Smettere di fumare ora è gratis
Da oggi i fumatori "sani" intenzionati a intraprendere un percorso serio per smettere di fumare potranno contare su un aiuto in più: un farmaco a base di citisina, un derivato da una pianta che combatte la dipendenza da nicotina, sarà ora prescrivibile gratuitamente nei centri antifumo anche per chi non soffre di malattie croniche legate al consumo di tabacco.
Già lo scorso dicembre l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) aveva approvato la rimborsabilità di un nuovo farmaco industriale a base di citisina da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (lo strumento tramite il quale le decisioni dell'AIFA diventano pubbliche e giuridicamente vincolanti), il farmaco è disponibile per i fumatori italiani.. Che cos'è la citisina e come agisce. La citisina è un principio attivo che si estrae dal Cytisus laburnum o maggiociondolo, una pianta mediterranea della famiglia delle Leguminose che produce fiori a grappolo molto profumati di color giallo oro. È un alcaloide naturale, cioè una sostanza dotata di proprietà fisiologiche sugli organismi animali, che agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina. In particolare, stimola parzialmente i recettori colinergici alfa4 beta2 sensibili alla nicotina: sono i recettori che mediano sia gli effetti gratificanti della nicotina sia i sintomi dell'astinenza.
Legandosi a questi recettori, la citisina riduce la gratificazione legata al fumo nei fumatori (perché la nicotina trova i recettori a cui di solito si lega già "occupati"), e allo stesso tempo aumenta in modo moderato i livelli di dopamina nel circuito della ricompensa nel cervello, alleviando i sintomi dell'astinenza da nicotina senza per questo provocare tolleranza o assuefazione a sua volta. Addio quindi a irritabilità, inquietudine, insoddisfazione, ansia, insonnia. Il desiderio di fumare cala drasticamente a partire dal quinto giorno.. Citisina: come veniva usata finora, e che cosa cambierà?. La citisina si somministra per via orale per 25 giorni, con una riduzione progressiva del numero di dosi del farmaco. La sostanza è in uso già da 60 anni in Europa centrale e orientale come ausilio per smettere di fumare. Ha una breve durata d'azione e viene eliminata quasi interamente dai reni attraverso l'urina. I suoi effetti collaterali più frequenti sono nausea e vomito.. In Italia la citisina è disponibile dal 2015, ma finora era prescritta dai centri antifumo (le strutture che offrono terapie farmacologiche e supporto psicologico per smettere di fumare) solo come preparato galenico, cioè come medicinale preparato dai farmacisti nei laboratori farmaceutici, tarato sulle esigenze del paziente.
Inoltre, i medicinali a base di citisina erano rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale solo per i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO, una malattia respiratoria cronica progressiva) o con patologie cardiovascolari. Ora invece diverrà disponibile, senza barriere economiche, come farmaco industriale (denominato Recigar e prodotto dalla casa farmaceutica polacca Adamed) anche per i pazienti che non hanno malattie ma che hanno sviluppato una dipendenza da nicotina.. Sarà però, per il momento, rimborsabile dal SSN solo quando prescritta da un medico di un centro antifumo, quindi all'interno di un programma che preveda oltre al farmaco un monitoraggio del paziente e trattamenti integrati come la psicoterapia o un counseling. Negli altri casi, il costo (circa 90 euro per 25 giorni di trattamento) sarà a carico del paziente.. Una disassuefazione "dolce". Come ha spiegato a Corriere.it Roberto Boffi, pneumologo e direttore del centro antifumo dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, esistono anche altri strumenti per combattere la dipendenza da tabacco, come gomme, cerotti, pastiglie e spray a base di nicotina, vareniclina e bupropione (questi ultimi sono due farmaci che possono aiutare a smettere di fumare).
Ma la citisina ha un vantaggio: agisce sui recettori della nicotina in modo un po' meno potente, ma è meglio tollerata. «Studiamo la citisina da più di 10 anni e un nostro studio ha dimostrato che il 67% dei pazienti ha smesso di fumare dopo tre mesi e il 45% ha mantenuto la cessazione dopo un anno. Questo antagonismo più dolce, viene vissuto dai fumatori in maniera meno traumatica».. Un investimento in salute pubblica. Il fumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa 6 milioni di decessi nel mondo. In Italia, secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), le morti per questa causa prevenibile sono circa 93.000 all'anno (il 20,6% del totale di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% del totale di tutte le morti tra le donne), e i costi sociali e sanitari correlati al fumo superano i 26 miliardi di euro l'anno..
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