticamente obbligatorio tirare in ballo anche i MacBook di Apple. Se non volete o non potete lavorare su macOS per via di software specifici, abitudini, gusti o simili, portatili come questo OmiBook Ultra sono tra le alternative più sensate, visti anche altri dettagli non banali come l'autonomia, temperature e rumorosità e prestazioni di buon livello.

Il sample per questa recensione è stato fornito da HP, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

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