Ripescaggio Italia ai Mondiali: ci sono già delle proteste
Continua a tenere banco la questione legata all’Iran, che è arrivato al braccio di ferro con la Fifa: da Teheran, la capitale del Paese asiatico, hanno fatto sapere che prenderanno parte alla fase finale dei campionati del mondo se le proprie gare non si giocheranno negli Stati Uniti. Il Messico ha raccolto l’appello e si è già detto disponibile ma il massimo organismo calcistico non sembra intenzionato ad assecondare questa richiesta. In caso di ‘no’ definitivo si arriverebbe al ripescaggio e in Belgio c’è chi storce il naso riguardo all’eventualità, piuttosto remota per la verità, che tocchi all’Italia e non agli Emirati Arabi Uniti.
I Diavoli Rossi, inseriti nello stesso girone dell’Iran (ma anche dell’Egitto e della Nuova Zelanda), preferirebbero ovviamente gli emiratini ai più competitivi Azzurri e il tam-tam social dei sostenitori belgi è già cominciato. A fare chiarezza sul quadro regolamentare è l’articolo 6.7 del regolamento della competizione: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione”. Una norma che, almeno sulla carta, lascia aperto qualsiasi scenario, ma la prassi consolidata vorrebbe che il posto venisse assegnato a una selezione dello stesso continente asiatico.
In questo senso, gli Emirati Arabi Uniti restano i candidati più accreditati. Per gli UAE si tratterebbe peraltro di un ritorno storico: l’unica partecipazione a una fase finale risale, per ironia della sorte, a Italia ’90, quando il Paese arabo fu inserito in un girone proibitivo con Germania Ovest, Jugoslavia e Colombia, uscendo con tre sconfitte e un bilancio complessivo di dieci gol subiti e due segnati.
Sul fronte iraniano, a ribadire la posizione di Teheran è stato direttamente il ministro dello Sport Ahmad Donyamali, intervenuto all’agenzia turca Anadolu: “La richiesta di spostare le nostre partite in Messico è ancora valida, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Terremo comunque la squadra pronta per la Coppa del Mondo, anche se la decisione finale spetterà al nostro governo. Le dichiarazioni di Trump sono molto contraddittorie e incoerenti: secondo le normative FIFA, la sicurezza deve essere garantita dal Paese interessato. In queste circostanze, la probabilità che l’Iran partecipi alle partite dei Mondiali negli Stati Uniti è molto bassa”.
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