Ripescaggio Italia ai Mondiali: “Interessante” ammette Trump. Ma poi…
“L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo… E’ una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti”. Donald Trump non sembra affatto concentrato sui Mondiali di calcio che gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio. L’eventualità di un possibile ripescaggio dell’Italia, infatti, non rientra minimamente tra le sue priorità. Il presidente americano appare sorpreso quando, nello Studio Ovale, gli viene posta una domanda sul tema: l’Italia potrebbe prendere il posto dell’Iran ai Mondiali? Un’ipotesi sostenuta da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia.
La proposta è stata riportata dal Financial Times, che la descrive anche come uno “sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgia Meloni” dopo i recenti attacchi del presidente degli Stati Uniti al Papa. Lo stesso Zampolli ha confermato personalmente il pressing sulla Federazione internazionale: “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”. Non è peraltro la prima volta che emerge una proposta simile: già nel 2022, in occasione dei Mondiali in Qatar, l’ambasciatore statunitense aveva scritto a Infantino chiedendo l’esclusione dell’Iran e l’inserimento dell’Italia.
In Italia, tuttavia, la proposta ha suscitato più imbarazzo che entusiasmo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato netto: “Oggi ho letto che l’inviato di Trump vuole ripescare l’Italia ai mondiali: la trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del CONI Luciano Buonfiglio: “Innanzitutto non credo sia possibile. Seconda cosa, mi sentirei offeso: la partecipazione a un Mondiale va meritata”. Anche il giornalista Enrico Mentana ha affidato ai social il proprio disappunto, parlando di una prospettiva “squallida e ingiusta, e offensiva per la nostra storia sportiva”.
Una voce parzialmente fuori dal coro è quella dell’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, che pur esprimendo “grandi perplessità” sul piano normativo, non ha chiuso del tutto alla speranza: “Da tifosi non si può che sperare, da persone che hanno una logica nella quale ci sono situazioni collegate a un quadro normativo ho delle grandi perplessità. Tutto può avvenire, ma se, come leggo, il soggetto fa la proposta per Trump non saprei da che parte iniziare”. Abete ha poi sottolineato la questione della rappresentatività geografica: “Se fossi un continente direi che quel posto spetta a una squadra dello stesso continente”.
Dall’altra parte, l’Ambasciata iraniana in Italia ha risposto con fermezza attraverso un post su X: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”. L’Iran, del resto, si è qualificato regolarmente chiudendo al primo posto il proprio girone nella Zona asiatica. La situazione resta comunque in bilico: Teheran aveva chiesto alla FIFA di spostare le proprie partite di girone in Messico, ricevendo un netto rifiuto. Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha dichiarato che “se la sicurezza dei giocatori della nazionale negli Stati Uniti sarà garantita, partiremo per il Mondiale”, precisando tuttavia che la decisione finale spetterà alle autorità governative insieme al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.
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