Oltre 400 studenti al Teatro Ghione per una lezione-spettacolo sui linguaggi dell’odio
Al Teatro Ghione di Roma una lezione-spettacolo sui linguaggi dell’odio, dalla propaganda antisemita del Novecento ai social network di oggi.
Oltre 400 studenti al Teatro Ghione per la lezione-spettacolo
sui linguaggi dell’odio, dalla propaganda antisemita ai social
Martedì 20 gennaio 2026
Teatro Ghione
Via delle Fornaci 37
In occasione del Giorno della Memoria 2026, la Fondazione Museo della Shoah e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) organizzano l’evento “La retorica dell’odio: dalla propaganda del Novecento ai social di oggi”, che vedrà la partecipazione di oltre 400 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
L’iniziativa si terrà martedì 20 gennaio 2026, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso il Teatro Ghione di Roma.
Al centro dell’evento una lezione-spettacolo che affronta i meccanismi di costruzione dell’odio, mettendo in relazione la propaganda antisemita del Novecento – che ha preceduto e accompagnato la Shoah – con le forme contemporanee di linguaggio d’odio diffuse attraverso i social media. Un percorso che mostra come parole, immagini e narrazioni abbiano avuto, e continuino ad avere, un ruolo decisivo nella creazione del nemico e nella normalizzazione dell’esclusione.
La lezione-spettacolo, dal titolo L’odio al tempo dei social, è curata dalla professionista di retorica Flavia Trupia e interpretata insieme all’attore Enrico Roccaforte. Attraverso il linguaggio teatrale, l’incontro mette in luce continuità e trasformazioni delle strategie comunicative dell’odio, evidenziando analogie tra la propaganda antisemita e alcune dinamiche della comunicazione digitale contemporanea.
L’evento sarà aperto da un’introduzione storica a cura dello storico della Fondazione Museo della Shoah Manuele Gianfrancesco; a conclusione dell’evento l’intervento scientifico di Stefania Manca, Istituto per le Tecnologie Didattiche - CNR ed esperta di antisemitismo sul web, approfondirà i meccanismi della comunicazione antisemita attraverso le immagini, indagandone le radici storiche e le forme di riemersione nel contesto digitale; Arianna Picistrelli, Fondazione Museo della Shoah, presenterà esempi di comunicazione responsabile e divulgazione scientifica, soffermandosi sul ruolo dei musei e delle istituzioni culturali nel contrasto ai linguaggi d’odio sulle piattaforme social.
L’iniziativa intende ricordare come la Shoah sia stata preceduta da un lungo processo di costruzione dell’odio, alimentato da parole e immagini, e sottolinea l’importanza di fornire alle nuove generazioni strumenti critici per riconoscere e decostruire i linguaggi discriminatori del presente.
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