Colpo di mano del governo: il rigassificatore rimane a Piombino

Mar 14, 2026 - 10:00
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Colpo di mano del governo: il rigassificatore rimane a Piombino

Aveva detto no il territorio, a cominciare dal presidente della Toscana Eugenio Giani e dal sindaco (che è anche coordinatore locale di Fratelli d’Italia) Francesco Ferrari. Ma il governo ha tirato dritto e con un blitz ha prorogato la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino. Lo ha fatto con il decreto legge 32/2026, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni”, che all’articolo 9 comma 5 recita: «Allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un’istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione».

Tra l’altro, si tratta di una proroga che non prevede data di scadenza, e che fa carta straccia di quanto comunicato dal territorio a Roma in tutti questi mesi. Nel testo, che ricalca un emendamento a suo tempo messo a punto da Forza Italia per il Milleproroghe senza poi essere presentato, si dice infatti tra l’altro che «qualora sia prevista la realizzazione di opere  per  il  mantenimento  ovvero l’esercizio degli impianti di cui al primo  periodo  in  altro  sito, l’efficacia dell’autorizzazione originaria e dei  correlati  atti  di assenso,  ivi  compresa  l’autorizzazione  integrata  ambientale,  è prorogata sino all’ultimazione delle opere medesime».

Giani promette battaglia, sottolineando che il decreto non è una proroga automatica e che per continuare ad operare «occorre che le compensazioni del memorandum dell’autorizzazione triennale che io ho firmato in quanto commissario siano attuate». Dice il presidente della Regione Toscana: «Io sono sempre commissario e quindi o mi revocano o non firmo alcuna continuità se nei giorni da qui all’approvazione del decreto non ci sono garanzie sulle compensazioni. Darò battaglia, non c’è alcuna proroga automatica per quando mi riguarda». E ancora: «Se con il decreto è stato prolungato ciò che riguarda l'autorizzazione del rigassificatore di Piombino, questa volta io quelle dieci opere di compensazione per il territorio le voglio, altrimenti non firmo». Giani fa riferimento proprio all'articolo 9 del decreto legge 32 che al comma quinto disciplina il prolungamento del rigassificatore a Piombino, ricordando che quel testo ha una formulazione precisa: «Si parla di una autorizzazione da prolungare, facendo riferimento all’autorizzazione che ne ha disposto, nell'agosto del 2022, il posizionamento. In quell'atto c'è scritto, con molta chiarezza, che accanto all'autorizzazione del rigassificatore, vi erano dieci interventi di compensazione sul territorio che avevo concordato con il presidente Draghi». «Anche se l'avevo concordato con il presidente Draghi - conclude Giani - il presidente Meloni deve rispettare quei 10 punti. Altrimenti non firmo».

Esce male da questa vicenda soprattutto il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, al quale nulla è valso il suo essere un esponente di Foratelli d’Italia: «È necessario essere precisi, si tratta di una proroga di natura tecnica, pensata per garantire la continuità operativa del rigassificatore nell’attesa che venga assunta una scelta conclusiva sul suo futuro», prova a smorzare ora dopo che a lungo si è detto contrario alla permanenza del rigassificatore nel porto cittadino. «Questo meccanismo è legato alla prosecuzione dell’esercizio fino alla definizione delle procedure autorizzative che possono essere di proroga temporanea, di rinnovo dell’autorizzazione o di collocazione in altro luogo del rigassificatore», prova a spiegare invocando anche ragioni nuove collegate alla guerra in Iran: «È inoltre evidente che una decisione di questo tipo arrivi in un contesto internazionale estremamente delicato, nel quale la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è tornata al centro delle scelte dei governi europei». E conclude: Detto questo, la posizione di questa Amministrazione non cambia. Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino e continuiamo a ritenere che la sua permanenza rappresenti un elemento di preoccupazione per la sicurezza della comunità e per l’equilibrio del porto».

Come sottolineano gli esponenti del Pd, «il colpo di mano del Governo Meloni, che ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di FdI Francesco Ferrari. Delle due l’una: o Ferrari era consapevole e ha preso in giro i suoi cittadini, oppure, usando un po’ di coraggio, dovrebbe trarre inevitabili conclusioni politiche e istituzionali, per salvaguardare la sua dignità e l’intera comunità di Piombino».

Molto critici anche i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti, che denunciano l’entrata in vigore del provvedimento che blinda la permanenza della Golar Tundra nel porto di Piombino. «Quello che temevamo si è avverato: il Governo Meloni ha ufficialmente gettato la maschera, tradendo Piombino, la Val di Cornia e l'intera costa toscana. Con un blitz normativo inserito nel decreto infrastrutture, la destra cancella gli impegni presi e trasforma una presenza che doveva essere temporanea in una servitù a tempo indeterminato». Per gli esponenti di Avs quello attuato «è un sopruso istituzionale inaccettabile»: «il ministro Pichetto Fratin e la presidente Meloni hanno mentito al territorio. Avevano garantito che i tre anni sarebbero stati tassativi; oggi, con questo decreto, ammettono che non hanno alcuna intenzione di rispettare la scadenza di luglio 2026. La Toscana viene usata come l'hub dell'energia fossile, come un luogo sacrificabile per continuare ad avere energia inquinante e molto costosa, mentre le opere di compensazione promesse restano al palo».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia