Sampdoria, la prima di Lombardo: “Tanta emozione, ho chiesto ai ragazzi cuore e determinazione”

Mar 14, 2026 - 09:00
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Sampdoria, la prima di Lombardo: “Tanta emozione, ho chiesto ai ragazzi cuore e determinazione”
Attilio Lombardo

Genova. Tanta emozione negli occhi e nelle parole di Attilio Lombardo, alla prima conferenza da primo allenatore della Sampdoria e atteso a una prova di certo non facile domani sera alle 19:30. Il match contro la prima della classe Venezia non è certo il miglior benvenuto per un allenatore che dovrebbe essere ad interim, ma che invece spera di essere confermato per tutte e nove le partite che restano.

“L’emozione è tanta, è logico che guidare squadra del cuore per la prima volta mi porta più responsabilità, mi sembra di essere tornato come un ragazzino a scuola − spiega in conferenza stampa − anche se difficoltà che si possono incontrare a scuola sono minori di quelle che stiamo affrontando noi ora. Comunque l’emozione svanirà al fischio d’inizio”.

Lombardo non ha paura di offuscare il bel ricordo di lui con la maglia blucerchiata: “Tanti mi hanno consigliato ‘cosa stai facendo?’, ma io ho sempre ragionato con il cuore e ho sempre detto sì. Mi considero una persona che ha grande senso di appartenenza e voglio trasmetterlo ai ragazzi. Un conto è dirlo a parole e un conto dirlo con i fatti. Non ho paura di prendermi le critiche, non scapperò se dovesse accadere il peggio. Abito a Genova e abiterò ancora a Genova. Questa è la mia occasione di ribaltare tutto, ce l’hanno i giocatori, ce l’ha la squadra, sennò avrebbero potuto fare qualsiasi scelta e poi non so quanti sinceramente  avrebbero deciso di venire, di accettare, di fare poche partite. Io ripeto, spero che possano essere nove le partite e poi tutto quello che è di fuori e quello che possa pensare altra gente non mi interessa. A me interessa l’appartenenza a questa squadra e questo è quello che deve capire anche la squadra”.

Lombardo era qui anche l’anno scorso nel finale di campionato in coppia con Evani. Quest’anno in realtà sembrava che la Sampdoria potesse fare un fine stagione più tranquillo dopo il filotto di risultati utili consecutivi, invece no: “Quando si arriva a un riaggiornamento della guida tecnica è difficile dare spiegazioni. Non voglio paragonare questa esperienza con quella dell’anno scorso. Parto dal fatto che l’anno scorso eravamo retrocessi e non eravamo riusciti a fare il miracolo che tutti si aspettavano. Oggi ho nove partite per testare veramente quanto questi ragazzi possono e vogliono avere per arrivare a concludere molto prima il discorso salvezza. Voglio pensare che nove partite possano essere sufficienti per arrivare alla salvezza, ma lo possono essere se noi lo vogliamo. Non ho mai dato peso alla mia carriera, ma mi porto dietro tante nozioni non solo del campo, ma anche della mentalità, del cuore, dell’identità e dell’essere umili”.

Lombardo sottolinea che prima di arrivare da Cremona non era sampdoriano: “Poi mi è entrata nel dna. La storia è di tutti, ma voglio che abbia un lieto fine. Ai ragazzi ho detto che questo è un libro ancora sporco e dobbiamo schiarire le pagine e l’unico che può aiutarci, l’unico giudice è il campo. Noi siamo colpevoli e io voglio diventare innocente, insieme a loro. Dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo per la salvezza, step by step. Mi lamenterò solo se ragazzi non metteranno cuore e determinazione“.

Le difficoltà di un avversario forte come il Venezia si inseriscono nelle difficoltà ambientali: “Io non voglio fare nessun appello. Ho 60 anni, sono arrivato qui a 23, poi ho fatto esperienze fuori e sono tornato. Posso dire che finché la squadra darà tutto, la gente sopporterà questa squadra. Non ho paura del Venezia, può darsi che sarà una partita di sofferenza, hanno un allenatore preparato che conosco benissimo, vivevamo in paesi a tre chilometri di distanza. Giocano da Serie A, ma a me interessa quanto veramente vogliamo fare un risultato positivo. Poi tra il risultato e la prestazione ci passa il Venezia. Loro faranno più possesso palla, ma noi l’abbiamo preparata in due modi. Vorrei che l’interpretazione sia portata sul campo in modo che possa essere decisiva positivamente per noi”.

La squadra, per Lombardo, ha valori importanti, ma è entrata in un loop: “Tra paure e la classifica, che abbiamo detto di non guardare, forse i nuovi sono stati un po’ condizionati. Non dico che sia colpa dei vecchi, ma quando entri in un loop fanno fatica anche i nuovi. A loro ho chiesto di portare energia nuova, perché altrimenti saremmo piatti come squadra e come gruppo. Non voglio che questo succeda: voglio una squadra che abbia il merito di essersela giocata. La vittoria la ottieni sempre solo con il coraggio”.

La Sampdoria però sembra avere due problemi: uno di spirito e uno tecnico. Il modulo alla fine un po’ conta. “Contro il Venezia se li lasci giocare nella tua metà campo è finita. Ho parlato di coraggio, ma non li andremo a prendere alti. Loro hanno una qualità altissima. Ci aspettiamo poi che le partite vadano giocate senza dimenticare che le palle inattive possono determinare. In questi giorni mi sono battuto molto sull’approccio alla gara e sull’atteggiamento per reagire a situazioni diverse in partita e adattarsi immediatamente”.

Pur essendo all’interno dello staff anche con Foti e Gregucci, il mister fa un’analisi della squadra: “A parte i primi giorni, che non è mai semplice, bisogna tenere su la testa. Speravo non si creasse questa situazione. Alcuni giocatori si sono trovati per la prima volta di fronte a un esonero e devi sostenerli. Quelli che sono abituati non devono abituarsi. A livello mentale la squadra sta bene, abbiamo fatto una doppia seduta per avere un po’ il polso della squadra. Spero che non mi smentiscano domani. Il contorno ci aiuterà. I tifosi non hanno mai mollato e si sono sempre impegnati a sostenere la squadra. Non sono preoccupato, sono abbastanza teso ma come lo ero quando ero giocatore. Sono anche convinto che la mia energia e l’entusiasmo possa incidere nei ragazzi”.

Questa posizione ad interim potrebbe creare dei problemi nello spogliatoio? “Ai ragazzi che mi chiamavano Attila ho detto ‘potete continuare a chiamarmi come facevate’. Voglio avere con loro lo stesso rapporto che avevo quando ero collaboratore. Dicevo sempre: ‘Se avete bisogno di qualcosa appoggiatemi sulle mie spalle’, oggi possono farlo ancora di più perché sono io che decido.Il mio futuro? Nel caso tornerò a fare quello che ho sempre fatto. Per amore della Sampdoria farei anche le righe del campo di Bogliasco e del Ferraris. La mia seconda pelle è essere sampdoriano. Devo ringraziare la società, perché avrebbero avuto tempo per scegliere un nuovo allenatore. Se hanno scelto me è perché qualche competenza ce l’ho anche io”.

Lombardo chiarisce cosa ha detto ai suoi ragazzi: “Tutti siamo utili e nessuno indispensabile. Non solo gli undici che vanno in campo, ma anche chi è in panchina, in tribuna e chi è infortunato”.

Di sicuro si attende qualcosa di più da giocatori come Esposito e Brunori che sinora hanno un po’ deluso: “Non lo so quale sia la medicina, non vorrei pensare che squadra non ha fatto risultato perché loro non hanno reso. Non dipende solo da loro. Comunque anche io ho chiesto loro di incidere di più. La gente, la società e io stesso ci aspettiamo tanto da loro, ma colpevoli lo siamo tutti. Il campo sarà giudice di quelle che saranno le nostre prestazioni”.

Nel modo in cui ha motivato alla figlia la scelta di accettare l’incarico di primo allenatore c’è tutto quello che la Sampdoria rappresenta per Lombardo: “Ha sbarrato gli occhi e mi ha chiesto se ero sicuro e io le ho risposto che se lei è sicura di essere tifosa della Sampdoria deve considerare che io, un tifoso, mi sono preso la briga di portare la barca in porto“.

Visto il grande credito che ha da parte dei tifosi, Lombardo si sente anche un po’ mediatore nel rapporto difficile con loro? “Mi sento ancora più responsabile del compito, non so se sono un mediatore. La contestazione è figlia dei risultati negativi, parlo in generale. Finché le cose sono in ballo bisogna essere tutti uniti, dal magazziniere ai cuochi, allo staff, al direttore sportivo e tecnico. La squadra ha dei diritti e dei doveri. Tutto è a loro disposizione e devono dare qualcosa in più. A volte la paura porta a ottenere qualcosa che non si vuole ottenere. Per quanto riguarda i tifosi non voglio fare appelli, dico solo dateci una mano. Le partite diminuiscono. Il sentimento che provo io può essere diverso e non cambierà neanche se dovessero contestarci, ma deve esserci un’unione come l’anno scorso che è stata la forza di questa Sampdoria”.

Tante le assenze, comunque, domani: “Non recupereremo Coda, Pierini, Henderson, perso Abildgaard per indurimento del polpaccio. Ghidotti e Ferrari hanno la febbre, ma 11 giocatori li metto. Se abbiamo fame non mi interessa, non faccio conto di chi è fuori, è logico che le differenze tra un giocatore e l’altro sono diverse, sono tante, ma faccio virtù del materiale che ho e cercherò di mettere il materiale che ho nelle condizioni di fare una bellissima prestazione”.

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