Il clima fa male al miele dell’UE, la Commissione annuncia misure per salvarlo

Mar 14, 2026 - 14:00
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Il clima fa male al miele dell’UE, la Commissione annuncia misure per salvarlo

Bruxelles – I cambiamenti climatici stanno mettendo in difficoltà la produzione di miele. Nel territorio dell’Unione europea si comincia a produrne meno a causa del meteo estremo, e il mercato unico inizia ad essere terra di conquista per ‘made in’ straniero e prodotti di bassa qualità, frutto di miscele, aggiunte, e alterazioni che mettono a rischio i produttori locali e la qualità per il consumatore. Contro quella che inizia ad essere una vera e propria piaga la Commissione UE ha un programma preciso, con tanto di scadenze, con l’obiettivo di risolvere i problemi da qui a tre anni.

“La Commissione adotterà entro il 14 giugno 2028 atti di esecuzione che stabiliscono metodi analitici per individuare le adulterazioni del miele ed entro il 14 giugno 2029 atti delegati sui metodi e i criteri per determinare il luogo di raccolta del miele e i requisiti di tracciabilità a livello dell’Unione”, chiarisce il commissario per l’Agricoltura, Christophe Hansen, che assicura: “Tutte queste misure mirano a creare condizioni eque per i produttori dell’UE”.

I chiarimenti di Hansen rispondono ai questiti posti dal PPE in un’interrogazione parlamentare dove si denuncia come la produzione di miele a Cipro stia diminuendo “significativamente, con perdite fino al 30 per cento, a causa di eventi meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici”, nonché della crescente pressione esercitata dai prodotti a base di miele importati a basso costo, soprattutto quello cinese.

Ma il problema riguarda da vicino anche l’Italia. L’osservatorio nazionale miele, nel rapporto annuale 2024, evidenzia le stesse problematiche registrate a Cipro. Nel 2024 la produzione nazionale italiana si attesta a 21.850 tonnellate di miele, “in lieve calo rispetto al 2023, accompagnata per la prima volta da una leggera flessione del numero degli alveari”. Ciò a causa di una situazione climatica “avversa”, in cui “forti escursioni termiche in primavera”, e dunque oscillazioni continue delle temperature, seguite da piogge abbondanti e un periodo estivo secco e caldo, hanno determinato “mancanza di flussi nettariferi protratta nel tempo”. Situazioni meteorologiche che, sottolinea L’osservatorio nazionale miele, “confermano quanto il cambiamento climatico sia il principale, ma non il solo, fattore limitante delle produzioni nell’ultimo decennio”.

Un problema, dunque, per il miele ‘made in Italy’, che dà lavoro a oltre 77mila apicoltori, che vale 34 milioni di euro, e produce un export di 5.730 tonnellate di prodotto in tutto il mondo, tra mercati europei ed extra-comunitari. Il problema sollevato in Parlamento europeo è anche molto tricolore, e le misure annunciate e calendarizzate da Hansen serviranno tanto anche all’Italia.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia